Domenicali esclusivo: "Antonelli è un valore per la F1. Potrebbe spostare l’attenzione dei tifosi italiani"
Parlando nel corso di un'intervista esclusiva con Motorsport.com, il CEO della Formula 1 ha analizzato la crescita del giovane italiano della Mercedes e il suo avvio della stagione, rimarcando come il talento e la personalità di Kimi non siano un valore solo per l'Italia, dove potrebbe spostare l'attenzione dei tifosi, ma per l'intero sport.
Proprio il 17 aprile di due anni fa, Andrea Kimi Antonelli saliva per la prima volta su una vettura di Formula 1, in un test Mercedes al Red Bull Ring sotto la pioggia. Oggi, all’inizio della sua seconda stagione nella massima serie, il giovane italiano conta già due vittorie ed è in testa al Mondiale. La strada verso il finale di campionato è ancora lunga, ma sognare con coraggio è lecito: è così che si costruiscono le proprie ambizioni.
Lo sanno bene anche coloro che hanno seguito da vicino la crescita di Kimi, dai kart alla Formula 1, passando per i record nelle serie propedeutiche in cui ha mostrato quella scintilla di talento cristallino che ha convinto Toto Wolff a scommettere su di lui, portandolo direttamente su una delle vetture della Stella.
Un percorso senza tappe intermedie, né nella scelta del team né nei rivali da affrontare, perché oggi il giovane italiano si ritrova a lottare con l’élite della Formula 1, con i migliori piloti, per l’obiettivo che tutti sognano da bambini. Una ventata d’aria fresca che, come ha spiegato Stefano Domenicali, fa bene anche allo sport: non solo per la giovane età, ma per il personaggio, ancora puro e al tempo stesso ambizioso.
Il primo test di Andrea Kimi Antonelli su una vettura di F1 al Red Bull Ring nel 2024
Foto di: Mercedes AMG
È ancora molto, anzi fin troppo presto per delineare quale sarà l’eredità che Antonelli lascerà alla Formula 1 e allo sport italiano. Ma la speranza è che il suo percorso possa diventare un riferimento per tutti quei giovani piloti che si stanno avvicinando al mondo dei kart o che stanno affrontando le prime stagioni in monoposto.
Ispirazione non solo per i giovani, ma per le corse
“Direi che è fantastico, sia come fonte d’ispirazione per il mondo delle corse in sé, sia per le nuove generazioni. Per quanto riguarda il motorsport, vedo già in Italia ragazzini del karting che, quando i genitori chiedono "chi è il tuo pilota preferito?", rispondono: “Kimi”. Ha vinto solo due gare, e questo dà la misura dell’impatto del suo incredibile inizio di stagione”, ha raccontato il CEO della F1 nel corso di una intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com negli uffici di Londra.
“È un’ispirazione per tanti giovani piloti e per tanti ragazzi, se allarghiamo lo sguardo oltre il solo ecosistema delle corse. Mia figlia è del 2006, come lui. Ora segue la Formula 1 perché c’è Kimi, hanno la stessa età. Tutti gli amici della sua età lo seguono. È incredibile, soprattutto pensando che succede in Italia. In termini di follower sulle sue piattaforme social, è passato da zero a un paio di milioni in due settimane. L’effetto sull’intero ecosistema è impressionante”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images
“È sangue nuovo, è un bravo ragazzo, con una base solida. È ancora un ragazzo puro, e questo dà il valore che vogliamo nel nostro sport. Persone normali che diventano qualcosa di davvero unico in termini di prestazioni e in termini di modello positivo: è davvero un grande valore”.
Caratteristiche che non si riflettono solo sul mondo della Formula 1, ma anche sull’Italia, che da tempo attendeva un pilota capace non solo di lottare con costanza al vertice, ma anche di alimentare la fiamma delle speranze mondiali e quel sogno di rivedere la bandiera tricolore accanto all’alloro iridato, assente ormai da oltre settant’anni.
Potrà cambiare il modo in cui è seguita la F1 in Italia?
“Per l’Italia è fantastico. C’è molta attenzione, e sarà la prima volta, come davvero spero per Kimi… È solo l’inizio, ha vinto due gare. Anche se sono due gare, non molti possono dire di averne vinte due. È all’inizio della sua carriera e, per la prima volta, si vede qualcosa che sarà interessante osservare con l’occhio italiano”.
L’Italia ha un legame lungo e profondo con il mondo delle corse e, ancor più nello specifico, con la Formula 1. Il tricolore attraversa i reparti tecnici grazie ai tanti ingegneri impegnati nelle squadre, ai numerosi partner, agli sponsor, alla Racing Bulls e, soprattutto, alla Ferrari: un centro di polarizzazione che, per storia, fascino e prestigio, viene spesso percepito come la nazionale italiana nel motorsport.
Charles Leclerc, Ferrari, Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Ma allargando lo sguardo, per Domenicali sarà interessante scoprire se, con una possibile ascesa di Kimi, in Italia potrà cambiare qualcosa nell’attenzione del pubblico: “Sarà interessante capire se ci potrà essere un potenziale cambio di attenzione dei tifosi italiani, non più solo verso la Ferrari. Perché, qualunque sia il tuo Paese, se sei in Ferrari sei il pilota per cui tifare; qui invece parliamo di Kimi, pilota italiano, che non guida per la Ferrari”.
“Sarebbe una storia incredibile da seguire, perché naturalmente la Ferrari è la Ferrari: è enorme, è monumentale. Ma un pilota italiano come Kimi, che arriva dalla stessa regione, con lo stesso accento e tutto il resto, potrebbe rendere molto interessante capire quanto grande sarà questo eventuale cambio di attenzione e quanto forte sarà il seguito”.
Avere un ragazzo giovane, puro e vincente potrebbe far bene non solo all’Italia, ma anche alla Formula 1, che si ritroverebbe al vertice un pilota della stessa età di quella target audience che sta cercando di avvicinare allo sport. È naturale ragionare non solo in termini sportivi, ma anche commerciali: la Formula 1 è anche business e, per restare florida, deve saper valorizzare il proprio prodotto come ogni azienda.
Anche nel mondo del calcio, per esempio, si è parlato a lungo di rivoluzionare il format per coinvolgere i più giovani. In F1, come del resto in MotoGP, si è scelta la strada delle sprint, ma certi aspetti non passano solo dal format: dipendono anche dai protagonisti. “Questo potrebbe diventare anche un elemento di attrazione in termini di contenuti, lo capisco soprattutto per il pubblico italiano, ma sarà davvero interessante vedere cosa succederà”.
Kimi ha le qualità per lottare ed essere protagonista
Antonelli sta attraversando un percorso senza tappe intermedie, saltando anche la F3 per approdare direttamente in F2, preludio del passaggio verso la serie regina. Parte del merito va alla fiducia di Toto Wolff che, nell’estate del 2024, nonostante sul mercato ci fossero altri profili appetibili, ha scelto di scommettere su un talento cristallino senza passare dalla casella del via. Un talento che va coltivato, ma anche protetto.
“Senza dire “ah, perché la Ferrari non l’ha preso”, anche perché su questo devo dire la verità ancora una volta: Toto, quando l’ha scelto, aprendogli la strada verso la Formula 1, facendolo saltare da un campionato all’altro, portandolo già l’anno scorso in quel ruolo al primo anno… non so quanti team principal l’avrebbero fatto. Quindi merito a lui: ha avuto occhio”.
“Ora penso che lui debba proteggere quel gioiello, quell’investimento. Ma ricordo che, nelle gare in cui Kimi non aveva fatto particolarmente bene in Formula 2, qualcuno diceva “non è pronto”. Alla fine, però, era abbastanza forte e solido dentro di sé per imparare, e ora è un protagonista: è lì, lotterà. Certo, ha una grande macchina, ma credo che il modo in cui ha guidato sia stato ottimo, in termini di prestazione, di ritmo, di comprensione di come spingere e di come gestire tutto questo”.
“E ovviamente si può dire che nell’ultima gara, con la safety car e un giro diverso, il risultato sarebbe potuto cambiare. Non modifica ciò che sta accadendo ora: adesso deve dimostrare, e il suo ambiente deve proteggerlo, perché sarà sommerso da richieste e attenzione. È importante che mantenga l’approccio che ha avuto finora: è un elemento chiave del suo successo. Gli auguro davvero il meglio”.
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