D'Arrigo: "Per un lubrificante di F.1 ci vogliono 2 mila ore di test!"

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D'Arrigo:
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
15 mar 2018, 11:28

Il CEO di Petronas Lubricants International spiega come funziona il rapporto con la Mercedes in F.1: "Quando ci chiamano non sono… gentili nelle loro richieste, vogliono sempre un extra da noi". E prosegue: "Stiamo studiando materiali innovativi".

Giuseppe D'Arrigo, Petronas
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1, Toto Wolff, Direttore del Motorsport Mercedes AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes-AMG F1, Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1, Toto Wolff, Direttore del Motorsport Mercedes AMG F1, Giuseppe D'Arrigo, Petronas
Andrea Dolfi, Petronas Motorsport
Ingegneri Mercedes AMG F1
Valtteri Bottas, Mercedes-AMG F1, Toto Wolff, Direttore del Motorsport Mercedes AMG F1
Macchinario del Petronas Global Research & Technology Centre
L'arrivo di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Macchinario del Petronas Global Research & Technology Centre
L'arrivo di Valtteri Bottas e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Macchinario del Petronas Global Research & Technology Centre
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Petronas Global Research & Technology Centre, esposizione
Petronas Global Research & Technology Centre, esposizione
Petronas Global Research & Technology Centre, esposizione

Giuseppe D’Arrigo ha fatto gli onori del padrone di casa a Villastellone accogliendo il team Mercedes di Formula 1 all’inaugurazione del Global Research & Technology Centre.

E’ stato fatto uno sforzo incredibile perché il nuovo centro è già pronto in meno di due anni dopo la prima pietra. Il CEO di Petronas Lubricants International ha spiegato a Motorsport.com qual èil rapporto con la squadra di Brackley che nell’era della F.1 ibrida ha dominato tutto.

Il nuovo Centro Ricerche rappresenta un salto nel futuro…
“Si, rappresenta la nostra sfida alla scoperta del domani. Abbiamo corso per completarlo in fretta, ma siamo allenati alla F.1. Per qualche motivo lavoriamo bene sotto pressione e diamo il meglio delle nostre capacità. In realtà il centro sarà operativo solo fra qualche settimana quando saranno funzionanti tutti i macchinari e tutte le tecnologie. E poi dovrà avere la certificazione dei fumi e dell’impianto elettrico, per cui anche per adempiere alle questioni burocratica saremo pienamente funzionanti a partire da fine aprile, per cui da maggio si comincerà a lavorarci…”.

Quante persone saranno impiegate?
“Duecento, con provenienze da ogni parte del mondo…”.

I fluidi per la F.1 saranno studiati e prodotti a Villastellone?
“Noi lavoriamo in tandem con il centro di ricerca molecolare che è in Malesia, ma il lavoro di sviluppo è portato avanti tutto qui. Per quanto riguarda i lubrificanti sono pensati e realizzati a Villastellone: escono dalla fabbrica e vanno direttamente a Brackley o ai team clienti Mercedes. Le benzine le formuliamo in Italia, ma le realizziamo al di fuori per ragioni di praticità”.

Fornite non solo il team factory Mercedes, ma anche Force India e Williams?
“Sì, la fornitura la definirei standard. Abbiamo un laboratorio dedicato per le corse che segue tutti i Gran Premi in uno dei motorhome Mercedes dove operano due persone che garantiscono il supporto a tutte le squadre con il motore realizzato a Brixworth. Non nego che l’attività prevalente sia quella con la squadra ufficiale, ma diamo appoggio anche a Williams e Force India. Dove c’è una power unit Mercedes noi assicuriamo un servizio completo…”.

All’inizio dell’era ibrida in F.1 avete creato sensazione per le benzine che davano tre decimi di vantaggio al giro, poi il fluido di raffreddamento che ha permesso alla Mercedes di realizzare monoposto con masse radianti più piccole a favore dell’aerodinamica. L’anno scorso ci sono state molte polemiche sull’uso dell’olio, ma ci sono state anche grandi opportunità di renderlo molto prestazionale.

Quest’anno cosa ci dobbiamo aspettare da Petronas?
“Se si guarda la curva di sviluppo dei prodotti è una parabola. C’è una crescita molto forte all’inizio e poi si raggiunge un plateau che si vede soprattutto con la benzina. Nella prima parte della nostra partnership con la Mercedes, vale a dire nel 2014 e 2015, il carburante era molto più impattante rispetto ai lubrificanti. Dal 2016 in avanti i ruoli si sono invertiti. E sarà ancora così anche nel 2018”.

“Quest’anno ogni pilota avrà solo tre power unit a disposizione, eppure nei test invernali si sono abbassati i tempi di tre secondi rispetto allo scorso anno. Sappiamo che c’è un motore che è ancora più performante con delle gestioni termiche che sono diventate più complesse, ma con un’affidabilità che deve arrivare ad almeno 7 mila chilometri al massimo della resa, ma con una vita che può essere più lunga, mentre l’anno scorso si arrivava tranquillamente a 5 mila chilometri con punte di 6 mila”.

“I fluidi ci hanno già dato delle risposte importanti, perché c’è l’olio del motore, ma anche quello per il cambio. Siamo partiti molto bene, mentre per le benzine arriveranno dei nuovi pacchetti: li abbiamo provati, ma adesso il delta di miglioramento è più piccolo. Quindi nel 2018 saranno ancora i lubrificanti ad avere più valore prestazionale. Il lavoro diventa sempre più difficile per i vincoli dati dall’affidabilità”.

Con l’allungamento della vita delle power unit avete dovuto cambiare le vostre modalità di lavoro?
“In realtà le cambiamo di continuo. Il rapporto che si è instaurato con Brackley è di una continua sfida. Non è che quando ci chiamano sono… gentili nelle loro richieste. Hanno assolutamente bisogno di quell’extra nella protezione del motore, nella ricerca dell’affidabilità, nella gestione termica del motore e quando noi arriviamo a raggiungere un traguardo, stiamo già lavorando al pacchetto successivo. In realtà è un rapporto di continua tensione. E ci sta…”.

Quanto tempo ci vuole a proporre un lubrificante nuovo?
“Dipende, perché se parliamo di un’evoluzione possono bastare due giorni, mentre se ci riferiamo allo sviluppo di un prodotto nuovo si parla di 2 mila ore di test. Chiaramente i test si svolgono al 95% in laboratorio e poi al banco prova, gli esperimenti non si fanno in pista”.

Avete un banco prova dedicato alle prove di benzine e lubrificanti?
“Certo…”.

Nel lubrificante vedremo elementi diversi?
“Non glielo posso dire: stiamo usando alcuni materiali innovativi che stiamo testando da almeno un anno e mezzo. Quando avremo stabilità nelle prestazioni cominceremo a portarli in pista”.

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