Alfa Romeo: c'è una strategia che colpisce sempre Giovinazzi

Il capo delle operazioni in pista dell’Alfa Romeo, Xavi Pujolar, spiega qual è stata la strategia per cui Antonio è stato chiamato in anticipo al pit stop in Messico: "Anticipando la sosta si sarebbe fermato anche Vettel, per coprirsi dal rischio di undercut e Kimi si sarebbe ritrovato a pista libera e avrebbe posticipato la sosta". Peccato che l'italiano sia finito dietro a Ricciardo e Bottas che erano lenti, rovinando per l'ennesima volta la sua gara.

Alfa Romeo: c'è una strategia che colpisce sempre Giovinazzi

“Ehi ragazzi, grazie per la fantastica strategia”. Il team radio, sentito dopo la bandiera a scacchi di Città del Messico, non era di Max Verstappen o Sergio Perez, ma di Antonio Giovinazzi, che ha visto svanire la possibilità di terminare in zona punti una gara iniziata con una partenza brillante (al primo giro era sfilato in sesta posizione) a causa del pit-stop chiamato dalla squadra al sedicesimo giro.

Non è la prima volta che Giovinazzi si è ritrovato a tirare le somme di un weekend di gara condizionato negativamente dal suo muretto box, ma ha sempre evitato di rimarcare questo aspetto, anche in giornate nelle quali una parola in più non sarebbe stata fuori luogo.

Ieri in Messico è stato troppo anche per il suo autocontrollo, e pur rimanendo sempre su toni pacati, ha fatto intendere di averne abbastanza. Dall’inizio dello scorso anno sono più di dieci gli episodi discutibili, e nella sola stagione 2021 basti ricordare le gomme sbagliate al pit-stop in Bahrain, una sosta addizionale ad Imola, un nuovo errore durante il cambio gomme a Barcellona, la chiamata sbagliata a Monaco, a cui va sommata la gara senza comunicazioni radio a Sochi e la discutibile scelta strategica nella gara messicana.

Come detto, Giovinazzi ieri è stato scaltro nel corso del primo giro riuscendo a sfilare sesto in curva 2, e dopo aver ceduto una posizione a Carlos Sainz nel corso del quinto giro, Antonio si è stabilizzato al settimo posto, controllando Sebastian Vettel.

Il tedesco, nonostante abbia avuto in più occasioni a disposizione il DRS, non è mai riuscito a portare un vero attacco, lasciando a Giovinazzi un controllo abbastanza agevole della situazione.

Alle spalle di Seb, distanziato di circa quattro secondi, c’era Kimi Raikkonen, ed essendo tutti su gomma media la situazione sembrava stabilizzata. Poi, al giro 16, è arrivato a Giovinazzi l’ordine di rientrare ai box.

“Non avevamo un motivo tecnico per anticipare la sosta di Antonio – ha spiegato il responsabile delle operazioni in pista dell’Alfa Romeo Racing, Xavi Pujolar - ma ad un certo punto ha iniziato ad avere delle difficoltà con le gomme posteriori. Alle sue spalle Kimi aveva ancora un buon passo, e non volevamo che si formasse un treno alle spalle di Antonio. Abbiamo pensato che anticipando la sosta si sarebbe fermato anche Vettel, che era alle sue spalle, per coprirsi dal rischio di undercut. Da parte sua Antonio avrebbe potuto spingere di più con gomme hard nuove, mentre Kimi si sarebbe ritrovato a pista libera e avrebbe posticipato la sosta”.

L’aspetto che il muretto Alfa Romeo non ha valutato è stato il passo gara di Bottas e Ricciardo, ovvero le due monoposto sfilate davanti a Giovinazzi al momento del pit-stop.

Sulla carta il poleman e il pilota della McLaren non avrebbero dovuto rappresentare più un traino per un ostacolo per Antonio, ma dopo il contatto al via il tandem procedeva (già prima del pit di Giovinazzi) ad un ritmo non proprio veloce.

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Il risultato è stato che dal giro 18 Giovinazzi (che non aveva lo spunto per superare la Mercedes) ha dovuto accodarsi a Bottas fino alla quarantesima tornata, vanificando la performance che gli avrebbe garantito la gomma nuova e costretto a girare su tempi più alti rispetto anche a Raikkonen, che ha allungato il suo primo stint.

“Non ce lo aspettavamo – ha confermato Pujolar - Antonio non aveva lo spunto per sorpassare Bottas, e questo gli è costato molto tempo, compromettendo di fatto la sua corsa. Probabilmente Ricciardo (che era davanti a Bottas) dopo l’incidente al via ha accusato qualche problema che non gli consentiva di poter spingere di più, fatto sta che il suo ritmo era molto lento. Eravamo certi di ritrovarci dietro due monoposto veloci, invece non è stato così, e capiamo la delusione di Antonio”.

Quando Raikkonen ha completato la sua sosta (al giro 32) è tornato in pista 14 secondi davanti a Giovinazzi, ancora bloccato da Bottas, che nel frattempo è stato sfilato anche da Vettel, Alonso e Norris.
“Sono deluso – ha commentato Giovinazzi – per me e per i punti che anche il team ha lasciato per strada, avrei potuto concludere la mia corsa in settima posizione, e la squadra avrebbe così avuto due monoposto nella top-10. Il mio primo giro? Sì, buono, ma non è valso poi nulla per il risultato finale”.

Un errore di valutazione capita, in tutti i muretti-box, ma nel caso di Giovinazzi quello che colpisce è la sequenza di errori che ha finito col condizionare non poco la sua stagione. Ciò che fa più male è lo scenario complessivo, che vede Antonio con un piede già fuori dalla squadra e la sua impossibilità di poter certificare con i punti nella classifica generale ciò che realmente ha dato alla squadra nel 2021.

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