Alesi: "Quello là deve aver rispetto dei gioielli che si guidano a Monaco!"

Jean non nasconde la sua delusione per la tamponata subita da Marco Werner nella 12esima edizione del Monaco Gran Prix Historique che si è svolto domenica. Il francese era al comando della gara con la Ferrari 312 B3 di Lauda quando è stato spinto contro il muro dalla Lotus 77 del tedesco: "Non ha capito lo spirito con cui si deve partecipare a queste gare. Mi spiace per i danni alla mia monoposto che è un vero gioiello. Ma tornerò...".

Alesi: "Quello là deve aver rispetto dei gioielli che si guidano a Monaco!"

Il ritorno al volante di una Ferrari di F1 ha fatto notizia. E i riflettori si sono accessi su Jean Alesi che ha deciso di partecipare al 12esimo Monaco Grand Prix Historique che si è disputato nel weekend sul tracciato del Principato. L’ex ferrarista nell’abitacolo della 312 B3 del 1974 di Niki Lauda ha attirato la curiosità anche di chi non segue le gare riservate alle monoposto storiche.

C’era la curiosità di vedere cosa sarebbe riuscito a fare Jean sulla Rossa e il transalpino non ha certo deluso le aspettative: in qualifica ha piazzato la 312 B3 in prima fila al fianco della Lotus 77 guidata da Marco Werner, il pilota tedesco che ha collezionato tre vittorie alla 24 Ore di Le Mans con l’Audi, mentre è andata meno bene a René Arnoux che ha urtato un’analoga 312 B3 durante le prove e ha dovuto rinunciare a schierarsi per la corsa.

Insomma, davanti c’erano due piloti professionisti, non due collezionisti gentleman driver, per cui lo spettacolo sarebbe stato assicurato nei 18 giri della gara. Alesi è scattato subito al comando con la Ferrari 312 B3 seguito come un’ombra della Lotus 77.

“E’ stata un’esperienza stupenda – racconta Jean – e lo prometto, tornerò alla prossima edizione perché voglio finire quello che ho lasciato a metà. Che delusione…”.

Cosa è successo? Marco Werner, dopo una partenza non entusiasmante, si è messo in caccia della Ferrari puntando Alesi ad ogni staccata come fosse una zanzara: “Mi ha toccato più di una volta – racconta Jean – e avevo capito dove avrebbe potuto attaccarmi per cui ho cercato di difendermi con l’esperienza”.

Alla conclusione del giro 16 c’è stato il “fattaccio”: all’uscita dell’Antony Noghes nell’accelerazione del rettilineo d’arrivo, Werner ha toccato nel posteriore la Ferrari che ha puntato contro il muretto di segnalazione dei meccanici. Gara finita per Alesi e, soprattutto, tanti danni sulla sua 312 B3 con l’ala anteriore accartocciata e quella posteriore divelta.

“Ci sono rimasto malissimo – prosegue Alesi – perché queste monoposto sono delle opere d’arte e non possono essere rovinate contro le protezioni perché si corre senza alcun rispetto. Bisognava calarsi un po’ nello spirito del GP Historique e quello là non ha capito proprio niente”.

È sembrato che tu avessi sbagliato una marcia in accelerazione: “Macché, se fosse successo la sfollata si sarebbe sentita. No, non ho rallentato. Il fatto è che la Rascasse e l’Antony Noghes le dovevo affrontare in prima e cercavo di rispettare la meccanica nel passaggio di marcia in seconda senza sollecitare troppo il cambio perché volevo arrivare in fondo”.

Werner, che ha piegato l’ala anteriore della sua Lotus 76, ha tagliato il traguardo per primo, ma è stato (giustamente) penalizzato dal collegio dei commissari sportivi che lo hanno retrocesso al terzo posto.

Ma Marco è venuto a scusarsi? “No, era anche convinto di avere ragione! Ho capito subito che aveva una monoposto più veloce: oltre a essere una monoposto del 1976, più recente, disponeva di un motore Cosworth che stranamente andava più del mio 12 cilindri boxer. Se aveva tutta questa superiorità mi poteva infilare in staccata con un sorpasso pulito, non aveva bisogno di tamponarmi da dietro. Eppure non ha avuto il coraggio di uscire dalla mia scia sotto al Tunnel per tirarmi una staccata alla chicane del Porto...".

Passata la delusione per la mancata vittoria, Jean è rammaricato per i danni: “La Ferrari ha portato due gioielli della sua storia a Monaco, due 312 B3 originali, mentre altri avevano forse delle… copie con le quali potevano prendere rischi maggiori. Sono molto deluso perché da una possibile vittoria mi sono ritrovato contro il muro con la vettura danneggiata. Non doveva tamponarmi perché l’ha fatto apposta”.

Ma qual è stata l’emozione di tornare su una Rossa nel Principato: “E’ stata una sensazione fortissima – ha concluso Alesi – la 312 B3 è un vero… razzo. Ha prestazioni incredibili grazie alla sua incredibile leggerezza e alla potenza del motore boxer. E poi bisogna stare molto attenti perché la macchina scivola molto sulle quattro ruote nelle curve più veloci per cui è indispensabile prenderci le misure perché i guardrail sono molto vicini. Bisogna adattare il proprio stile di guida alla vettura per trovare il giusto ritmo senza correre dei rischi inutili”.

L’incidente non ha tolto la voglia di riprovarci: “Tornerò…”. Ed è più di una promessa…

Jean Alesi

Jean Alesi

Photo by: ACM

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