Enzo Osella l'artigiano della F1 che ha costruito Sport vincenti ovunque
Il costruttore torinese è morto sabato all'età di 86 anni: la sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo delle corse e tutti quelli che lo ricodano hanno parole di ammirazione e stima per un personaggio che si è fatto da solo arrivando fino al mondo dei GP dove è rimasto per dieci anni. Ma le soddisfazioni vere sono venute dalle tante Sport vincenti.
Enzo Osella
Foto di: ACI Sport
Quando non si hanno i soldi, bisogna usare la fantasia. Enzo Osella lo sapeva bene, perché pur essendo solo un artigiano delle corse, è stato parte del Circus della Formula 1 per dieci anni. Con arte, ma senza parte. Dal 1980 al 1990. Prima e dopo si era occupato principalmente di vetture sport capaci di segnare fasi importanti nelle corse di epoche tanto diverse.
Enzo Osella è spirato sabato 27 settembre dopo un ultimo periodo vissuto in un mondo chiuso nella sua malattia, ma tutti, proprio tutti lo ricordano come un grande personaggio che non ha saputo raggiungere la fortuna, facendosi bastare l’enorme passione per le corse. Eppure, ha scoperto piloti che poi hanno fatto carriera, tecnici che si sono formati nella micro-factory di Volpiano nell’hinterland torinese, sponsor importanti che si sono affacciati al mondo dei GP che poi sono finiti sulle carrozzerie delle squadre più vincenti e importanti.
Piercarlo Ghinzani, Osella FA1E Alfa Romeo nel GP d'Olanda 1973
Foto di: Motorsport Images
Piercarlo Ghinzani è il pilota che ha disputato più gare in F1 (47 su 132 GP disputati), seguito da Jean Pierre Jarier (20) e Nicola Larini (18). I primi due sono stati gli unici a conquistare dei punti, mentre il toscano rammenta la grande occasione persa nel GP del Canada 1989...
Nicola Larini, Osella FA1L Alfa Romeo
Foto di: Motorsport Images
“Ero incredibilmente terzo a metà gara dietro a Senna – ricorda Larini – la FA1M89 andava bene anche sull’acqua, perché stava piovendo molto, ma ad un certo punto la monoposto si è ammutolita a sorpresa. Cosa era successo? La carrozzeria era chiusa da una dozzina di viti e, siccome, nel warm up avevo scelto di gareggiare con la T-car, la preparazione della vettura era stata... frettolosa. I meccanici avevano stretto solo una vite ogni due e non avevano sigillato le fessure con il silicone, come avevano fatto per l’altra macchina, per cui la centralina elettronica che era nella pancia si è bagnata andando in panne. Con il podio, che andò poi ad Andrea De Cesaris, la storia del team sarebbe cambiata perché l’Osella avrebbe usufruito dei bonus FOCA”.
Jean-Pierre Jarier, Osella FA1C Ford, nel GP di San Marino
Foto di: Motorsport Images
Jean Pierre Jarier nel GP di San Marino del 1982, la gara della rottura fra Gilles Villeneuve e Didier Pironi disputata solo da 16 vetture per la guerra FIA-FOCA, conquista uno storico quarto posto a un giro dalle Ferrari che resta il miglior piazzamento dell’Osella, mentre Ghinzani non ha dimenticato il quinto conquistato a Dallas nel 1984:
“Faceva un caldo pazzesco – rammenta Piercarlo – e nell’ultimo giro davanti al traguardo ho superato Nigel Mansell che, stremato, era svenuto a pochi metri dalla bandiera a scacchi dopo essere sceso dalla sua Lotus e aver provato a spingere la sua vettura. Osella, previdente, al pit stop, mentre i meccanici si occupavano della macchina, mi aveva gettato una secchiata d’acqua lungo la schiena e ne avevo potuto beneficiare con la tuta inzuppata”.
Burbero nell’aspetto, ma sempre disponibile nei rapporti, Enzo sapeva farsi volere bene: spesso ha iniziato le stagioni non avendo il budget per finirle. E se le studiava tutte per trovare le situazioni più estemporanee: se le macchine, per le trasferte extra europee, viaggiavano gratis nei cargo della FOCA, le squadre senza “bonus” dovevano sopportare costi molto ingenti per l’invio delle casse. Enzo allora stivava le sue F1 riempendole di tutto il materiale d’officina che riusciva a farci stare nella scocca...
Nato a Cambiano 86 anni fa, Osella aveva seguito la passione del padre che aveva un’officina a Torino.
Aveva iniziato nelle corse nel 1957 come navigatore nei rally perché un cliente del padre cercava il coequipier e poi ha cercato qualche apparizione da pilota. Ma non era quella la sua ambizione: per vendere le Abarth nell’attività di famiglia era andato a fare un corso di formazione in casa dello Scopione e dal 1963 aveva cominciato a collaborare con Carlo.
Nel 1971 quando Abarth cedette il marchio e gli stabilimenti di produzione alla FIAT, Osella ebbe il coraggio di rilevare il reparto corse che alla Casa torinese non interessava. Nacque l’Osella Corse che constava di un seminterrato, un piano terra e una “palafitta” sul capannone: “L’ufficio tecnico era lì - spiega Antonio Tomaini – all'inizio eravamo davvero in pochi: cinque o sei di giorno, ma raddoppiavamo alla sera, perché chi era andato in FIAT ma era appassionato di corse ci veniva a dare una mano fino a notte fonda”.
Christian Merli, Vimotorsport, Osella FA 30 Zytek LRM
Foto di: acisportitalia.it
Altri tempi, quasi eroici: “E’ vero – aggiunge Tomaini – ma quel periodo in via Guastalla lo ricordo con nostalgia. Con Enzo si era creato un rapporto di grande rispetto reciproco: può far sorridere ma ci siamo sempre dati del Lei fino a qualche anno fa, quando abbiamo abbattuto le barriere per darci finalmente del tu. E pensare che abbiamo lavorato insieme degli anni, in due fasi diverse dopo 13 anni di Ferrari”.
La F1 è stata la finestra più visibile dell’attività di Osella: come dimenticare il titolo Europeo Sport del 1972 con Arturo Merzario che ha portato a una prolifica produzione di biposto vincenti dappertutto e in particolare nelle corse in salita. Osella, quando aveva ripreso l’attività dopo una sosta a seguito dello stop in F1, si era trasferito a Matera dove aveva dato vita alla factory dove sono nati molti Prototipi che hanno monopolizzato le cronoscalate.
Enzo Osella intervistato da Camilla Ronchi
Foto di: acisportitalia.it
Osella ha lasciato un’impronta importante nel motorsport con vetture che hanno corso e vinto in ogni angolo del mondo, ma l’immagine che resta è quella dell’appassionato fino al midollo di motori che ha raggiunto la realizzazione del sogno arrivando alla F1, pur sapendo di non avere i mezzi per sfidare l’altro Enzo, quello molto più conosciuto e celebrato.
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