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F1 | Alpine A526: non c'è solo la PU Mercedes, ma anche la fantasia aerodinamica

La squadra di Enstone, ultima l'anno scorso nel mondiale Costruttori, dopo tre GP finiti tutti a punti, occupa il quinto posto fra le squadre. Il motore della Stella ha contribuito al salto di qualità, ma David Sanchez ha dato concretezza al progetto aggiungendo soluzioni inedite nello sviluppo aerodinamico.

Dettaglio ala posteriore Alpine A526

Dettaglio ala posteriore Alpine A526

Foto di: AG Galli

Tre volte a punti in tre GP disputati: l’Alpine è quinta nel mondiale Costruttori alla pari con la Red Bull. Questa è la fotografia dell’avvio di campionato della squadra di Enstone: il team condotto da Flavio Briatore ha dato uno scossone alla sua situazione che lo vedeva l’anno scorso ultimo degli ultimi. 

Certo l’aver arpionato la quarta fornitura della power unit Mercedes ha permesso un indiscutibile salto di qualità, ma la crescita non è dovuta solo all’aver adottato il motore più potente. 

A sentire Pierre Gasly, settimo a Suzuka, dopo una durissima difesa di 25 giri da un certo Max Verstappen con la Red Bull RB22, c’è stata una crescita della monoposto, tanto che il francese si è lasciato andare dicendo che la A526 è una delle F1 migliori che ha guidato finora in carriera (dimenticando forse che con l’AlphaTauri AT01 aveva vinto il GP d’Italia nel 2020), ma è un riconoscimento allo staff tecnico guidato da David Sanchez: decimo in Australia, sesto in Cina e settimo in Giappone, Pierre sta dimostrando con i fatti di poter ambire a quel ruolo di “primi degli altri”. 

Pierre Gasly con l'Alpine in bagarre con Max Verstappen sulla Red Bull RB22

Pierre Gasly con l'Alpine in bagarre con Max Verstappen sulla Red Bull RB22

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Al momento l’anomalia è che davanti c’è la Haas, sorprendentemente quarta, con due lunghezze di vantaggio sull’Alpine, ma è indubbio che sia altrettanto insolito che la Red Bull sia finita dietro in questo convulso avvio di stagione. 

L’Alpine, comunque, non è solo power unit Mercedes: l’ascesa alle zone più blasonate della graduatoria, infatti, è frutto anche di una vettura che non presenta un progetto rivoluzionario di base, le sospensioni anteriori sono legate allo schema pull rod, mentre la maggioranza della concorrenza è tornata al push rod, ma, indubbiamente ha mostrato soluzioni di grande interesse, certamente frutto dell’inventiva di Sanchez. 

Il primo requisito della rinascita è stato l’aver concepito una monoposto che non è lontana dall’obiettivo del peso minimo, il secondo è quello di una ricerca aerodinamica che è piuttosto spinta su alcuni aspetti, mentre l’hardware della macchina ha cercato la consistenza più che la raffinatezza. 

Alpine A526: l'apertura dei flap mobili è al contrario degli altri

Alpine A526: l'apertura dei flap mobili è al contrario degli altri

Foto di: TJWB Photography

Già nello shakedown di Barcellona la A526 si era fatta apprezzare per l’apertura al contrario dei flap mobili dell’ala posteriore, interpretando l’aerodinamica attiva in modo del tutto diversa dagli avversari e introducendo un concetto inedito che sta dando ottimi risultati: anziché sollevare il bordo d'uscita dei flap, l'attuatore abbassa il flap mobile, avvicinandoli al profilo principale con una evidente riduzione della resistenza all’avanzamento in rettilineo. 

Alpine A526: sotto l'ala anteriore sono tornati i deviatori di flusso

Alpine A526: sotto l'ala anteriore sono tornati i deviatori di flusso

Foto di: AG Galli

Sotto all’ala anteriore si è notato il ritorno dei deviatori di flusso che contribuiscono all’effetto out wash, vale a dire il tentativo di spostare l’aria verso l’esterno della ruota anteriore, mentre il legislatore cercava il contrario per non sporcare la scia alla vettura che segue in scia. 

In Giappone abbiamo visto comparire un altro concetto curioso di micro-aerodinamica: sull’attuatore che comanda gli elementi mobili dell’ala posteriore, è apparso un piccolo “Monkey seat” utile ad accrescere il carico aerodinamico locale, in un’area che non costa troppo in termini di drag, ma può offrire una buona opzione alla ricerca della spinta verticale.

Riviste anche le paratie laterali molto più svergolate che anticipano modifiche che vedremo a Miami, quando ripartirà il mondiale di F1 dopo un mese di stop forzato.

L’Alpine, quindi, colpisce per due opposti: concretezza del progetto e fantasia delle soluzioni aerodinamiche. Sembrano idee in contrasto che, invece, coabitano nella A526... 

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