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F1 | Albon: "Perez fa gli stessi errori. Penalità troppo blande!"

Albon e Magnussen, dopo essere stati bersaglio degli errori di Perez, hanno sottolineato come i 5" inflitti al messicano non abbiano sortito alcun effetto né dal punto di vista della classifica, né da quello 'educativo'. Servono punizioni sportive più severe?

Choque Sergio Pérez, Red Bull RB19, Kevin Magnussen, Haas VF-23

Alcune penalità inflitte ai piloti in Formula 1 sono troppo blande? A sollevare questo tema è stato Alexander Albon, pilota della Williams, al termine del Gran Premio del Giappone, andato in scena lo scorso fine settimana sul tracciato di Suzuka.

Il pilota thailandese ha preso in considerazione i 5 secondi di penalità inflitti a Sergio Perez, autore di un errore alla curva 11 che lo ha portato a centrare la Haas VF-23 di Kevin Magnussen, rovinando la gara del danese.

Albon si è sentito chiamato in causa per la manovra fatta poco più di una settimana fa a Singapore, dove il messicano aveva preso anche in quel caso una penalità di 5" che, però, non avevano avuto alcuna influenza sulla sua classifica finale per l'ampio margine di cui poteva disporre nei confronti del primo dei rivali alle sue spalle.

Inoltre Perez, stando a quanto affermato dall'ex pilota della Red Bull, avrebbe provato a fare un'altra manovra simile a Suzuka, prima di riproporla - fallendola - con Magnussen.

"In curva 11 ha fatto la stessa manovra contro di me. Io l'ho evitato. E poi ha fatto la stessa identica cosa ai danni di Kevin [Magnussen]. Io ero dietro di lui, per cui ho visto bene come sono andate le cose, avevo la miglior visuale possibile".

"E' chiaro che i 5 secondi di penalità non insegnino nulla ai piloti, perché le penalità non sono abbastanza severe. Voglio dire, ha fatto gli stessi errori per due gare di fila".

Al termine della gara lo stesso Kevin Magnussen ha commentato la manovra di Sergio Perez, quella che a conti fatti gli ha rovinato la gara. Dal punto di vista dell'opinione sulla penalità, il danese di Haas F1 è stato meno duro rispetto al collega della Williams, ma non ha risparmiato parole dure nei confronti del messicano della Red Bull.

"Beh, voglio dire, io credo che [Perez] si stia penalizzando da solo. C'è una sorta di penalità naturale tutte le volte che fa quel tipo di errori. Non è una bella cosa per lui, ma le cose stanno così".

Magnussen non ha usato giri di parole per commentare la manovra nei suoi confronti, sottolineando come Perez l'abbia fatta trovandosi in una posizione ben lontana da quella in cui avrebbe dovuto essere, stando alle potenzialità della sua RB19.

"Voglio dire, Sergio si trovava in una posizione di merda, e ha fatto una manovra di merda".

Kevin Magnussen, Haas F1 Team

Kevin Magnussen, Haas F1 Team

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Dal canto suo, Sergio Perez ha provato a dare una spiegazione all'errore che ha portato alla collisione con la Haas di Magnussen. Secondo il pilota del team Red Bull Racing, il contatto avuto in curva 1 con la Mercedes W14 di Lewis Hamilton avrebbe avuto un ruolo preponderante nel prosieguo della sua gara, incidente compreso.

"Ho fatto una pessima partenza e tutto poi è successo in Curva 1 con Hamilton. Mi sono trovato a essere un passeggero della mia macchina. Avevo Sainz alla mia destra e Lewis sulla sinistra. A quel punto ho rovinato l'endplate della mia ala anteriore".

"Già in curva 2 l'anteriore non rispondeva come avrei voluto. Abbiamo cambiato l'ala anteriore, ma continuavo a non sentire l'anteriore della macchina. Dunque penso che ci fossero molte più cose danneggiate dal contatto in curva 1".

"Stavo faticando molto in frenata con l'anteriore. Ho cercato di andare all'interno [di Kevin] ma poi non ho potuto fermare la macchina in tempo. E' stato un mio errore, ovviamente".

Sia nel caso dei 5 secondi presi a Singapore che di quelli subiti a Suzuka, Perez non ha avuto alcun danno significativo ai fini della sua classifica. A Marina Bay ha chiuso ottavo e lì è rimasto, mentre a Suzuka si è ritirato per i danni all'anteriore dopo il contatto in curva 1 con la Mercedes di Hamilton, poi è tornato in pista per scontare i 5 secondi di penalità che, altrimenti, avrebbe dovuto estinguere a Losail, fra due settimane.

Le perplessità di Albon e Magnussen hanno un fondamento, soprattutto se gli errori sono reiterati e consecutivi. Resta però da capire se e come eventualmente modificare le penalità, in modo tale da non creare ulteriori falle in un Regolamento Sportivo FIA già piuttosto ingarbugliato e dalle molteplici interpretazioni. 

Alex Albon, Williams Racing

Alex Albon, Williams Racing

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

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