Alonso ritratta su Twitter dopo la bordata alla Honda

Lo spagnolo spegne le voci di fuga dalla McLaren, ma solo Arai non vede il disastro del motore RA615 H

Fernando Alonso l’ha sparata grossa. Via radio ha voluto far sapere al mondo intero che la power unit Honda non è degna di un motore di GP2, altro che F.1! Lo spagnolo ha tirato la sua bordata mentre la sua McLaren veniva sverniciata in rettilineo dalla Sauber di Marcus Ericsson, l’ultima monoposto che aveva umiliato la sua MP4-30 in piena accelerazione. L’esternazione, ovviamente, ha messo in rilievo il… nervosismo di Fernando dopo un anno vissuto in silenzio nelle retrovie dello schieramento del Circus. Segno che la misura potrebbe essere colma.

Ron Dennis, team principal del team di Woking, nel dopo gara ha replicato che le parole dell’iberico non passeranno in cavalleria, lasciando intendere che il tema verrà trattato a porte chiuse anche se davanti ai microfoni delle tv è stato piuttosto conciliante: “Fernando non è stato molto costruttivo. Abbiamo qui i vertici Honda e sono tutti impegnati a rendere vincente la nostra sfida. Lui è un pilota che vive di adrenalina e passione per le corse: può capitare che ci sia un po’ di frustrazione e quindi non sarei troppo arrabbiato per quello che ha detto. Non lo scuso, ma non si possono biasimare i piloti per la loro frustrazione. E, comunque, ne riparleremo a porte chiuse”.

E così, dopo aver gettato il sasso, Alonso ha provato a nascondere la mano. Su Twitter ieri sera ha voluto pubblicare tre cinguettii per raddrizzare il tiro e chiarire la sua posizione:

“1/3. Alcune cose successe oggi, sembra che non siano chiare a tutti: oggi abbiamo conquistato il nostro miglior terzo risultato della stagione! Continuiamo a lavorare sodo".

"2/3. È dura quando si è in lotta nel gruppo: tutti noi vogliamo vincere. Ogni tanto vengono trasmessi i discorsi radio con la squadra, ma dovrebbero restare privati.

"3/3. Nessuno dovrebbe avere dei dubbi sul fatto che ho tre anni di contratto con la McLaren e la mia carriera in F.1 si concluderà con questa squadra. Spero vincendo tutto…”.

Chissà se il richiamo della McLaren può aver prodotto qualche effetto, ma il messaggio in mondovisione è stato lanciato. Fernando ne ha piene le tasche: sperava che la crescita della Honda nel corso della stagione potesse essere più rapida. Solo Yasuhisa Arai, responsabile del programma F.1 della Casa giapponese, non l’ha ancora capito. Il manager nipponico si aggrappa a dei dati che non stanno in piedi.

Alonso con la McLaren-Honda alla speed trap di Suzuka ha raggiunto una velocità massima di 304,7 km/h, toccando quasi lo stesso valore di Lewis Hamilton che con la Mercedes W06 Hybrid è arrivato a 304,8 km/h ma senza mai usare l’ala mobile essendo davanti a tutti. Il più veloce in fondo al dritto è stato Sebastian Vettel con 311,4 km/h.

Guardando questi dati verrebbe da dire che le differenze potrebbero non sembrare enormi, ma basta prendere un altro valore per capire che Arai non può aggrapparsi ai vetri: se confrontiamo la velocità media di 217,434 km/h ottenuta da Lewis Hamilton durante il giro più veloce in gara (1'36''145) con l’equivalente dato di Fernando Alonso sedicesimo con 209,862 km/h (1'39''614) si capisce chiaramente, al di là dei 3”5 di distacco nel tempo sul giro, che evidentemente il motore Honda RA615 H è vuoto anche ai bassi e medi regimi. Insomma è un vero disastro che si associa ad una monoposto che non è certo la migliore del Circus. Fernando ha detto una verità che non può esternare, ma che tutti hanno ben chiara davanti agli occhi. Solo Arai non l’ha capito: perché questo incapace non si dimette?

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio del Giappone
Circuito Suzuka
Piloti Fernando Alonso
Articolo di tipo Commento