Ecco come i team di F.1 svolgevano i test invernali 40 anni fa
Frank Dernie, ex ingengere di Hesket, Williams, Lotus, Ligier, Benetton e Toyota, apre il libro dei ricordi e racconta delle trasferte infinite e delle modalità di progettazione delle vetture all'alba dell'era turbo in Formula 1.
Mancano solo poche settimane per l'inizio della nuova stagione di Formula 1. Le vetture della massima serie a ruote scoperte, infatti, saranno protagoniste a fine febbraio sul tracciato di Barcellona per la prima sessione di test invernali.
L'occasione è dunque unica per fare un confronto con Frank Dernie circa il modo di operare dei team negli anni 70. Dernie, ritiratosi dalla Formula 1 nel 2010, ha iniziato la sua carriera nel 1976 in Hesket, per poi prestare la sua collaborazione a vari team quali Williams, Lotus, Ligier, Benetton e Toyota.
"Il team Hesketh Racing era composto da appena 18 persone ed eravamo soliti raggiungere l'aeroporto in due vetture" ha raccontato Dernie a Motorsport.com "E questo era necessario perché non avevamo molte risorse economiche, ed i soldi contano in F.1".
"Mi ricordo quando partivamo i primi di gennaio per andare in Argentina a svolgere i test in vista del Gran Premio per poi trasferirci in Brasile ed effettuare un'altra settimana di test in preparazione della gara e tornare a casa solamente a febbraio. Adesso è tutto molto più semplice per i team".
"A quei tempi i meccanici erano decisamente più impegnati nel corso dei test rispetto a quanto affrontato oggi nei weekend di gara".
Dernie ha poi parlato dello stress psicologico subito dal personale Williams proprio a causa di queste lunghe giornate di test.
"Abbiamo affrontato numerosi trasferimenti notturni per arrivare in hotel, bere qualcosa al volo, dormire sulle sedie, svegliarci di prima mattina, farci una doccia ed indossare una divisa pulita del team per poi recarci in circuito. Erano tempi davvero complicati".
"Nei primi anni dell'era turbo, una vettura era dedicata esclusivamente allo sviluppo del motore, mentre l'altra veniva utilizzata per effettuare prove di set up".
"Dovevamo riuscire a capire quale assetto di base scegliere ed inoltre dovevamo lavorare per l'affidabilità del propulsore".
"Non avevamo le risorse, le possibilità di effettuare stress test sulle componenti e nemmeno un reparto ricerca e sviluppo dedicato come invece avviene ai nostri giorni. Le vetture non potevano vantare la stessa affidabilità di quelle attuali".
"Solitamente, ogni pomeriggio dopo che le vetture avevano finito di girare, venivano spogliate completamente e si sottoponeva a test di rottura ogni componente: il cambio e la relativa scatola, le sospensioni, i meccanismi dello sterso e così via. Poi ci toccava ricomporre la vettura in tempo per la mattina successiva".
"Dopo il giro di installazione il pilota scendeva dalla vettura e noi controllavamo ogni componente. Tutte queste verifiche adesso possono essere fatte in galleria del vento e con la telemetria, mentre ai nostri tempi potevamo svolgere questo lavoro solo durante i test".
E' difficile da immaginare adesso, ma ai tempi di Dernie le vetture venivano disegnate senza l'ausilio dei computer, basandosi sulla logica, le deduzioni e l'esperienza.
"Ai nostri tempi non avevamo una gallaeria del vento per capire le necessità di raffreddamento delle componenti, quindi dovevamo progettare il tutto basandoci sulle nostre esperienze".
"Inevitabilmente riscontravamo dei problemi con la vettura nuova. Se i freni raggiungevano una temperatura di esercizio eccessiva eravamo costretti a riprogettare l'intero sistema di raffreddamento nel corso della notte. Se era necessario raffreddare i radiatori dell'olio o dell'acqua praticavamo dei fori nella carrozzeria della monoposto".
"Quei tempi sono orami passati dato che puoi progettare tutto tranquillamente in fabbrica, ma per noi era fondamentale andare sino in Brasile per provare la vettura. Le temperature che trovavamo là non era le stesse che avremmo potuto avere a Barcellona. Se avessimo effettuato dei test solo in Spagna non avremmo appreso nulla".
Dernie ha infine parlato dei test svolti nel 1985 con la Williams motorizzata Honda.
"Il 1984 è stato un anno pessimo per noi. Nessuno alla Williams aveva mai disegnato una monoposto dotata di motore turbo, ed i nostri piloti, Keke Rosberg e Jacques Laffite, non avevano mai guidato una vettura turbocompressa".
"Siamo così arrivati a Rio per i test invernali del 1985 con una vecchia FW09 modificata solo per effettuare dei test relativi al propulsore. Dopo alcuni giri abbiamo potuto constatare che tutti i problemi di guidabilità avuti l'anno precedente erano spariti perché erano legati al turbo lag".
"Abbiamo trascorso l'intero 1984 cercando di risolvere i problemi di manegevolezza della monoposto ed invece bastava solamente cambiare propulsore!".
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