F1 | Alpine vince il ricorso dopo l’errore della FOM: Gasly riconquista il podio di Monaco
I commissari hanno accolto la richiesta di revisione dell’Alpine e annullato le due penalità inflitte a Gasly per presunto eccesso di velocità in pit lane, poiché il francese in realtà non ha mai superato i 60 km/h. Scende al quarto posto invece Hadjar.
Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
A cinque giorni dal traguardo, cambia nuovamente la classifica del GP di Monaco. I commissari hanno accolto il ricorso presentato dall’Alpine e annullato le due penalità di cinque secondi inflitte a Pierre Gasly per presunto eccesso di velocità in pit lane, riportando così il francese sul podio.
Gasly aveva infatti tagliato il traguardo in terza posizione alle spalle di Andrea Kimi Antonelli e Lewis Hamilton, ma era stato poi retrocesso per due penalità da cinque secondi comminate per eccesso di velocità in pit lane. La prima era arrivata in occasione del suo pit stop, la seconda durante il passaggio obbligatorio in corsia box reso necessario dall’incidente di Lance Stroll all’ultima curva.
Alpine aveva presentato subito dopo la gara una richiesta di revisione, sostenendo di avere prove che Gasly non avesse mai superato il limite di 60 km/h e che, anzi, avesse mantenuto un margine di sicurezza aggiuntivo per restare al di sotto della soglia. La vettura era infatti configurata per non oltrepassare i 59,5 km/h.
Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
C'è stato un errore di misurazione da parte della FOM
Durante l’udienza di giovedì, ossia quella per giudicare se la richiesta di revisione fosse o meno ammissibile, la FOM, che è responsabile del sistema di cronometraggio della F1 e che si occupa anche di inviare i dati alle squadre, ha ammesso che c’era stato un errore nella misurazione della distanza in pit lane.
Il sistema non effettua una singola rilevazione, ma calcola la velocità media tra diversi sensori elettronici annegati nell’asfalto, sfruttando anche il transponder FIA installato su ogni vettura. Questa distanza viene calcolata con il GPS e poi verificata direttamente in pista da degli addetti specializzati della FOM.
Tuttavia, il rapporto della FOM ha indicato che, utilizzando scansioni al laser effettuate dopo l’evento, è stato rilevato che la distanza più breve tra il primo e il secondo sensore della zona in cui è stato rilevato il superamento della velocità massima consentita era di soli 2615 cm, cioè 77 cm in meno rispetto alla distanza impostata inizialmente, in parte perché la pit lane di Monaco non è completamente dritta, ma ha una forma curvilinea.
Lando Norris, McLaren, Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Questo ha portato a una sovrastima delle velocità medie, perché se le vetture impiegano meno tempo per completare la distanza prefissata, che dopo i controlli si è rivelata essere più corta di quella impostata inizialmente, allora la velocità inevitabilmente aumenterà, comportando un rischio di sanzione.
C'è anche una questione di... layout
Era anche per questo che la FIA, che in effetti ha verificato nuovamente i sistemi dopo la gara, non aveva riscontrato alcuna anomalia: il problema era nato alla radice, dalle misurazioni della FOM, che si occupa poi del sistema di cronometraggio. La Federazione, in questo caso, si occupa solo di sfruttare i dati a disposizione.
Nel tratto di pit lane di Monaco erano presenti nove coppie di loop di cronometraggio, con “zone” che variavano dai 10 ai 40 metri. Tuttavia, la pit lane del Principato è molto particolare, perché prevede di fatto tre tratti in cui i piloti possono tagliare la linea bianca disegnata, come in effetti è successo nel weekend.
La pit lane di Monaco
Foto di: Nicola Ciancaglini/Ciancaphoto Studio/Getty Images
Non a caso, la FIA aveva suggerito ai piloti di non tagliare eccessivamente in ingresso di pit lane, dato il rischio di finire in penalità, anche perché quest'anno la posizione delle barriere era stata leggermente alterata permettendo ai piloti di tagliare ulteriormente. Il fatto che però anche la barriera fosse stata spostata ha portato a calcolare in maniera sbagliata la distanza tra i sensori, sovrastimando la velocità media delle vetture.
Gasly non ha effettivamente superato i 60 km/h
I commissari hanno richiamato un punto specifico del rapporto della FOM: con i tempi registrati dalla vettura numero 10 tra i due loop in questione (1,604 e 1,602 secondi), assumendo una velocità media di 60 km/h, la distanza percorsa sarebbe stata rispettivamente di 2673 cm e 2670 cm.
Confrontando questi valori con la distanza applicata dal sistema (2692 cm) e con la distanza minima teorica misurata (2615 cm), la conclusione è che Gasly non ha superato il limite di 60 km/h in quel tratto, per cui rientra perfettamente nei limiti regolamentari.
Ma il passaggio più importante della decisione riguarda l’interpretazione del regolamento: l’articolo B1.6.3a parla di “speed limit”, ma non specifica che tale limite debba essere determinato esclusivamente dal sistema di cronometraggio. Per i commissari, quindi, la domanda da porsi non era se il sistema avesse rilevato un’infrazione, ma se la vettura avesse effettivamente superato i 60 km/h.
Pierre Gasly, Alpine
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Alla luce dei nuovi dati portati da Alpine, la vettura non ha mai superato i 60 km/h, quindi rientrava nel limite consentito. In questo caso, i commissari hanno dichiarato che le prove a favore dell’innocenza di Gasly si avvicinano addirittura allo standard del “ogni ragionevole dubbio”.
Le penalità già scontate non possono essere annullate
Con l’annullamento delle due penalità, Gasly recupera i dieci secondi persi e torna ufficialmente sul podio. Hadjar, che era salito in terza posizione dopo la penalizzazione, scende così al quarto posto.
Altri piloti hanno scontato o provato a scontare le proprie penalità e, poiché nessuno di loro ha richiesto una revisione, il regolamento non prevede alcun meccanismo per annullare retroattivamente sanzioni già eseguite in pit lane. Questo include anche George Russell che, non avendo scontato la sanzione di 5 secondi, ha poi subito un'altra penalità che lo ha fatto finire fuori dalla zona punti.
“I commissari osservano che, per quanto riguarda le altre vetture penalizzate, alcune hanno scontato la penalità e ciò, purtroppo, ha influito sulle loro strategie e quindi sul risultato finale. Rimarranno inevitabilmente dubbi sul fatto che quelle infrazioni fossero reali. Non esiste alcun regolamento che dia ai commissari il potere di ‘annullare’ una penalità già scontata”, si legge nel documento.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments