Dallara: "Zanardi era un Super-uomo che si spendeva per gli altri con entusiasmo"
Abbiamo dato la brutta notizia all'ingegnere di Varano de' Melegari perché non era a conoscenza della tragedia di Alex, ma il suo ritratto del campione bolognese esalta tanto la persona, che lascia un vuoto incolmabile, quanto il pilota.
Gian Paolo Dallara e Alex Zanardi
Foto di: Dallara
A questo mondo ci si trova spesso in situazioni brutte, ma fra queste dare una notizia tragica a chi ancora non l'ha saputa fa raggelare il sangue. Gianpaolo Dallara non aveva ancora appreso della scomparsa di Alex Zanardi e la telefonata è stata un autentico cazzotto emotivo.
Dopo un momento di sbigottimento accompagnato da un pianto silenzioso frutto di un dolore profondo, Gianpaolo spiega: “Sono sorpreso perché avevo sentito sua moglie Daniela recentemente e mi aveva detto che aveva delle ricadute, però forse talvolta la riconosceva. Ogni tanto doveva essere riportato in ospedale perché comparivano dei problemi, ma ho sempre nutrito una speranza”.
L’ingegner Dallara, 89 anni, ha sempre avuto un legame stretto con Zanardi grande frequentatore della factory di Varano de’ Melegari: la Z-Bike con la quale Alex ha corse e vinto le medaglie olimpiche è nata in Dallara Engineering
“Come è capitato l'incidente? - si domanda Dallara -. L'incidente di Alex è capitato quando lui voleva ancora una volta spendersi per gli altri. Lui aveva organizzato questo percorso con l’handbike da Milano fino alle Puglie per sensibilizzare l'ambiente sui problemi delle persone che avevano dei problemi come i suoi”.
“E nei giorni prima era stato da noi a Varano: era carico come sempre, pieno d’entusiasmo e, come al solito, con tutta la fama che aveva si spendeva sempre per gli ultimi ragazzini. Era veramente un idolo assoluto. Stava facendo quel percorso per gli altri, perché lui non avrebbe avuto bisogno. Eppure, è successo l'incidente. La sintesi, purtroppo, è questa”.
Alex Zanardi con l'handbike
Foto di: BMW AG
La handbike che avete sviluppato in Dallara sulla base delle idee di Alex è diventata poi lo strumento che utilizzano tutti quelli che nelle sue condizioni praticano dello sport attivo...
“Zanardi è semplicemente straordinario. Veramente è una persona incredibile. Oltre all'atleta, è anche una grande persona”. Gianpaolo non parla al passato, ragiona al presente. Lo strappo è troppo recente.
“Era una persona generosa che si spendeva per gli altri e che aveva attenzione per chi stava peggio di lui. Sapeva trasferire emozioni molto profonde e complicate con parole incredibilmente semplici. Sì, è vero, veramente è vero”.
Alex Zanardi, BMW Team Italy-Spain, BMW 320si
Foto di: FIA WTCC
Come vi aveva coinvolti nei suoi progetti?
“È semplice, ci aveva trascinati in questa forma di competizione tutta sua, perché ti riempiva d'entusiasmo, perché vedevi la passione di uno che aveva vinto, anzi che aveva stravinto e che già aveva dimostrato di essere un vero Super-uomo, e si metteva in sfida partendo dall'ultima fila. Il suo senso della competizione era competere rispettando gli altri. Mi viene da dire un personaggio unico, davvero unico”.
E in quanto pilota che tipo era?
“Insomma, non è che avesse sempre la macchina migliore, però aveva talento e vinceva tantissimo. Era anche molto bravo dal punto di vista tecnico perché era molto accurato nella messa a punto delle vetture. Aveva una cura dei dettagli: andava a cercare le differenze nei piccoli particolari che potevano sembrare insignificanti. Quando si faceva la sua macchina, ci dava continue lezioni di ergonomia, di posture. Grazie ad Alex in Dallara abbiamo imparato tantissimo”.
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