Ecclestone: "Aiutare la Ferrari è sempre stata la cosa giusta da fare"

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Ecclestone: "Aiutare la Ferrari è sempre stata la cosa giusta da fare"
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27 ott 2017, 22:40

Mister E in un'intervista concessa a La Repubblica: "Brawn era nel gruppo di lavoro Fia che ha deciso i motori 2014. Non era lì perché era un bravo ingegnere, ma perché era della Ferrari. Poi è andato alla Mercedes. E ha portato il know how con sé".

Craig Slater, Sky TV talks with Bernie Ecclestone
Ross Brawn, Managing Director of Motorsports, FOM, attends a press conference with representatives o
Bandiera Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF70H
Charlie Whiting, FIA
Sergio Marchionne e Luca di Montezemolo
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W08
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W08
Chase Carey, Chief Executive Officer and Executive Chairman of the Formula One Group and Sergio Marchionne, CEO FIAT at Ferrari 70th Anniversary

Bernie Ecclestone non prende strade alternative. Non le ha mai percorse, andando sempre dritto verso l’obiettivo. Nella vita, nel lavoro ed anche rispondendo a domande che possono essere scomode.

Mr. E oggi è un ottantaseienne con un patrimonio personale stimato da Forbes in 3,1 miliardi di dollari, che potrebbe anche godersi quanto raccolto in una vita che è di fatto un romanzo. Ma Ecclestone ha ancora dei sassolini nelle scarpe, e in un’intervista rilasciata a La Repubblica ha lanciato qualche frecciata in stile… Ecclestone.

Prime destinatarie… Ferrari e Mercedes. Questione di ‘aiutini’, secondo Bernie: “La F.1 è la Ferrari; la Ferrari è la F.1. Aiutare la Ferrari è sempre stata la cosa più intelligente da fare. Ed è sempre stato fatto attraverso i regolamenti tecnici. Charlie Whiting? Ma no. Charlie ha sempre fatto quello che doveva. Invece Max (Mosley, ex presidente Fia, ndr) ha spesso aiutato la Ferrari. E anche io. Noi tutti volevamo che la Ferrari vincesse. Una stagione vinta dalla Ferrari ha più valore di una stagione vinta da altri. Ma guardi che anche i team hanno interesse a sfidare una Ferrari competitiva. Un conto è vincere contro la Sauber, un conto è farlo contro un’auto rossa col Cavallino”.

Capitolo Mercedes: “Non bisogna dimenticare che erano già in vantaggio su questi motori ibridi quando gli altri ancora non sapevano nemmeno che ci sarebbero stati. Il momento chiave è stato quando Ross Brawn stava nel gruppo di lavoro della Fia che avrebbe deciso quali motori mettere dal 2014. Sapeva esattamente cosa stava succedendo. Non era lì perché era un bravo ingegnere, ma perché era della Ferrari. Ce l’avevano messo loro. Poi è andato alla Mercedes. E ha portato il know how con sé”.

Non è invece una novità che Ecclestone non abbia mai gradito i motori ibridi, anche se il ciclo power unit è iniziato quando era ancora al timone del Circus:
“Io mi ero opposto. Max Mosley diceva che era la cosa giusta. Alla fine le squadre si convinsero, e questo motore passò. Ma il mistero è la Ferrari. A Maranello erano bravi a produrre motori potentissimi e all’improvviso accettavano di avere a che fare con questi giocattolini costosi e sofisticati. Luca (Montezemolo) non ne sapeva niente di motori ma i suoi ingegneri lo convinsero che era meglio così… Povero Luca, si è trovato a dover prendere una decisione basata su quello che qualcun altro avrebbe dovuto sapere bene. E fu la decisione sbagliata”.

Secondo Ecclestone la Ferrari nel Mondiale 2017 ha pagato cari “due errori degli ingegneri”, assolvendo Vettel (ma dimenticando l’errore di Baku):
“A Singapore ha fatto quello che doveva. Il problema è stata la partenza straordinaria di Raikkonen, che ha tolto spazio di manovra a Verstappen. È quello che si chiama incidente, non è colpa di nessuno. I guasti in Malesia e in Giappone invece sono errori umani. La Ferrari paga quelli”.

Qualche messaggio è stato spedito anche all’indirizzo di Liberty Media:
“Avevo costruito un ristorante stellato, loro lo stanno trasformando in un McDonald’s”, e non ha dubbi nel nominare Max Verstappen miglior pilota attuale di Formula 1.

Ed infine arriva un suggerimento per Sergio Marchionne, a cui consiglierebbe di assumere un nome molto vicino a Bernie:
“Charlie Whithing. Sa tutto di tutti i team e quello che non sa, sa come saperlo. E poi non dovrebbe avere un gardening troppo lungo… (allusione al caso Budkoswski). La Fia in quel caso ha sbagliato. Doveva tenerlo fermo per più tempo. Conosce tutti i segreti delle altre macchine e li userà per la Renault”.

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