F1 | “Alcune cose non hanno senso”: perché Russell è rimasto spiazzato dalla pole Ferrari
La SF‑26 ribalta i pronostici e sorprende la Mercedes: uno scenario che ha spiazzato anche Russell, che dopo le qualifiche non ha nascosto un certo stupore per come a Silverstone la Rossa abbia saputo battere la Stella al suo stesso gioco, anche su quegli elementi dove, solitamente, la W17 sa essere il riferimento.
George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Alla vigilia del weekend di Silverstone, realisticamente nessuno si aspettava una Ferrari così efficace soprattutto sul giro secco, dove di norma la Mercedes riesce a estrarre qualcosa in più sul fronte della potenza. Una convinzione che condividevano gli stessi piloti del Cavallino, tanto che nella conferenza stampa del giovedì avevano ammesso di temere che il gap sui rettilinei potesse addirittura raddoppiare.
Invece, finora la Ferrari è stata la sorpresa più piacevole del weekend. Curiosamente, gli altri due team motorizzati dal Cavallino non sono riusciti a superare la tagliola del Q1, ma vedere l’Audi così vicina alla top 10 su un tracciato da motore conferma che, sfruttando in modo intelligente la poca energia messa a disposizione dalla FIA, fosse davvero possibile fare la differenza.
Una condizione che ha sorpreso tutti, inclusa la Mercedes, che qui si aspettava di essere la squadra da battere grazie a quella combinazione di carico, efficienza e Power Unit che negli ultimi appuntamenti si era rivelata l’arma vincente della Stella. È vero che 11 millesimi dalla pole con Andrea Kimi Antonelli rappresentano uno scarto minimo, ma per il team di Brackley è evidente che servirà una nottata di analisi. Per certi versi, la Mercedes è stata battuta... al suo stesso gioco.
Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Parlando dopo le qualifiche, George Russell non ha nascosto una certa preoccupazione per il ritmo del Cavallino, anche perché nelle prove libere e sui long run la SF‑26 si è mostrata efficace e ben bilanciata. Un elemento che era mancato in Austria, dove le difficoltà nel gestire il posteriore avevano portato a un degrado eccessivo sulla lunga distanza.
“Siamo molto sorpresi, davvero molto sorpresi. Sono stati in difficoltà con la Power Unit e la gestione dell’energia, e qui invece sembrano i migliori al momento, quindi è stata una sorpresa enorme. Abbiamo sempre saputo che avessero un grande telaio, però sì. Penso che alcune cose non hanno molto senso”, ha detto dopo la qualifica George Russell, riconoscendo le qualità telaistiche della Rossa.
Anzi, l’inglese è andato oltre, sottolineando come si sarebbe aspettato una Ferrari più veloce in Austria e meno efficace qui a Silverstone: “Se avessi dovuto fare una previsione, avrei detto Ferrari veloce la scorsa settimana e noi veloci questa settimana. Ovviamente Kimi ha fatto un gran lavoro, ma comunque la Ferrari ha avuto il sopravvento per tutta la giornata”.
George Russell, Mercedes
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
Sui lunghi curvoni, un po’ come in Spagna, la Rossa si sta difendendo bene e questo non sorprende, dato che è stata una costante per tutta la stagione, e il carico aggiuntivo generato dal pacchetto di novità introdotto a Barcellona sta producendo gli effetti sperati.
Passando alla sua qualifica, Russell non è andato oltre il quinto posto, ritrovandosi nel folto gruppo di piloti che hanno chiuso a tre decimi da Lewis Hamilton. Pochi centesimi gli avrebbero permesso di agganciare il terzo posto di Max Verstappen, ma i tre decimi rimediati dal compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli rappresentano un segnale tutt’altro che incoraggiante per l’inglese, che anche qui a Silverstone, per ora, è costretto a rincorrere.
“È un po’ la storia della nostra stagione, a dire la verità: sempre a inseguire. Di solito in Q3 riusciamo a fare un passo avanti, oggi non è stato proprio così. Siamo andati vicinissimi alla terza posizione, ma comunque molto lontani dal passo di Lewis e Kimi, quindi bisogna capire perché succede, è un po’ strano”, ha aggiunto il britannico della Mercedes.
“Credo che là fuori le sensazioni siano abbastanza buone, non è poi così male. Pensavamo tutti che sarebbe andata peggio, almeno per quanto riguarda la guida di queste vetture qui, invece è stata una sorpresa abbastanza positiva, e nelle curve veloci la macchina sembrava rapida. Però, come ho detto, il tempo sul giro semplicemente non c’era, quindi bisogna capire perché”.
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