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Come Albon vuole lottare per uscire dal limbo della Red Bull

Alex Albon ha affrontato i media per la prima volta da quando ha perso il suo sedile in Red Bull alla fine del 2020, costretto così a lasciare la Formula 1. In passato ha già risalito la china dopo una battuta d’arresto, quindi ecco cosa deve fare per ritornare.

Come Albon vuole lottare per uscire dal limbo della Red Bull
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Un anno fa a quest’ora, Alex Albon sapeva che il suo compito 2020 sarebbe stato quello di salvare il suo posto in Formula 1 con la Red Bull.

Quello che ha fatto seguito è stata una stagione che iniziata con grande aspettativa - tra cui la possibilità di una vittoria in apertura di stagione prima dell’incidente con Lewis Hamilton – ma diventata rapidamente sempre più complicata. Si è conclusa in maniera positiva, con due podi (cosa che Pierre Gasly non era riuscito a fare come pilota Red Bull), ma questo ha semplicemente riportato Albon dove avrebbe dovuto trovarsi, più o meno.

A differenza dell'anno precedente, la Red Bull aveva dato al suo pilota una stagione completa per dimostrare che avrebbe meritato di confermare il sedile nel 2021. Ma alla fine ha optato per un pilota che venisse da fuori l’orbita Red Bull per la prima volta in 13 anni, con un sacco di prove derivate dai risultati di Albon che mostrano per quale motivo Sergio Perez arrivasse nel team per la prossima stagione.

“È stato deludente”, dice Albon nella sua prima apparizione sui media (una chiamata di Zoom dal quartier generale di Milton Keynes all'inizio di questa settimana) dalla sua retrocessione a pilota di riserva per le due squadre Red Bull di Formula 1.

“Sarà sempre deludente. Correre in Formula 1 è il nostro sogno. Ma molto rapidamente, ad essere onesti, è stata una di quelle cose per cui non ha senso dispiacersi per se stessi. Devi tornare a farlo e fare il possibile per rientrare”.

“Il mio obiettivo, naturalmente, è quello di avere di nuovo un sedile l’anno prossimo ed essere pronto anche per quest’anno. Non si sa mai cosa succederà in termini di forma fisica o con il Covid ancora in giro. Quest'inverno ho cercato di assicurarmi di essere il più pronto possibile, di essere il più in forma possibile, di fare tutte le simulazioni. E sì, speriamo anche di avere qualche giorno in cui posso guidare una monoposto di Formula 1 nel 2021, e fare alcuni test di pneumatici e cose del genere”.

Alex Albon, Red Bull Racing

Alex Albon, Red Bull Racing

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

Albon ha terminato la stagione passata a 109 punti e quattro posizioni dietro Max Verstappen nella classifica piloti, nonostante le 15 al traguardo contro le 12 del suo compagno di squadra. Verstappen ha vinto due volte e ha conquistato una pole position in un’altra stagione in cui Mercedes si era mostrata dominante, ma è stato l'unico pilota in grado di tenere il passo delle frecce nere in molte occasioni.

Ma il deficit in qualifica di Albon rispetto a Verstappen è alla base di tutto questo. Nel complesso, era 0,7s più lento di Verstappen nel testa a testa in qualifica, che vede l’olandese batterlo per 17-0. Il distacco è diventato 0,6s con le due sessioni di qualifica bagnate nei Gran Premi di Stiria e Turchia e 0,5s con le tre sessioni in cui Albon è stato eliminato in Q2 (Ungheria, Gran Bretagna e Sakhir).

Qualificarsi in fondo al gruppo ha reso il compito di Albon più difficile. Lo ha reso vulnerabile alle lotte con le auto più lente e ha significato che i soliti primi tre si allontanassero più velocemente.

Solo quattro volte in 17 gare ha concluso fra i primi quattro, con i due podi nel caotico Gran Premio di Toscana e dopo il ritiro di Perez in Bahrain. Nelle due gare in cui la Mercedesnon ha vinto e Verstappen si è ritirato - Monza e Sakhir - è stato rispettivamente quindicesimo dopo contatti con Pierre Gasly e Romain Grosjean, e sesto dopo le qualifiche.

Albon sente “le cose stavano andando meglio” verso la fine del 2020, “ma ovviamente, era un po’ troppo tardi” per salvare il suo posto. Le statistiche lo sostengono, ha terminato una gara in top 5 (il podio al Mugello) tra il GP di Spagna di metà agosto e la prima gara del Bahrain di fine novembre, con il suo secondo podio. Ma lì, aveva bisogno del ritiro di Perez per salire più in alto del quarto posto, dove aveva preso la sua prima bandiera a scacchi della stagione nella gara della Stiria.

“Penso che la mia migliore gara dell'anno sia stata quella di Abu Dhabi di fine stagione – spiega Albon – Dimostra solo che ho sentito che sto migliorando”.

L'evento di Abu Dhabi fornisce un interessante caso di studio delle difficoltà di Albon nel 2020. Ha finito quarto e non è stato lontano dall'insidiare Hamilton nelle fasi finali - ma due problemi regolari erano ancora evidenti. In primo luogo, si era qualificato quarto dietro la McLaren più lenta di Norris - dovendo combattere all'inizio della gara. Ma la vera differenza schiacciante era che Verstappen ha poi vinto dalla pole.

