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Ericsson: “Non sono molto lontano da Wehrlein...”

Malgrado lo zero in classifica dopo le prime undici gare di campionato, lo svedese della Sauber si è detto convinto di non aver sfigurato nei confronti del compagno, ad oggi forte di cinque punti e del sedicesimo posto generale.

Pascal Wehrlein, Sauber C36, Marcus Ericsson, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber
Marcus Ericsson, Sauber C36
Marcus Ericsson, Sauber C36
Marcus Ericsson, Sauber C36
Marcus Ericsson, Sauber
Marcus Ericsson, Sauber C36 e Pascal Wehrlein, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36-Ferrari, Marcus Ericsson, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36-Ferrari
Marcus Ericsson, Sauber C36
Marcus Ericsson, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36, Marcus Ericsson, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber C36
Pascal Wehrlein, Sauber
Marcus Ericsson, Sauber
Pascal Wehrlein, Sauber C36-Ferrari
Marcus Ericsson, Sauber C36

A pochi giorni dal via della seconda parte di stagione del Campionato del  Mondo di Formula 1, Marcus Ericsson si proclama tranquillo.

Il pilota di Kumla ha affermato di non patire l’amaro riscontro dei numeri e dei risultati che hanno premiato il compagno di colori Pascal Wehrlein sin dal debutto sulla Sauber C36 e dice di essere in grado di dimostrare il proprio valore, entrando due volte in top ten in Spagna e in Azerbaijan e capace di batterlo per 7-2 in qualifica. 

“La differenza delle prestazioni è sempre stata ridotta. Ad esempio, a Barcellona si è trattato di un paio di centesimi e in Russia sarei stato più veloce di lui, non fosse andato in testacoda con conseguente sventolamento delle bandiere gialle. Penso che finora siamo stati sullo stesso livello. Se si fa poi una media per quanto concerne le qualifiche, il margine è ancora più piccolo. Mi manca soltanto qualche dettaglio per tirare fuori di più dalla macchina”, ha sostenuto parlando a Motorsport.com. 

 

In nove sessioni disputate sotto lo stesso tetto, nel Q1 Ericsson ha lasciato a Wehrlein 0"114.
“Pascal è un ottimo pilota. Lo sapevo già prima di condividere con lui il box e credo che lo abbia ulteriormente dimostrato quest’anno, specialmente il sabato pomeriggio, quando bisogna compiere un giro perfetto. In quello è più forte di me, mentre in gara siamo quasi alla pari”, ha sottolineato. 

Pur conscio delle maggior possibilità della Sauber, forte ora del supporto economico di alcuni patrocinatori svedesi, il 26enne ha ammesso di sognare in grande dopo un periodo di apprendistato in scuderie da bassa classifica. 

 

“Al momento penso di essere in una buona posizione all’interno del team essendoci da un po’, però come ogni pilota mi piacerebbe salire su una monoposto competitiva. Spero, dunque, che il Mondiale in corso mi consenta di progredire e rafforzarmi ulteriormente. Per il 2018 non ho un contratto e non so che cosa accadrà in futuro. Di certo è difficile dimostrare il proprio potenziale e impressionare i big quando si è sempre alla guida delle vetture più lente dello schieramento. Ciò che posso fare è continuare a dare il massimo e lavorare sodo, così magari un giorno mi ritroverò in una squadra in grado di lottare per le prime posizioni e la vittoria”, ha poi concluso Marcus Ericsson. 

 

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