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F1: anche il GP di Cina verso lo spostamento a fine anno

In occasione di una conferenza stampa con i media locali gli organizzatori del GP di Cina hanno annunciato di aver già proposto formale richiesta per posticipare a fine anno la gara prevista ad aprile.

Rettilineo di partenza/arrivo

Dopo lo spostamento del Gran Premio di Australia a fine anno, anche l’evento in Cina rischia di dover cambiare la propria data nel calendario.

Già nella passata stagione il round cinese è saltato a causa dell’emergenza dettata dalla pandemia da COVID-19 ed altre 12 gare non si sono disputate costringendo gli organizzatori della F1 a stilare un calendario alternativo.

A novembre del 2020 è stato pubblicato il calendario ufficiale per la stagione 2021 con la bellezza di 23 appuntamenti, ma anche questo rischia di essere seriamente stravolto a causa dell’emergenza sanitaria globale.

In origine la gara in Cina era prevista per l’11 aprile ma, complici le restrizioni agli spostamenti, i promoter hanno annunciato di voler posticipare l’evento a fine anno.

“Siamo stati in contatto con gli organizzatori della Formula 1 quasi ogni settimana e nonostante il calendario sia già stato pubblicato credo che sia molto difficile che la gara possa svolgersi regolarmente ad aprile” ha dichiarato Yibin Yang, general manager della Juss Event, ad un gruppo di media locali tra cui Motorsport.com.

“Il nostro desiderio è di poter posticipare l’evento nella seconda metà del 2021 ed abbiamo già inoltrato una formale richiesta”.

Qualora il Gran Premio di Cina dovesse essere spostato a fine stagione verrebbe lasciato libero un secondo slot nel mese di aprile oltre a quello già noto del 25 originariamente previsto per il GP del Vietnam.

Come già anticipato negli scorsi giorni da Motorsport.com sono Portimao ed Imola le candidature più solide per occupare quello slot.

L’eventuale riprogrammazione della gara cinese comporterebbe per gli organizzatori della Formula 1 una sfida complicata considerando anche la volontà dell’Australia di non perdere il gran premio e di disputarlo nella seconda metà del 2021.

Ad oggi ci sono soltanto quattro weekend liberi tra la fine della pausa estiva e l’ultima gara stagionale prevista il 5 dicembre ad Abu Dhabi. Qualora si dovesse trovare spazio sia al round australiano che a quello cinese sarebbe necessario modificare in maniera importante il calendario già approvato.

La Cina non ospita un evento sportivo internazionale da quando è scoppiata l’epidemia da COVID-19 ed il previsto E-Prix di Sanya è già stato cancellato.

Nel suo incontro con la stampa, Yang ha affermato come la Juss Events dovrà affrontare una sfida decisamente impegnativa per riprogrammare tutti gli eventi in programma nella seconda metà dell’anno.

“Per poter effettuare questi cambiamenti dobbiamo attendere di conoscere le decisioni dei governi cittadini”.

“Se dovessimo programmare tutti gli eventi internazionali nella seconda metà dell’anno rischieremmo di mettere sotto stress le città. Per poter ospitare questi eventi in sequenza è necessario ricorrere ad un ampio numero di poliziotti ed operatori sanitari. Inoltre ci potrebbe essere anche un conflitto di marketing tra questi appuntamenti”.

La Cina sembra aver mantenuto sotto controllo la pandemia con numeri relativamente bassi rispetto ad altre nazioni. Stando a quanto comunicato, infatti, il totale dei casi è di 87.364, mentre i decessi sono stati 4.364.

L’attenzione delle autorità, però, non è calata e di recente è stato adottato un lockdown a Pechino a seguito dell’impennata di casi.

La Cina, inoltre, prevede una quarantena obbligatoria di 14 giorni per tutti i passeggeri provenienti da voli internazionali.

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