Chiesta la revoca di Dell'Orto da presidente della SIAS

Il 27 aprile il consiglio della SIAS che gestisce Monza farà decadere l'attuale vertice, mentre il sindaco Scanagatti ha la certezza che ci sarà il rinnovo del GP d'Italia. Scala e Bendinelli due nomi per il CDA, ma mancano i soldi. Imola resta...

Ci siamo. Monza si prepara a voltare pagina. Mercoledì 27 aprile l’assemblea dei soci della SIAS presenterà la richiesta di revoca per giusta causa del Presidente ed Amministratore Delegato, Andrea Dell’Orto. La voce gira da tempo anche fuori dagli ambienti monzesi, ma ormai il disegno è chiaro. L’obiettivo è formare un nuovo gruppo dirigente in grado di garantire all’Autodromo Nazionale di Monza la possibilità di dialogare con Bernie Ecclestone al fine di garantire il rinnovo del contratto quinquennale con la Formula One Management.

Siamo arrivati alla fine di una storia stucchevole che ha tenuto sul rasoio Monza e il Gp d’Italia? A sentire la dichiarazione del Sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, rilasciata all’ANSA a margine dell'inaugurazione della mostra Road to (R)evolution organizzata dal mensile Quattroruote, nell'ambito dei festeggiamenti dei 60 anni della rivista, verrebbe da dire di sì:

“Quello del 2016 a Monza sicuramente non sarà l'ultimo GP di Formula 1, la mia certezza è incrollabile".

"Nel 2016 scade il contratto con la FOM, c'è in atto una negoziazione che sta durando da tempo - ha detto Scanagatti -. Io dico che ho la certezza che ci sarà il rinnovo perché da appassionato di F.1 non concepisco un Mondiale senza Monza che insieme a Montecarlo e Silverstone è uno dei circuiti che consentono poi di proporre gare in circuiti emergenti".

"Come tutte le negoziazioni - ha concluso il Sindaco - c'è un tatticismo che viene messo in campo da chi deve trattare, se però l'interesse è quello generale della F.1, credo che una soluzione si troverà. Non vedo un futuro per la F.1 senza la presenza a Monza. Credo che il risultato alla fine si otterrà".

Ivan Capelli e Enrico Redaelli, rispettivamente presidente dell’AC Milano e membro del CDA dell’AC meneghino, si sono già dimessi un paio di settimane fa con l’obiettivo di far decadere l’attuale vertice che, invece, ha provveduto subito alla sostituzione con altri consiglieri. L’azionista di riferimento ora chiede la testa del Presidente e la sua uscita farà decadere il consiglio.

Dopo tante parole al vento, pare si sia giunti al dunque. Ma la SIAS ha le casse vuote sia che a capo ci sia Andrea Dell’Orto sia che venga nominato qualunque altro manager, perché a dispetto di quanto va dicendo l’attuale presidente SIAS, ci sono i margini per organizzare il Gp d’Italia 2016, ma non quello successivo, vale a dire il primo del nuovo contratto.

Il 27 aprile potrebbero essere coinvolti Alfredo Scala, attuale responsabile di Vallelunga, e l’avvocato Federico Bendinelli, personaggio cardine che gode della fiducia di Bernie Ecclestone. Il regista, ovviamente, resta Angelo Sticchi Damiani, presidente di ACI Italia, uomo che ha avuto il mandato di chiudere la trattativa con la FOM su mandato del premier, Matteo Renzi e del presidente del CONI, Giovanni Malagò.

Non deve stupire, quindi, se l’alternanza con Imola della quale parliamo da mesi, sia la soluzione più concreta perché il GP d’Italia non si incagli già nel 2017, lasciando poi all’Enzo e Dino Ferrari l’opportunità di gestire il GP d’Europa in rotazione con Baku (l’Azerbaijan ha finito i suoi soldi ancora prima di completare il tracciato per la prima edizione del nuovo GP).

Imola può avere le risorse per dare continuità alla F.1 nel nostro Paese, dando la possibilità a chi avrà in mano le chiavi dell'autodromo di rimettere in linea la SIAS, ma si deve decidere in fretta perché non si avrà più il tempo per effettuare i lavori indispensabili a rendere l’impianto adeguato ad ospitare il Circus. E la pazienza di Mister E comincia a vacillare sul serio…

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Campionati Formula 1
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