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F1 | Alonso cauto: "Honda è un po’ indietro sulla PU, ma ci sarà tempo per recuperare"

Il 2026 è l'anno della rivoluzione, non solo per la F1, ma anche per Aston Martin, che lavorerà per la prima volta in partnership con Honda. Alonso non si è voluto sbilanciare, spiegando che anche se Honda è in leggero ritardo sulla PU, ci sarà tempo e modo di recuperare, con la seconda metà di stagione che sarà più importante della prima.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Per Aston Martin il 2026 rappresenta l’inizio di una nuova, ambiziosa avventura. Sarà l’anno del debutto della partnership esclusiva con Honda per la fornitura della Power Unit e quello con Adrian Newey al timone sul fronte tecnico. Un progetto partito però in ritardo: i quattro mesi persi all’inizio del 2025, dovuti ai problemi di calibrazione della galleria del vento, hanno infatti rallentato lo sviluppo.

C’è però un’altra incognita, ossia proprio la Power Unit del marchio giapponese, tornato ufficialmente in F1 dopo aver dato l'addio alla categoria alla fine del 2020. Il passaggio a motori ibridi indirizzati ancor di più verso la parte elettrica ha spinto Honda a tornare per cercare nuovi successi e la partnership con Aston Martin è sembrata quasi naturale, date le ambizioni della squadra di Silverstone.

Ma a cosa può ambire la scuderia britannica? A margine del lancio della livrea della AMR26 in Arabia Saudita, Fernando Alonso non ha voluto sbilanciarsi troppo, ma ha dato degli indizi su ciò che attende il team, parlando dei test di Barcellona e delle aspettative in vista del campionato.

Fernando Alonso & Adrian Newey, Aston Martin

Fernando Alonso & Adrian Newey, Aston Martin

Foto di: Aston Martin

In Bahrain per recuperare i chilometri persi a Barcellona

Nelle prove spagnole, Aston Martin è arrivata con qualche giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia a causa dei problemi emersi in fase di assemblaggio, con alcuni componenti sono addirittura giunti a Barcellona in aereo soltanto mercoledì sera. Una serie di intoppi che ha costretto il team di Silverstone a impostare un programma diverso da quello dei rivali, concentrandosi a lungo su passaggi a velocità costante nei rettilinei, anche per non stressare troppo la meccanica.

“Abbiamo girato pochissimo a Barcellona e non abbiamo avuto il tempo di fare lo shakedown prima di andare lì, quindi per noi erano davvero i primi chilometri con la macchina e non stavamo nemmeno spingendo al limite. Dovevamo girare a velocità costante sui rettilinei. Ci sono diversi fattori che rendono difficile per noi avere una stima e non ci abbiamo prestato troppa attenzione”, ha spiegato Alonso.

Chiaramente, come accade quando si affronta un progetto completamente nuovo, per di più con un costruttore con cui non si aveva alcuna esperienza diretta, emergono aree da affinare e margini ancora inesplorati. Il lavoro di comprensione della vettura proseguirà in Bahrain, dove Aston Martin dovrà iniziare a girare con maggiore continuità per recuperare il tempo perso a Barcellona.

Aston Martin AMR26

Aston Martin AMR26

Foto di: Aston Martin

“Abbiamo trovato cose da migliorare da Barcellona al Bahrain. Alcune cose riguardano semplicemente il comfort nel cockpit, la posizione del sedile. Altre invece richiedono indagini più approfondite, come migliorare il raffreddamento o ridurre le vibrazioni. Tutte questioni assolutamente normali per il primo giorno di test. In Bahrain avremo un quadro più chiaro”.

Le incognite sulla PU e la strategia della "partita lunga"

La vettura resta però un pacchetto unico, e le prestazioni del motore, soprattutto nelle prime gare, avranno un peso decisivo nel definire l’ordine competitivo. Alonso non è entrato nei dettagli, ma ha lasciato intendere che le informazioni in suo possesso coincidono con quanto emerso dalle recenti dichiarazioni Honda, che ha ammesso qualche ritardo nello sviluppo della parte termica della nuova Power Unit. 

“Ovviamente non abbiamo molte informazioni. Come ho detto, a Barcellona, anche con le limitazioni che avevamo sui rettilinei dovendo guidare a velocità costante e tutto il resto, essendo per noi uno shakedown, non avevamo un quadro chiaro delle differenze di potenza e cose simili. So le stesse informazioni che sapete voi, i messaggi in cui [in Honda] dicevano di essere un po’ indietro”, ha detto lo spagnolo.

Aston Martin AMR26

Aston Martin AMR26

Foto di: Aston Martin

Dall’altra parte c’è però la consapevolezza che questa stagione sarà una partita “lunga”. Come spesso accade all’alba di un nuovo regolamento tecnico, a meno che non emerga una squadra nettamente superiore, i valori possono oscillare da gara a gara: ogni pista può infatti esaltare o penalizzare specifiche caratteristiche della vettura, ridisegnando la gerarchia.

Tuttavia Alonso è convinto che, anche qualora Honda dovesse partire con un leggero ritardo rispetto ai rivali, ci sarà la possibilità di recuperare attraverso l’ADUO. Resta però il fatto che intervenire sulla Power Unit richiede tempi lunghi, e non è affatto garantito che eventuali soluzioni possano essere introdotte già entro la fine della stagione.

Sul fronte aerodinamico, invece, l’evoluzione promette di essere molto più rapida: il margine di sviluppo è ampio e le squadre potranno crescere osservando e interpretando anche le scelte tecniche dei concorrenti. “Ma è una partita lunga e sono sicuro che anche se partiamo un po’ dietro, ci sarà tutto il tempo per recuperare. La seconda parte della stagione sarà molto più importante della prima, dal mio punto di vista”.

“L’unica cosa davvero particolare quest’anno è che il ritmo di sviluppo sarà molto, molto alto per tutti, a causa delle nuove regolamentazioni e anche della complessità delle power unit. Per questo non sono troppo preoccupato per il Bahrain o per le prime gare: credo che il campionato, e quindi il fatto di avere una stagione buona o meno buona, si giocherà un po’ di più nella seconda metà rispetto alla prima”.

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