Domenicali esclusivo: "La F1 deve scegliere il motore del futuro già quest'anno"
In un'intervista esclusiva a Motorsport.com, Stefano Domenicali ha spiegato che l'ecosistema della F1, FIA e costruttori inclusi, non può permettersi di perdere tempo sulla scelta della PU del prossimo ciclo tecnico, dovendo decidere già quest'anno. Sarà la Federazione a coordinare il confronto tecnico, ma si andrà verso un motore semplificato.
Il nuovo ciclo regolamentare delle Power Unit, ora ripartite in modo paritario tra componente elettrica e termica, è appena iniziato e l’ecosistema della Formula 1 è comprensibilmente concentrato sul valorizzare l’attuale quadro tecnico, ma in un mondo che evolve rapidamente non ci si può permettere di restare fermi. Al contrario: serve la capacità di guardare avanti e anticipare il futuro.
Cinque anni fa, quando furono gettate le basi dell’attuale ciclo tecnico, FIA e costruttori lavorarono a un regolamento capace non solo di consolidare la presenza dei grandi marchi già impegnati in F1, ma anche di attrarne di nuovi. L’obiettivo era definire un quadro che rispecchiasse quella che allora si riteneva la traiettoria del mercato automobilistico nel medio‑lungo periodo, segnato dalla transizione verso l’elettrico.
Per dare forma e vita a quei motori sono serviti cinque anni di lavoro, culminati con il loro debutto all’inizio di questa stagione. Progettare una Power Unit, soprattutto quando segna una delle rivoluzioni più profonde nella storia dello sport, è un esercizio complesso che richiede tempo e visione. Proprio per questo, guardando al futuro, l’ecosistema della Formula 1 non può permettersi lunghe attese prima di definire quale sarà il motore destinato a caratterizzare il prossimo ciclo tecnico dal 2031 in avanti.
La Power Unit Honda RA626H
Foto di: Honda
Una visione condivisa e sostenuta da Stefano Domenicali, amministratore delegato della Formula 1, che in una lunga intervista esclusiva concessa a Motorsport.com nella sede operativa di Londra ha ribadito come, assieme alla FIA, sarà fondamentale definire entro la fine dell’anno il regolamento e la configurazione della Power Unit dal 2031 in avanti, quando dovrebbe aprirsi un nuovo ciclo tecnico e tramontare l’era degli attuali motori.
“Lasceremo che sia la FIA, con la propria visione, a coordinare ciò che potrebbe essere il giusto set di regolamenti da proporre ai costruttori e ai team [per il futuro]. Ovviamente saremo al fianco della FIA nel discuterne. Ma è qualcosa su cui, credo, quest’anno dobbiamo decidere quale potrebbe essere il prossimo passo”, ha spiegato Domenicali in un'intervista esclusiva a Motorsport.com negli uffici della F1 a Londra.
“Certo, si può dire che l’attuale regolamento in termini di governance scade alla fine del 2030. L’accordo rientra in quel quadro. Dopo di che, la FIA ha la possibilità di produrre un set di regolamenti in cui o si prende o si lascia. Su questo saremo sicuramente insieme alla FIA. E poi si tratterà di capire se esiste la possibilità di anticipare qualcosa oppure no. Sarà parte delle discussioni che affronteremo adesso”.
Griglia di partenza
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
“Penso che non possiamo perdere troppo tempo, perché il tempo sta passando così in fretta che torno a ciò che ho detto prima: se vogliamo essere abbastanza solidi da non ritrovarci con le spalle al muro, dobbiamo decidere il prima possibile”.
Rispetto a cinque anni fa, lo scenario automobilistico mondiale si è evoluto e quelle scelte, che allora i costruttori ritenevano indispensabili per restare o entrare in F1, oggi non sembrano più rispecchiare a fondo un mercato che sta progressivamente tornando verso motori ibridi e non totalmente elettrici. Un tema che, inevitabilmente, influenzerà la definizione della prossima Power Unit.