Tutto l'anno Verstappen sembrava più comodo in quello che era un pacchetto molto aggressivo. Mentre l’olandese stava gestendo la problematica RB16 proprio come voleva sulla pista di Yas Marina, nella prima sessione di prove libere di Abu Dhabi, Albon si era reso protagonista di un testacoda alla terza chicane, perdendo il posteriore all'improvviso proprio come successo a Imola, dopo che la Safety Car aveva liberato il gruppo.

In questo momento nel 2021, è abbastanza chiaro quale sia il ruolo attuale di Albon per la Red Bull.

La squadra lo ha fatto lavorare duramente al suo simulatore prima dei test pre-stagionali per sviluppare la RB16B dove consentito e deve mantenere la sua forma fisica per essere pronto a sostituire un eventuale pilota in Red Bull o AlphaTauri. Inoltre, disputerà una stagione DTM part-time con una Ferrari 488 GT3 gestita da AF Corse, il che significa partecipare a cinque eventi che attualmente non hanno concomitanze con il calendario 2021 della Formula 1.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16, Alex Albon, Red Bull Racing RB16

Max Verstappen, Red Bull Racing RB16, Alex Albon, Red Bull Racing RB16

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Il primo compito su quella lista è significativo, in quanto i problemi della Red Bull nel 2020 hanno giocato un ruolo importante nelle difficoltà di Albon. Ma aiutare la squadra a risolvere questi problemi sarà un ruolo cruciale nei prossimi mesi.

“Una parte di me sa per certo che se avessi potuto essere più a mio agio con la RB16, le prestazioni sarebbero state molto più forti”, dice il 24enne riferendosi ai punti deboli che deve affrontare se cerca di guadagnarsi un sedile nel 2022. Albon sottolinea inoltre che non avere particolare esperienza possa essere stato un fattore chiave nei risultati del 2020.

Questo non dovrebbe essere sottovalutato, ora è bloccato sulle 38 partenze, mentre il pilota meno esperto tra Red Bull e Mercedes nel 2021 è Verstappen su 119.

Vale la pena considerare se Albon avesse potuto giocare questa carta con più forza nel 2020. Dopo tutto, quando ha fatto il suo passaggio shock dalla preparazione del debutto in Formula E a fare il suo esordio in Formula 1 nel 2019, la squadra DAMS, con cui aveva conquistato il terzo posto nel campionato di Formula 2 del 2018 (ed era impostato per unirsi al suo set-up Nissan e.dams FE), ha sentito che avrebbe dovuto essere più politico per prosperare nell'ambiente notoriamente spietato della Red Bull. Ma ora è senza un sedile, questi punti sono sempre più difficili da premere ...

Tuttavia, questo pilota è stato abbandonato da due programmi junior di Formula 1 (Red Bull nel 2012 e Lotus dopo il 2015), ha gareggiato per i titoli con il suo proseguimento di carriera tutt’altro che garantito, e ha anche conquistato un podio tre settimane dopo essersi rotto la clavicola in una macchina senza servosterzo (Red Bull Ring F2 sprint race). La sua genialità è nascosta, ma questo non significa che non sia tosto.

Tutto quello che Albon può fare ora è eccellere nel suo ruolo attuale e poi guardare altrove se deve (si è attenuto al copione, dato che nella chiamata zoom si è definito sotto “contratto con Red Bull”, ma ha suggerito che “dalla pausa estiva, si capisce come le cose stiano andando” per l'anno successivo).

“Da parte mia, non posso controllare i risultati al di fuori di me stesso – dice riferendosi a ciò che la Red Bull ha bisogno di vedere per richiamarlo – Quindi, si tratterà solo di essere al 100% nel mio lavoro qui, ovvero essere pilota di riserva e aiutarli con la macchina di quest'anno, oltre ad aiutarli con la macchina del prossimo anno. Faccio solo la mia parte”.

“Non c'è nessuna guida effettiva a meno che non succeda qualcosa. Ho il lavoro nel DTM, che farò al meglio delle mie capacità, e in più la squadra sa di cosa sono capace. Siamo sinceri, si sarebbero sbarazzati di me se non avessero creduto in me. Quindi, da parte mia so che hanno ancora fiducia in me, hanno ancora fiducia in quello che posso fare. Dobbiamo solo vedere come vanno le cose durante quest’anno”.

Il compito di Albon come ultimo pilota in cerca di riscatto alla Red Bull (queste storie si stanno davvero accumulando) è ben definito: essere il miglior pilota di riserva/simulatore che può, e brillare quando corre nel DTM.

Ma, anche se riuscisse in questi obiettivi, la conclusione positiva storia è resa più difficile se tutti e quattro i piloti Red Bull e AlphaTauri andranno forte nel 2021. La decisione di andare via presa da Daniel Ricciardo ha impostato la Red Bull sul suo attuale percorso di piloti nel 2018, ma forse un’uscita simile è ciò di cui Albon avrà bisogno.

Alex Albon, Red Bull Racing, in a Press Conference

Alex Albon, Red Bull Racing, in a Press Conference

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

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