24 novembre 2013: Vettel eguaglia il record di Ascari

Il 24 novembre di sette anni fa si chiudeva il ciclo dei motori aspirati V8 da 2.4 litri: a Interlagos Vettel aveva colto il quarto mondiale di fila, la 13esima vittoria 2013 e la nona di fila eguagliando il record di Alberto Ascari che resisteva dal 1953. Il GP del Brasile aveva segnato anche l'ultima gara di Webber che rientrò ai box senza casco per godersi il giro conclusivo in F1. E nei box i meccanici Red Bull aveva provato a far esplodere il motore Renault, senza riuscirci...

24 novembre 2013: Vettel eguaglia il record di Ascari

Sette anni fa, proprio il 24 novembre sono successi alcuni episodi che meritano di essere ricordati: si disputava a Interlagos il GP del Brasile che doveva decidere il mondiale piloti. Per la quarta volta di fila Sebastian Vettel si laurea campione iridato con la Red Bull RB9, dando un segno della superiorità della monoposto di Milton Keynes che meglio di qualunque altra ha interpretato gli scarichi soffianti nel fondo.

Alberto Ascari nel GP del Belgio 1953 con la Ferrari 500

Alberto Ascari nel GP del Belgio 1953 con la Ferrari 500

Photo by: Ferrari Media Center

Il tedesco coglie la 13esima vittoria stagionale eguagliando il primato di Michael Schumacher del 2004, ma colpisce che si festeggi anche la nona affermazione di fila di Seb che pareggia un primato di Alberto Ascari che resisteva dal 1952-1953. Ufficialmente la sequenza di Ascari sarebbe di 7 vittorie, ma se non si considera la 500 Miglia di Indianapolis, a cui il ferrarista non prese parte, la striscia si allunga a 9 e per alcuni questa era la sequenza record per la F.1.

“Non voglio confrontare il record di Ascari con quello che abbiamo conseguito oggi – aveva detto Vettel - ; non è giusto perché i tempi sono molto diversi: negli Anni ’50 le auto si rompevano più spesso e le squadre erano meno costanti nel conseguire i risultati che siamo in grado di ottenere oggi”.

Sebastian nel rientro ai box aveva commentato: “Godiamoci questi momenti, perché non si sa quanto dureranno”. Una frase proverbiale, perché nel 2014 con l’avvio dell’era ibrida è iniziato l’ininterrotto dominio della Mercedes, e il tedesco è passato da una sequenza di record a restare letteralmente a bocca asciutta l’anno dopo.

Podio del GP del Brasile 2013: Webber, secondo, lascia la F1; Vettel vincitore coglie il quarto titolo e Alonso è terzo

Podio del GP del Brasile 2013: Webber, secondo, lascia la F1; Vettel vincitore coglie il quarto titolo e Alonso è terzo

Photo by: Andrew Ferraro / Motorsport Images

In quella domenica brasiliana si è vissuto anche l’ultimo GP di Mark Webber dopo 215 GP disputati, 9 vittorie e 12 pole position. L’australiano con il secondo posto ha tenuto a bada Fernando Alonso con la Ferrari. Bello il tributo di Sebastian al compagno di squadra:

“Non abbiamo avuto il miglior rapporto, ma comunque ci siamo sempre rispettati a livello professionale e qualunque cosa stesse succedendo fuori pista, non ha fatto differenza per noi in pista ed entrambi ci siamo spinti molto duramente. Sicuramente ho imparato molto da Mark. Ho imparato a diventare un pilota migliore, grazie alle sue capacità impressionanti; ecco perché lo considero uno dei migliori piloti che ho incontrato in griglia”.

Mark Webber e Sebastian Vettel nella stagione 2013 con la Red Bull piena di scintille

Mark Webber e Sebastian Vettel nella stagione 2013 con la Red Bull piena di scintille

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

Webber per celebrare l’epilogo della sua carriera in F1 ha effettuato il giro di rientro senza casco. Oggi si sarebbe preso almeno una reprimenda se non proprio una sanzione dal collegio dei commissari sportivi, ma quel gesto non era passato inosservato: “Abbiamo sempre il casco, i fan non vedono mai i nostri volti. E’ stato bello guardare i commissari e i tifosi, è stata una bella esperienza. Ho sentito un sacco di rumori che di solito non riesco a sentire”.

Il GP del Brasile 2013 ha mandato in pensione i motori aspirati V8 di 2.4 litri. Si è chiusa un’era nella quale la Renault ha dettato legge. E così dopo la conclusione della gara i tecnici Red Bull volevano festeggiare la fine di un ciclo tecnico facendo “esplodere” il motore, portandolo al massimo regime di rotazione nel box.

Avevano le dita nelle orecchie perché si aspettavano un’esplosione da un momento all’altro. E, invece, il botto non c’è stato, perché sono trascorsi i minuti e il V8 francese continuava a “cantare” a dimostrazione dell’incredibile affidabilità che aveva raggiunto l’unità transalpina che ha superato brillantemente anche questa… prova.

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