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Cresce la sostenibilità della F1: l'obiettivo è il Net Zero nel 2030

La Formula 1 ha dichiarato di aver ridotto l'impronta di carbonio del 13% tra il 2018 e il 2022, mentre il suo obiettivo di dimezzare le emissioni entro il 2030 continua nonostante la sua crescita.

Lewis Hamilton, Mercedes F1 W15 battles with Charles Leclerc, Ferrari SF-24 at the race start

Negli ultimi anni, la Formula 1 ha spinto in maniera considerevole sul tema della sostenibilità, lanciando anche la campagna “Net Zero by 2030”, con cui mira a ridurre il 50% delle emissioni assolute di carbonio rispetto al valore di riferimento del 2018, anno precedente rispetto al lancio di questa iniziativa.

 

Ciò comprende anche il consumo energetico delle strutture, gli eventi di F1 legati ai vari weekend di gara, tutti i viaggi e la logistica necessaria per portare il Circus in giro per il mondo.

 

Sebbene non siano ancora disponibili tutti i dati relativi al 2023, l'ultimo rapporto sull'impatto della F1 vanta una riduzione del 13% tra il 2018 e il 2022. Un dato che significativo raggiunto in quattro anni nonostante l’espansione della serie, ma la F1 ha già illustrato le ultime iniziative per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo nei prossimi sei anni.

Boxes and crates of freight on the pit straight

Boxes and crates of freight on the pit straight

Photo by: John Toscano / Motorsport Images

 

L’aspetto più impattante a livello di emissioni di carbonio è quello del calendario. Con l’espansione del mondiale a ben 24 gare, gli spostamenti e l’organizzazione del calendario rappresentano ora circa il 49% della sua impronta a livello di emissioni di carbonio, ma vi sono diverse iniziative per mitigarne l’impatto.

Dopo il passaggio a jet cargo Boeing 777F più efficienti con il partner logistico DHL, si è scelto anche di puntare su una nuova flotta di 18 camion alimentati con biocarburante per ridurre le emissioni nelle nove gare europee del calendario, dato che il polo logistico si trova proprio nel vecchio continente.

 

Anche la ristrutturazione del calendario fuori dall’Europea è parte del processo di razionalizzazione dei vari eventi del mondiale. Per quanto vi siano ancora dei lavori in corso, dato che bisogna coniugare i contratti esistenti, le esigenze dei promotori ed eventuali problemi in termini di condizioni meteo, la F1 ha già iniziato a riorganizzare il calendario. Ad esempio, lo spostamento del Gran Premio del Giappone nella sua nuova data di primavera sarà uno dei cambiamenti che contribuiranno a ottimizzare il flusso di merci dall'Australia e dalla Cina alle gare successive.

 

"Il motivo per cui è importante è che il calendario riflette il nostro attuale modello di trasporto, in cui la maggior parte delle emissioni è dovuta al trasporto aereo", ha dichiarato Ellen Jones, responsabile del settore energia, sostenibilità e governance della F1.

 

"Quando si riesce a ridurre queste distanze, si può ridurre l'impronta di carbonio, elemento che si aggiunge all'innovazione tecnologica che possiamo sostenere, come i biocarburanti e i camion, e il carburante per l'aviazione sostenibile in futuro".

 

Trasporti DHL

Trasporti DHL

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

 

La F1 ha inoltre rivisto alcune modalità per ridurre la quantità di merci e di personale necessario agli eventi, aumentando invece le sue capacità di operare in remoto. Inoltre, c’è una forte spinta verso fonti di energia rinnovabili per alimentare le proprie strutture: “La transizione verso l'energia rinnovabile, sia in casa che in trasferta, è davvero fondamentale per noi ed è alla base del primo 13% di riduzioni", ha dichiarato Jones.

