F1 2020: col congelamento delle vetture destini già decisi?

Tutta l'attenzione mediatica si è concentrata sulle regole 2021 e future della F1, ma pochi hanno osservato che le attuali monoposto avranno poche possibilità di sviluppo per il freezing che scatterà in due fasi. Scopriamolo...

F1 2020: col congelamento delle vetture destini già decisi?

Molti hanno posto l’attenzione ai cambiamenti che la Formula 1 adotterà nel 2021 e negli anni a seguire, ma pochi hanno messo in risalto quello che è il drastico indirizzo adottato dalla FIA per quanto riguarda il mondiale che ancora deve cominciare.

Bisogna premettere che i provvedimenti votati dal Consiglio Mondiale della FIA mercoledì pomeriggio hanno raccolto l’unanime consenso delle dieci squadre di F1 che, a fronte della gravissima crisi economica che ha colpito anche il mondo dei GP, hanno deciso di deliberare una spending reveu in modo da raffreddare i costi.

Jean Todt ha preso la palla al balzo e dopo essersi fatto allungare il mandato di presidente FIA di un anno (visto che era in scadenza), ha spinto forte sull’acceleratore per avviare quello che è stato definito il “New deal” della F1, vale a dire che porterà il Circus ad essere auto referenziato, perché le risorse generate dal sistema, insieme al supporto degli sponsor dovrebbe garantire una serena sopravvivenza delle squadre.

Naturalmente la F1 dovrà superare indenne la curva della crisi che passa da un drastico taglio degli organici (la McLaren ha annunciato 70 licenziamenti, ma la squadra di Woking ha solo aperto la strada che sarà seguita da tutti o quasi…), dovuto agli stringenti vincoli normativi che sono stati adottati.

Non bastava il budget cap portato a 145 milioni di dollari a stabilire il limite di spesa, lasciando però la massima libertà nella ricerca. No, si sono introdotti da subito dei tagli regolamentari che avranno un impatto molto forte sulla F1.

All’inizio del lockdown si era applaudita l’idea di prolungare di un anno la vita delle monoposto 2020. Per avere il raffreddamento dei costi i team avevano pensato di congelare alcune parti della vettura al primo GP disputato, lasciando lo sviluppo nel corso della (metà) stagione, per poi vincolare le F1 nel 2021.

Ma passando dalle parole ai fatti, la mano del legislatore è stata molto pesante, perché la FIA ha stabilito due fasi molto anticipate del congelamento della vettura 2020: la prima definita R1-2020 scatterà dal GP d’Austria in programma il 5 luglio (oppure dal 1 settembre se non si correrà) e la seconda, chiamata Mid-2020 sarà attiva dal 15 ottobre.

I tempi, intanto, sono stati accorciati lasciando pochissimo margine alle squadre per sviluppare le macchine dopo l’uscita dal lockdown. Dalla sessione FP1 al Red Bull Ring non si potranno più toccare:

telaio, sistemi di sicurezza, trasmissione, pedali, sistema di alimentazione, impianto idraulico, cerchi, termo coperte, pinze dei freni e sistema Brake by wire, scambiatori di calore, la radio di bordo, il sistema per bere del pilota e le attrezzature per fare i pit stop.

Nella fase Mid-2020, invece, si dovranno “frizzare” il muso, le parti interne al telaio delle sospensioni anteriori e posteriori, il sistema DRS, la tavola sotto al fondo che potrebbe cambiare per un allungamento o accorciamento del passo, dischi freno, campana del disco e pastiglie, impianto elettrico e le attrezzature per fare i pit stop.

Come è facile intuire resta ben poco da sviluppare, visto che i motori sono soggetti a un drastico taglio delle ore al banco prova. Resta la ricerca aerodinamica che verrà molto sterilizzata dal prossimo anno.

Ogni squadra avrà diritto di sfruttare due token di sviluppo per modificare la monoposto congelata, ma sono interventi finalizzati a correggere eventuali errori da non portarsi dietro per ben due anni.

È evidente che c’è chi ha voluto spostare la ricerca delle prestazioni nell’area della simulazione che non è stata toccata dalla mannaia federale e non è un caso se sono molti i team che stanno aggiornando i propri simulatori prima che scatti il budget cap.

La Ferrari, se è vero come è vero che si trova con la SF1000 nata poco competitiva, farà molta fatica a risalire la china nel tentativo di rendere dura la vita a Mercedes e Red Bull. I lacciuoli normativi renderanno l’opera più ardua di quanto fosse sembrato dopo i test invernali, quando Mattina Binotto confidava di recuperare nel corso della stagione.

Ma la sensazione che lascia un retrogusto davvero amaro è un’altra: tutti criticano la F1 attuale come il male assoluto (costosa, poco selettiva e dal risultato già prestabilito con il dominio Mercedes) e come tale va disintegrata un po’ alla volta con un’azione che mina anche le prestazioni.

Il taglio del fondo deciso per il 2021 e l’aumento di peso di 3 kg vanno proprio in questa direzione: non è che si vuole ridurre un (grande) gap con le F1 a effetto suolo che dovranno debuttare nel 2022? Perché quelle saranno le tanto auspicate F2 Plus con pezzi standard e forma quasi identiche dettate dalle regole prescrittive della FIA. E allora, tanti auguri…

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