F1 | Alonso costretto al ritiro per le vibrazioni: dopo 30 giri non sentiva più mani e piedi
Aston Martin lotta ancora con le vibrazioni del motore Honda: in Cina Alonso si è ritirato dopo 30 giri perché non riusciva più a percepire mani e piedi, al punto che in diverse occasioni aveva lasciato il volante per ritrovare sensibilità. Un dolore fisico che lo ha spinto a parcheggiare la AMR26 ai box piuttosto che continuare essendo già ultimo.
In casa Aston Martin, il tema delle vibrazioni generate dal motore Honda resta uno dei nodi principali su cui è necessario continuare a lavorare con la massima priorità. In Australia la Casa giapponese, insieme al team, ha introdotto alcune prime modifiche mirate a ridurre le vibrazioni trasmesse al telaio, che finivano per danneggiare la batteria.
Tuttavia, nonostante qualche piccolo passo avanti, il problema delle vibrazioni resta attuale e impattante per i piloti. In Cina la situazione è emersa in modo evidente: Fernando Alonso è stato costretto al ritiro perché, a causa dei movimenti eccessivi all’interno dell’abitacolo, dopo una ventina di giri aveva iniziato a non sentire più mani e piedi.
Vibrazioni talmente eccessive che, in alcuni momenti, Alonso è stato persino costretto a togliere le mani dal volante per recuperare sensibilità, prima di rientrare ai box e decidere il ritiro per il dolore fisico. “Mi sono ritirato perché oggi le vibrazioni del motore erano diverse, o meglio, eccessive, e intorno al 20° giro ho iniziato a perdere completamente la sensibilità alle mani e ai piedi”, ha raccontato l’asturiano.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Lars Baron / Getty Images
Già in Australia Adrian Newey aveva lasciato intendere come queste vibrazioni anomale non rappresentassero un problema solo per la Power Unit, ma anche per i piloti, stimando in poco più di venticinque giri la distanza percorribile prima di iniziare ad avvertire fastidi alle mani. Così, in effetti, è stato: Alonso, che dopo una buona partenza si era ritrovato comunque a lottare in fondo al gruppo con le Cadillac, ha infine deciso di ritirarsi.
“Sì, probabilmente non sarei riuscito a finire comunque la gara. Il livello delle vibrazioni oggi era molto alto. A un certo punto, dal giro 20 al 35, facevo fatica persino a sentire le mani e i piedi. Eravamo doppiati, eravamo ultimi. Non aveva molto senso continuare”, ha aggiunto Fernando dopo la corsa, sottolineando come le vibrazioni nella gara di oggi siano state superiori che in ogni altra sessione del fine settimana.
Non è un mistero che Honda avesse suggerito ad Aston Martin di girare con un alto quantitativo di carburante per smorzare le vibrazioni, ma quando ci si trova in scia e si tenta un sorpasso il motore è comunque chiamato a salire di giri, innescando un movimento ancora più accentuato. Una cosa è la qualifica, dove si completa una singola tornata e poi si rallenta; un’altra è la gara, in cui si gira con continuità.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Lars Baron / Getty Images
Nelle libere, solo nelle simulazioni gara si percorrono una decina di giri consecutivi, e in questo weekend per molti non è stato possibile farlo avendo a disposizione una sola sessione prima delle qualifiche. Nella Sprint si è arrivati a 19 passaggi, ma è anche vero che la Safety Car ha permesso di tirare il fiato per diversi giri. Oggi, invece, Alonso si è ritirato dopo 33 tornate, quando le vibrazioni erano ormai diventate insostenibili.
“Oggi è stato peggio rispetto a qualsiasi altra sessione del weekend, a dire il vero. Per quale motivo, non lo so. Alcuni dei passi avanti che avevamo fatto erano ottenuti in modo artificiale, abbassando il regime del motore e cose del genere, così tutto vibra meno. Ma in gara devi comunque salire di giri quando provi un sorpasso o quando devi ricaricare, o situazioni simili. Col passare del tempo diventa più difficile”.
Honda ha spiegato di aver introdotto alcuni miglioramenti nella gestione delle vibrazioni che in precedenza causavano la rottura della batteria collocata nel telaio, ma questi interventi non sono stati sufficienti a smorzare il dolore avvertito dai piloti con il passare dei giri. Un conto, infatti, è lavorare sulla zona della scocca in cui si erano manifestate risonanze specifiche; un altro è intervenire in modo più ampio, perché le vibrazioni continuano a trasmettersi attraverso volante e pedali.
Fernando Alonso, Aston Martin Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
“Abbiamo migliorato la gestione delle vibrazioni dal punto di vista del sistema, ma è ancora un problema per il confort dei piloti. Questa è un’area chiave che dobbiamo migliorare in vista della prossima gara in Giappone”, ha spiegato Shintaro Orihara, responsabile di pista del progetto Honda.
I lavori per ridurre i danni alla batteria erano fondamentali, anche perché la Casa giapponese è a corto di ricambi. A Suzuka arriveranno nuove scorte, ma è evidente che, se dopo poche centinaia di chilometri le batterie iniziano già a mostrare problemi, si rischia di creare una situazione in cui le unità perse diventano più numerose di quelle prodotte.
Considerando che il motore è rimasto lo stesso di Melbourne, senza alcuna modifica, si può intuire su quale area abbiano lavorato i tecnici, ma non è ancora sufficiente. Una volta risolto il problema delle vibrazioni si potrà intervenire anche sulle performance, sfruttando le possibilità offerte dall’ADUO; ma per compiere un vero passo avanti serve prima di tutto ritrovare quell’affidabilità che, anche oggi, ha costretto al ritiro Lance Stroll per un problema alla batteria.
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