F1 | Al via l'ottava stagione di Drive to Survive: ecco cosa troverete
Domani parte l'ottava stagione di Drive to Survive. Il licenziamento di Horner, un Flavio Briatore spumeggiante, il duello Norris-Piastri, un Zak Brown a tutto campo e tanto altro ancora.
Christian Horner, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images via Getty Images
Da domani sarà disponibile su Netflix l’ottava stagione di Drive to Survive, basata sul campionato mondiale di Formula 1 2025. La serie, realizzata dalla casa di produzione britannica Box To Box Films, si sviluppa su otto episodi (due in meno delle precedenti) ognuno con una propria trama. Sin dalla sua prima edizione (pubblicata nel 2019) Drive to Survive ha diviso le opinioni degli appassionati che seguono regolarmente la Formula 1.
DTS (l’acronimo della serie) non è il fedele resoconto di una stagione di gare, non è questo il suo scopo e non lo è mai stato. L’obiettivo della produzione è attrarre nuovi fans, e per rendere il racconto accessibile anche a chi è a digiuno di Formula 1, le trame vengono semplificate o forzate, a seconda delle esigenze della narrazione. A dominare è la ricerca dell’intrigo, della rivalità totale, di tensioni talvolta accentuate ma quasi sempre ancorate a un fondo di verità.
Gli appassionati più rigorosi storceranno il naso davanti a certe ricostruzioni, ma c’è un elemento che da solo può valere la visione: i filmati inediti, molti dei quali catturati dietro le quinte. Retroscena, siparietti, imprecazioni a caldo (molte autentiche) che col tempo la regia di Netflix ha deciso di non smussare. Lo sfogo di Jack Doohan (costretto a girare sotto scorta nel Gran Premio di Miami), la delusione di Liam Lawson (scaricato dalla Red Bull dopo soli due weekend di gara), fino al licenziamento di Christian Horner, uno dei personaggi su cui la serie ha puntato di più nelle precedenti edizioni.
Il giorno successivo alla comunicazione dell’addio alla Red Bull, la troupe di Netflix ha raggiunto Horner nel suo ranch nell’Oxfordshire, allestendo un set per intervistarlo in…una stalla. Il valore aggiunto di Drive to Survive sono proprio questi scenari inediti e le dichiarazioni meno filtrate rispetto ai rituali del weekend di gara. “Jos Verstappen non è mai stato il mio più grande fan - ha ammesso Horner in un lungo sfogo – e non lo ha mai nascosto. Ma non credo che i Verstappen siano stati in alcun modo responsabili (del licenziamento) è stata una decisione presa da Oliver Mintzlaff, con la consulenza di Helmut Marko”.
Dopo l’addio di Gunther Steiner e Daniel Ricciardo, per anni volti centrali della serie, anche l’uscita di scena di Horner peserà nel racconto delle prossime edizioni. Il suo dualismo con Toto Wolff (Horner ha anche letto il messaggio ricevuto dal collega della Mercedes dopo aver appreso la notizia del suo licenziamento) difficilmente troverà un sostituto nel breve periodo.
Per il resto, i riflettori dell’ottava stagione sono puntati su Zak Brown, protagonista a tutto campo. Sorprende però la chiave scelta per raccontare la rivalità tra Oscar Piastri e Lando Norris, confezionata in una versione fin troppo “politically correct”. Nessun retroscena spigoloso, nessuna parola fuori posto, nemmeno nei giorni più incandescenti: le domeniche di Monza e Singapore o il sabato di Austin. In quei momenti, le telecamere non erano dove avrebbero dovuto essere, o forse sono rimaste volutamente spente.
Più interessante lo spazio dedicato agli esordienti, con Kimi Antonelli (raccontato anche nel suo privato familiare) in un ruolo che sa di un investimento a lungo termine. Ma la vera new entry è senza dubbio Flavio Briatore, una presenza perfetta per colmare il vuoto lasciato da Steiner. I suoi commenti su Doohan e Colapinto, quasi tutti in italiano, sono puro stile ‘Briatore’ (da non perdere anche la visita della troupe nella sua abitazione monegasca). Pesa invece l’assenza di Fernando Alonso, Lewis Hamilton e, soprattutto, Max Verstappen, presenti nei team radio e nelle interviste ufficiali con i media, ma non davanti alle telecamere di Netflix.
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