"Entro le statistiche del 2022, questo ha portato a una riduzione del 56% delle emissioni in tutti gli stabilimenti e le strutture. Nel 2023 e oltre, si può anche iniziare a vedere come stiamo passando alle energie rinnovabili al di fuori del Regno Unito".

 

L'anno scorso, in occasione del Gran Premio d'Austria, la F1 ha infatti sperimentato generatori di energia rinnovabile alimentati con biocarburante ed energia solare, che hanno ridotto le emissioni del paddock del 90%. Questi risultati convincenti hanno spinto la FOM a continuare a ripetere questi esperimenti estendendo le medesime modalità anche per altre gare in futuro.

 

L'iniziativa si inserisce nel contesto di una spinta per incoraggiare gli organizzatori a rendere gli eventi di F1 più sostenibili. Jones afferma che oltre il 75% dei promoter dei vari Gran Premi sta incorporando modi per sfruttare energia rinnovabile nei propri eventi, mentre con il resto degli appuntamenti si troverà un accordo nel momento in cui verrà rinnovato il contratto, inserendo clausole specifiche per raggiungere questo obiettivo.

Cycling at Circuit Zandvoort

Cycling at Circuit Zandvoort

Photo by: Tim Biesbrouck / Motorsport.com

 

"La prima cosa che abbiamo fatto quando ho iniziato a lavorare qui, circa due anni fa, è stata quella di aggiornare i contratti: bisogna dire quali sono le nostre aspettative per ospitare un evento di Formula 1", ha spiegato Jones.

 

"Abbiamo avuto una risposta fantastica al modo in cui lavoriamo con i nostri promotori. Non solo per quanto riguarda l'energia usata durante l'evento, ma anche per una serie di aree critiche per noi, come i viaggi dei tifosi, fino a come ciò si riflesse sulle comunità locali.

 

"Ci sono clausole minime di consegna che abbiamo stabilito con i nostri promotori. Abbiamo un piano di sostenibilità annuale e diamo un feedback su come si stanno comportando rispetto a questi aspetti. E con la prossima fase della nostra strategia di sostenibilità, gli standard minimi e i contratti per il periodo successivo al 2025 diventeranno ancora più elevati".

La F1 passerà a Power Unit alimentate totalmente da combustibili sostenibili a partire dal 2026, anche se le emissioni causate dalle venti vetture in pista rappresentano meno dell’1% dell'impronta totale dello sport sul pianeta. Più che un obiettivo pratico, quindi, questa mossa è quindi vista principalmente come un modo per influenzare l'industria ad adottare carburanti più sostenibili. 

Red Bull Racing RB19, Power Unit

Red Bull Racing RB19, Power Unit

Foto di: Erik Junius

Per quanto riguarda la F1 stessa, la Jones si è detta fiduciosa che sia sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo di riduzione del 50% entro il 2030, una volta misurato l'effetto della sua più recente serie di iniziative, anche se ha avvertito che i guadagni della F1 da questo punto di vista non saranno lineari.

 

"Siamo sicuramente sulla buona strada per raggiungere l'obiettivo e gli elementi chiave sono i risultati delle prove e il lavoro che potete leggere nel rapporto 2023. È la continua adozione di carburanti alternativi in tutti i settori delle nostre attività, dall'auto, all'aria, ai generatori in loco”.

 

"È anche l'impatto condiviso di portare altri nel viaggio che stiamo affrontando per essere più sostenibili. Una cosa è che tutti i 10 team abbiano una soluzione diversa quando sono nel paddock. I risparmi sono molto più consistenti quando si ha una soluzione centralizzata per la quale si può lavorare insieme".

 

"E poi il terzo aspetto, che probabilmente ha tempi di realizzazione più lunghi, è quello delle operazioni di nuova generazione. Il primo e il secondo sono aspetti che inizieremo a vedere quest'anno e che continuerà ad accelerare in futuro. Le operazioni legate a tecnologie di nuova generazione avranno invece tempi più lunghi, perché la tecnologia è molto complessa".

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