F1 | A Montreal torna la C6: Pirelli punta sul tris morbido, ma c'è l'incognita meteo
Dopo Imola e Monaco, la nuova mescola C6 torna protagonista anche in Canada, su un tracciato meno severo per gli pneumatici. Pirelli punta sul tris più morbido della gamma (C4-C5-C6), ma il meteo resta una variabile decisiva a Montreal, dove pioggia e cambi repentini possono rivoluzionare le strategie.
Dopo una meritata settimana di pausa, utile per permettere ai team di rifiatare dopo le tre gare consecutive in Europa, la Formula 1 cambia continente e questo weekend farà tappa oltreoceano, in Canada, su uno dei tracciati “cittadini” più interessanti del mondiale: Montréal.
Il GP del Canada, secondo evento in Nord America dopo Miami, rappresenta una tappa storica per la Formula 1 e continua a offrire un’atmosfera unica, grazie al grande entusiasmo del pubblico e a una città, quella del Québec, che per una settimana intera si veste a festa con eventi, mostre e iniziative legate alla corsa.
Curiosamente, sebbene venga definito come un circuito cittadino, Montréal ha quasi un’anima da pista permanente: un tracciato vero e proprio, fatto di allunghi, zone di trazione e forti staccate che mettono alla prova l’efficienza dell’impianto frenante e la gestione dell’asse posteriore.
Le auto nella corsia dei box
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Rispetto al passato c’è una novità significativa. Per la terza volta in stagione, Pirelli ha scelto il tris di mescole più morbido della sua gamma: C4 (Hard), C5 (Medium) e C6 (Soft). Si tratta di una selezione uno step più tenera rispetto allo scorso anno. La C6, la più soffice in assoluto, ha già debuttato a Imola e Monte Carlo, e viene ora riproposta su una pista meno severa dal punto di vista energetico.
Se a Imola l’impiego di una mescola così morbida rappresentava una scelta piuttosto aggressiva, considerando le numerose curve a media-alta velocità che stressano notevolmente gli pneumatici, a Montréal il contesto è diverso: il tracciato è meno esigente sulle coperture, rendendo teoricamente più semplice la gestione della mescola durante il giro. La C6 è infatti pensata non solo per piste lente come Monaco, ma anche per tracciati con caratteristiche simili a quelle canadesi.
A Montréal le sollecitazioni laterali sugli pneumatici sono contenute, mentre quelle longitudinali – causate da frequenti frenate violente e accelerate decise – sono presenti ma non particolarmente critiche. L’asfalto, rifatto nel 2024, mantiene un basso livello di abrasione e una rugosità limitata: fattori che contribuiscono a contenere l’usura, ma che possono favorire il graining, soprattutto nelle prime sessioni.
Pirelli, gomme medie e soft
Foto di: Erik Junius
Grazie alle tre zone DRS, tra cui quella che precede la staccata dell’ultima chicane, dove si trova il celebre “Muro dei Campioni”, nel corso degli anni i sorpassi non sono mancati, anche se talvolta la formazione di trenini ha reso complicato superare.
Come da tradizione, il meteo rappresenta una variabile fondamentale nel weekend canadese. Le condizioni sono spesso imprevedibili, con cambi repentini di temperatura e piogge improvvise in grado di rimescolare le carte in ogni sessione. Un ulteriore elemento che potrebbe offrire ai team un’ampia varietà di strategie e ai tifosi maggior spettacolo. In ottica gara, infatti, al momento le previsioni non escludono che possa arrivare la pioggia a sbaragliare le carte.
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