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F1 | Allarme Aston Martin: restano solo due batterie e non ci sono scorte in arrivo

Aston Martin è in una situazione critica. Dopo i problemi accumulati in Bahrain e in Australia, ora è rimasta solamente con due batterie, già montate sulle vetture: se una delle due dovesse danneggiarsi, il rischio sarebbe quello di non poter girare, anche perché non sono previsti ricambi in arrivo. Ma questo non è l'unico elemento che preoccupa...

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Non è un momento semplice per Aston Martin. I continui problemi alla Power Unit continuano a condizionare il lavoro in pista e anche oggi hanno limitato in modo significativo il chilometraggio. In FP2, sommando i giri completati da Fernando Alonso e Lance Stroll, il totale si ferma a 30 tornate, un dato decisamente inferiore rispetto ai rivali.

Motorsport.com lo aveva anticipato alla vigilia del weekend: tra i problemi di affidabilità e la mancanza di scorte, Aston Martin avrebbe realisticamente potuto completare pochi giri in Australia. Una previsione che sta trovando conferma, tanto che anche Adrian Newey non ha nascosto come le forti vibrazioni generate dal motore Honda non solo compromettano l’integrità di altri componenti, ma mettano alla prova anche la resistenza fisica dei piloti.

Questo è, al momento, il nodo che sta mettendo maggiormente in crisi l’affidabilità della Power Unit giapponese. Le vibrazioni anomale, e soprattutto così intense, finiscono infatti per danneggiare anche la batteria, come già accaduto nei test in Bahrain, dove Aston Martin era stata costretta a ridurre il chilometraggio nell’ultima giornata proprio a causa della carenza di pezzi di scorta.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

Una situazione molto simile a quella che il team di Silverstone sta vivendo anche qui a Melbourne, dove Newey non ha nascosto che gli ingegneri dovranno gestire la Power Unit con estrema cautela per tutto il weekend. Se una delle due batterie attualmente montate sulle vetture dovesse rompersi, infatti, non ci sarebbero scorte sufficienti per proseguire il fine settimana.

Mentre in FP2 i piloti sono riusciti a completare qualche giro in più, nella sessione mattutina lo scenario era stato decisamente più critico, con Stroll che aveva percorso solamente tre tornate, mentre Alonso non era nemmeno uscito dal garage. Tuttavia, in questo caso il problema non era legato a quelle vibrazioni anomale, ma al sistema che connette la batteria alla centralina.

Senza quel dialogo tra i due componenti è di fatto impossibile scendere in pista e girare: "Abbiamo avuto un nuovo problema di comunicazione interna tra la batteria e il suo sistema di gestione", ha spiegato il Team Principal Adrian Newey, prima di aggiungere come il problema reale, al di là degli intoppi incontrati in mattinata, restino le forti vibrazioni che finiscono per danneggiare la batteria.

Dettaglio Aston Martin AMR26

Dettaglio Aston Martin AMR26

Foto di: AG Galli

"Ma il problema di fondo, quello davvero profondo, sono le vibrazioni con cui continuiamo a lottare. Abbiamo provato una soluzione diversa sulla vettura di Lance. Stiamo analizzando in questo momento se abbia funzionato o meno. Realisticamente, si tratta solo di gestire il problema”.

Con i problemi accumulati nei test e qui a Melbourne, Aston Martin si ritrova oggi con appena due batterie disponibili, le stesse montate sulle due AMR26. Il punto critico è che dal Giappone non arriveranno altre unità per questo fine settimana: se una delle due dovesse danneggiarsi, ci sarebbe il rischio concreto di dover fermare una delle monoposto per il resto del weekend.

“Siamo a corto di batterie. Ne abbiamo solo due rimaste, le due montate sulle vetture. Se ne perdiamo una, diventa un grosso problema. Quindi dobbiamo essere molto attenti a come le utilizziamo”.

Lo scenario, in questo momento, si articola su due livelli. Per continuare a girare e raccogliere dati utili al confronto con le simulazioni svolte in fabbrica a Sakura, Honda è costretta a un approccio più conservativo nella gestione della Power Unit, con un inevitabile taglio di potenza. Il punto è che, anche qualora il problema delle vibrazioni venisse risolto, per Newey rimarrebbe comunque un deficit di potenza piuttosto marcato rispetto agli avversari, un gap difficile da colmare in tempi brevi.

Presentazione Power Unit Honda RA626H

Presentazione Power Unit Honda RA626H

Foto di: Honda

"In questo momento, questo problema di vibrazioni sta risucchiando energie in ogni area. È qualcosa su cui dobbiamo davvero cercare di prendere il controllo il più rapidamente possibile. Penso che ci sia un obiettivo chiaro per Honda: cercare di ridurre le vibrazioni generate dalla PU. Non sarà una soluzione rapida, perché comporta progetti fondamentali di bilanciamento e smorzamento”.

"Non posso commentare quanto velocemente possano riuscirci, ma quello deve essere il loro obiettivo principale. Una volta superato questo, potranno iniziare a concentrarsi sulle prestazioni. Essendo realistici, questa stagione consiste nel risolvere il problema delle vibrazioni in modo da poter girare, e da lì vedere quanta prestazione possono aggiungere in particolare al motore”, ha aggiunto Newey.

"Allo stesso tempo, Honda deve iniziare a lavorare sul motore 2027, perché è chiaro che per il 2027 servirà un passo molto grande in termini di potenza del motore a combustione, e quello deve essere il loro unico focus”.

C’è poi un ulteriore elemento da considerare. Per attenuare le vibrazioni, Honda ha chiesto di far girare la vettura con un livello di carburante molto elevato, perché contribuisce a smorzare parte delle sollecitazioni. Il rovescio della medaglia è che questo compromette il lavoro di comprensione della monoposto nelle condizioni di poco carburante. Si crea così un circolo vizioso: la macchina può restare in pista solo per pochi giri, e deve farlo con tanta benzina a bordo, limitando ulteriormente la qualità dei dati raccolti.

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