Clamoroso Red Bull: non ha mai guidato una F1, ma ha fatto l'assetto di Max
Rudy Van Buren, olandese di 33 anni, campione di e-Sport e amico di Verstappen, è stato il collaudatore che nella notte fra venerdì e sabato ha deliberato al simulatore l'assetto della RB21 che ha conquistato la pole e la vittoria nel GP del Giappone. La particolarità: non ha mai guidato dal vero una monoposto di Milton Keynes.
Rudy van Buren, Red Bull F1 Simulator Test e Development Driver
Foto di: Red Bull Racing
Al termine del trionfale weekend di Suzuka, Christian Horner ha celebrato l’incredibile performance di Max Verstappen. Allo stesso tempo il team principal della Red Bull ha reso omaggio al lavoro fatto dai tecnici della squadra dopo i disastrosi riscontri emersi al termine delle due sessioni di prove libere di venerdì. “Abbiamo letteralmente ribaltato la macchina”, ha commentato Horner, un lungo lavoro iniziato nel tardo pomeriggio giapponese e concluso nella piena notte europea di Milton Keynes. L’attività al simulatore si è rivelata cruciale, e c’è un retroscena curioso legato proprio a chi ha trascorso molte ore provando le variazioni d’assetto nel mondo virtuale.
Da due stagioni la Red Bull ha inserito nel gruppo di piloti che si alternano al simulatore Rudy Van Buren, un nome quasi sconosciuto tra coloro che seguono il vivaio dei giovani da cui solitamente la squadra attinge per l’attività a Milton Keynes.
Max Verstappen, Red Bull Racing, taglia il traguardo vincente del GP del Giappone
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
Lo "sconosciuto" non appare in nessuna categoria propedeutica e all’anagrafe risulta nato nel 1992, facendo crescere ancora di più la curiosità in merito al pilota che ha dato l’okay finale sul setup che sabato mattina è stato portato sulle monoposto di Verstappen e Tsunoda.
Olandese, trentatré anni, Van Buren ha avuto un’esperienza in karting che non gli ha consentito di trovare grandi opportunità, gettandosi a partire dal 2007 nel mondo delle gare virtuali. Un pioniere del settore, cresciuto anno dopo anno fino a diventare uno dei riferimenti mondiali di un settore che ha vissuto (e continua a vivere) un grande boom globale.
Van Buren da qualche anno è entrato nel team Redline, la squadra e-Sport di Verstappen, nei fine settimana in cui Max disputa gare di durata virtuali organizzate da iRacing e Rudy è uno dei suoi compagni di squadra. E proprio Verstappen è stato tra coloro che spinto la sua candidatura per il ruolo di pilota simulatore in Red Bull, sia per lo sviluppo del software che per il lavoro di messa a punto durante i weekend di gara.
“Rudy, così come alcuni altri piloti che provengono dal mondo dei simulatori, ha una grande sensibilità, dalla regolazione più piccola alla più folle – ha commentato lo scorso anno Verstappen - lui prova praticamente tutto. Anche quando vado al simulatore per alcune sessioni, Rudy fa il lavoro di preparazione e devo dire che tutto è già praticamente impostato, posso dedicarmi ai dettagli”. La fiducia di Max nel suo connazionale, nonché compagno di squadra, è totale.
Rudy van Buren, con la Porsche 911 nella Supercup
Foto di: Porsche Motorsport
Van Buren ha conquistato diversi campionati mondiali esport, riuscendo ad imporsi anche in una competizione organizzata dalla McLaren (con in palio un’esperienza al simulatore F1 del team) che ha visto partecipare 30.000 candidati. La notorietà nel mondo delle gare virtuali gli ha assicurato anche degli inviti a partecipare a competizioni reali, come la Race of Champions 2018, la Porsche Carrera Cup Deutschland e la Porsche Supercup.
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