F1 | AlphaTauri: AT03 fatta per evitare rivoluzioni stile AMR22
Jody Egginton, direttore tecnico di AlphaTauri, spiega che la AT03 ha un packaging (power unit e radiatori) studiato per apportare solo modifiche aerodinamiche alla carrozzeria, senza stravolgere il progetto per via dell'introduzione del Budget Cap.
Il Gran Premio di Spagna, sesto appuntamento del Mondiale 2022 di Formula 1, è stato l'evento principale di questo avvio di stagione almeno dal punto di vista tecnico perché gran parte dei team hanno portato i primi pacchetti sostanziosi di novità per cercare di migliorare le prestazioni delle rispettive monoposto.
Alcune squadre hanno propeso per evoluzioni volte a ridurre il porpoising. Così facendo, le monoposto - almeno sulla carta - ne traggono beneficio grazie ad assetti più bassi da terra e un efficienza migliore dal punto di vista del carico aerodinamico.
Altri, come Aston Martin, si sono trovati costretti a rivedere in maniera pesante il proprio progetto originario dopo aver constatato di aver intrapreso la strada sbagliata.
AlphaTauri si trova attualmente in settima posizione nel Mondiale Costruttori con appena 17 punti raccolti in 7 gare, 1 nelle ultime 3. Certo, siamo solo all'inizio della stagione, ma gli avversari che stanno lottando per il quinto posto - obiettivo della squadra faentina - hanno già un vantaggio di 23 e 24 punti, stiamo parlandi di Alpine e di Alfa Romeo.
Pierre Gasly, AlphaTauri AT03
Photo by: Alessio Morgese
Per questo motivo, considerando anche il doppio zero portato a casa a Monte-Carlo, sono sorti dubbi sulla bontà del progetto AT03. Jody Egginton, direttore tecnico dell'AlphaTauri, ha scongiurato rivoluzioni sulla monoposto affidata a Pierre Gasly e Yuki Tsunoda, spiegando come il team proverà a intervenire nell'arco della stagione.
"Sotto la carrozzeria abbiamo cercato di creare un pacchetto per dare all'aerodinamica la massima libertà; se ci troviamo a dover apportare una modifica maggiore alla carrozzeria per ottenere un guadagno aerodinamico, ci piace pensare di avere una protezione del pacchetto. Non c'è niente di più frustrante che trovare qualcosa nella galleria del vento e poi dover fare un sacco di lavoro invisibile e non performante per portarlo in macchina".
Egginton si riferisce esplicitamente al posizionamento delle componenti della power unit e delle masse radianti volte al raffreddamento delle stesse. Lo schema di queste parti continuerà a essere il medesimo, mentre sarà la carrozzeria, eventualmente, a mutare qualora fossero trovate soluzioni migliori dell'attuale in galleria del vento.
"Abbiamo cercato di essere all'altezza del futuro. Ma ora che sono qui seduto, abbiamo una direzione di sviluppo, non stiamo stravolgendo l'auto, è uno sviluppo, sapete, non ci presenteremo con qualcosa di totalmente diverso".
"Ma il punto chiave, per quanto mi riguarda, è la capacità di proteggere il pacchetto progettato, perché con i limiti di budget non ci si può permettere di fare e si vuole evitare di fare aggiornamenti non performanti solo per avere l'ultima novità aerodinamica sulla macchina. A meno che non si tratti di grandi numeri. Ma il limite di budget impone di spendere i soldi in modo oculato. Quindi cerchiamo di evitare di fare lavori inutili cercando di proteggere i pacchetti", ha concluso il direttore tecnico di AlphaTauri.
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