Il ritorno dei costruttori verso motori ibridi e l’impiego di carburanti al 100% sostenibili, oggi considerati la via più realistica per il futuro, allontaneranno la Formula 1 dalla ripartizione paritaria al 50% tra componente elettrica e termica che conosciamo, in favore di un’impostazione più tradizionale, come fortemente caldeggiato anche dal Presidente FIA Mohammed Ben Sulayem. All’inizio dello scorso anno era circolata l’ipotesi di un ritorno ai V10, poi accantonata in favore di un V8 ibrido.
Data la scelta presa dai costruttori a inizio 2025 di proseguire con lo sviluppo delle attuali Power Unit, anche per dare continuità all’ingente investimento degli ultimi anni, nel frattempo il dibattito su un possibile ritorno al V8 si è raffreddato, ma non si è certo spento. Anzi, sarà senza dubbio uno dei temi centrali nei confronti tra F1, FIA e costruttori nel corso dell’anno, alla ricerca di un punto d’incontro capace di mettere tutti d’accordo.
Stefano Domenicali, CEO della F1
Foto di: Motorsport Network
È logico che da parte di tutte le parti coinvolte, in primis della Formula 1, ci sia la volontà di proseguire insieme, così come è naturale che vi siano la speranza e l’aspettativa che tutti i grandi marchi che hanno scelto di impegnarsi in questo sport restino anche nel prossimo ciclo tecnico. Dall’altra parte, però, sarà necessario individuare una formula che conservi caratteristiche in grado di continuare a interessare i costruttori.
Un fattore chiave è il cambio di rotta da parte degli OEM e dei governi, inclusa l’Unione Europea, che negli ultimi anni avevano spinto con decisione verso l’elettrico. Questa correzione di traiettoria è favorita anche dall’arrivo dei carburanti totalmente sostenibili, introdotti proprio quest’anno dalla Formula 1.
Nonostante il cambio di rotta, tuttavia, Honda, ad esempio, ha già lasciato intendere che uno dei requisiti per restare sarà la la presenza di un sistema ibrido nella futura PU, un tema caro a diversi costruttori e da cui derivano anche le valutazioni sulla possibilità di affiancare un piccolo kers per avere una componente elettrica. Solo una volta definito quale sarà il motore del futuro si potrà discutere dell’eventuale anticipo della fine dell’attuale ciclo tecnico rispetto alla naturale scadenza a fine 2030, su cui servirebbe una super-maggioranza dei costruttori, anche nel rispetto dell’investimento compiuto finora.
“È qualcosa che dobbiamo rispettare. Voglio solo essere sicuro che sia chiaro: va rispettato. Perché in questo momento avere un costruttore che investe in Formula 1 è qualcosa di incredibile, e merita il nostro totale rispetto. In un contesto del genere non puoi permetterti di darlo per scontato”, ha poi detto Domenicali.
Nico Hulkenberg, Audi F1 Team, Gabriel Bortoleto, Audi F1 Team
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
La scelta di semplificare il motore potrebbe portare nuovamente la Formula 1 verso vetture più leggere e agili e meno complesse. Domenicali sostiene la visione della FIA su questo fronte: una direzione che dovrebbe avere un impatto positivo sullo spettacolo in pista, sul piacere di guida e sui costi per i costruttori.
"Io personalmente vedo, ma naturalmente spetta alla FIA proporlo, un tipo di carburante sostenibile al centro del futuro, con un diverso equilibrio rispetto all’elettrificazione e con un motore endotermico forte", ha spiegato Domenicali.
"Perché questo è il motorsport. Permetterà di risparmiare molti chili, di avere un tipo di gara più puro da quel punto di vista, con vetture più leggere, più piccole, che puoi davvero spingere al massimo. È una direzione che, credo, dovrebbe rendere più felici i puristi”.
"Per quanto riguarda la gara in sé, con qualche aggiustamento, lo spettacolo in pista è ottimo. Non fraintendetemi. Ma la vettura è ancora molto pesante. La batteria ha introdotto molti elementi da considerare nella progettazione. Sono aspetti su cui dobbiamo ragionare e reagire".
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