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F1 | Alpine studia l'alimentazione ad idrogeno come opzione futura

Alpine ha avviato uno studio per determinare se l'alimentazione ad idrogeno possa essere la direzione migliore per il futuro a lungo termine della Formula 1.

Esteban Ocon, Alpine A522

Mentre la FIA ha recentemente approvato i piani che prevedono che la prossima generazione di motori di F1, dal 2026 al 2030, sarà costituita da motori turbo-ibridi alimentati con carburanti completamente sostenibili, rimane aperto il dibattito su quale debba essere il posizionamento del Circus nel lungo periodo, con la transizione delle auto stradali verso l'elettrico.

È improbabile che entro il 2031 i motori elettrici e le batterie siano abbastanza potenti da alimentare le vetture di F1 ai livelli di prestazioni attuali, il che significa che il campionato dovrà decidere dove dirigersi a quel punto.

Tuttavia, un'opzione che Alpine ritiene praticabile è il passaggio all'alimentazione ad idrogeno, motivo per cui il costruttore francese ha avviato un'analisi dettagliata dei pro e dei contro dell'utilizzo di questo tipo di propulsore in F1.

Parlando in esclusiva a Motorsport.com, il CEO di Alpine, Laurent Rossi, ha dichiarato che, dato che i motori completamente elettrici non saranno un'opzione per la F1 per un po', la valutazione dell'idrogeno come soluzione a lungo termine ha i suoi pregi.

"Non credo che il motore completamente elettrico sia pronto", ha detto. "Forse lo sarà tra 15 anni, ma non credo che ciò avverrà nelle prossime due versioni dei regolamenti".

"È per questo che stiamo indagando, perché credo che i produttori e soprattutto i produttori di PU abbiano il dovere di definire le normative e di portare soluzioni al tavolo, come l'idrogeno come carburante".

"Per me e per noi è un buon modo per prendere molti piccioni con una fava. È più pulito, di sicuro. Non è completamente pulito, certo, ma è sicuramente molto più pulito rispetto ai carburanti tradizionali".

"È abbondante, questo è certo, mentre i carburanti organici o sintetici possono essere limitati in termini di approvvigionamento e di costi di produzione".

"Inoltre, preserva una cosa, ovvero il rumore. Ok, forse tra 20 anni la gente se ne dimenticherà, perché alle nuove generazioni non importerà nulla e saranno abituate a macchine silenziose in strada, ma al momento è questo che rende lo spettacolo".

"Non dobbiamo dimenticare che la F1 è uno sport, cioè un intrattenimento. È un business, certo. Ma questo business si basa sul fatto che le persone lo amano, lo guardano e si divertono. Non posso non pensare a questo. Quindi stiamo perseguendo questa strada".

Laurent Rossi, CEO, Alpine F1 talks to press

Laurent Rossi, CEO, Alpine F1 talks to press

Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images

Rossi ha spiegato che l'obiettivo dello studio di Alpine era quello di capire se l'energia ad idrogeno potesse fornire i livelli di prestazioni necessari alla F1.

E, se il lavoro dovesse giungere a questa conclusione, spera di poter presentare la tecnologia - potenzialmente utilizzando la nuova tecnologia Garage 56 alla 24 Ore di Le Mans - per dimostrare ai campionati quanto sia valida.

"Svolgeremo il nostro ruolo per ispirare gli altri, sicuramente gli organi di governo", ha detto. "Ci piacerebbe poter dimostrare, ma prima di tutto a noi stessi, che funziona, perché dobbiamo ancora verificare che non si tratti solo di una credenza o di una profezia".

"Se funziona, vogliamo dimostrarlo, ad esempio al Garage 56 di Le Mans o al Nurburgring con una delle nostre auto da strada dotata di motore a combustione interna alimentato ad idrogeno".

"In questo modo, forse, gli organi di governo potranno capire che c'è una strada da percorrere".

"Se Porsche, Ferrari e altri seguono altre piste, ben venga. Ma è ancora meglio perché porteremo sul tavolo più opzioni invece che una sola".

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