Camilleri: "Il talento e la creatività Ferrari non sono mai riconosciuti"

L'amministratore delegato del Cavallino punge sui sospetti degli avversari sulla power unit Rossa. Conferma anche la fiducia intatta nei confronti di Binotto, perché crede che la stabilità sia la chiave per costruire un ciclo vincente.

Camilleri: "Il talento e la creatività Ferrari non sono mai riconosciuti"

I modi estremamente gentili, così come il sorriso più o meno di circostanza ed il basso tono di voce, non devono trarre in inganno. Louis Camilleri è un manager di grande esperienza, sa come si naviga in acque tranquille e come sbarcare il lunario nei giorni meno semplici, ed è praticamente impossibile coglierlo in contropiede. La tradizionale cena di Natale a Maranello, un incontro che si svolge con una ventina di giornalisti, è stata una ricorrenza importante per Camilleri. 

L’amministratore delegato della Ferrari ha detto molto, come mai in precedenza aveva fatto in presenza dei media, a volte senza troppi giri di parole: un secco ‘si’ o ‘no’ che non lascia spazio ad interpretazioni. Ha diviso la scena con Mattia Binotto nel reparto ‘Tailor Made’ della Ferrari, una location in cui i facoltosi clienti del Cavallino personalizzano il loro acquisto.  

“Questo edificio è stato aperto nel settembre del 2018 – ha attaccato Camilleri - ed ospita tutti i designer, che qui creano ogni auto che esce da questa azienda e che entusiasma il mondo ed i consumatori. Avete potuto ammirare l’ultima nostra creatura, la Ferrari Roma, un nome molto italiano. È inoltre presente anche la SF90 Stradale e, come dice il nome, è la sorella piccola della vettura alla sua destra. Molta della tecnologia della monoposto di Formula 1 è stata trasferita ed adattata a questa macchina. Per darvi un senso, è la nostra prima macchina ibrida, ce ne sono una quindicina. In termini di software, ce n’è più in questa macchina che in un Airbus A350!”.

“Le cose in Ferrari stanno andando bene, abbiamo annunciato un anno relativamente record in termini di fatturato e di profitto. Questo è importante perché le macchine generano i profitti per pagare la squadra di Mattia! Scherzi a parte, l’azienda sta andando estremamente bene e questo viene sottolineato dal prezzo delle azioni. Ma ora passiamo alla Formula 1”.

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Piena fiducia a Binotto e alla Formula 1

“Voglio sottolineare la favolosa organizzazione guidata da Mattia, ho piena fiducia nelle sue qualità da leader, è capace, e devo dire che mi diverto molto a lavorare con lui, ha un talento incredibile. Tuttavia siamo in una nuova organizzazione, non tanto in termini di età, ma di nuovi ruoli e mansioni. Gli errori possono capitare quando si fa un nuovo lavoro, perché si inizia a scalare una montagna”. 

“Sicuramente nella stagione appena conclusa ce ne sono stati un po’, ma si può vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Secondo me è molto più che mezzo pieno, perché credo che la stagione si sia evoluta ed i mesi lo hanno dimostrato. Mattia ed il suo team si sono concentrati sui problemi che abbiamo avuto e pian piano li hanno affrontati. Il gap che avevamo è migliorato visibilmente e dopo l’estate si è visto chiaramente che siamo andati molto meglio”.

“Come azienda, siamo pronti ad investire in Formula 1. Credo che in passato non abbiamo investito abbastanza in termini di infrastrutture ma se oggi fate un giro qui intorno vedrete un bel numero di gru nel luogo in cui stiamo costruendo il nuovo simulatore. Quindi, con una visione a lungo termine, siamo appassionati e vogliamo vincere, ma non entriamo nel panico”. 

La stabilità essenziale per crescere

“Credo che abbiamo le giuste risorse di talento, abbiamo bisogno di stabilità. Se pensiamo ai grandi team che hanno brillato in Formula 1, ci sono stati tanti periodi: prima McLaren, poi Ferrari, Red Bull ed ora le Frecce d’Argento. Tutti momenti diversi, con regolamenti differenti. Ma una cosa che avevano tutti in comune era la stabilità dell’organizzazione. La leadership ha promosso innovazione e creatività e queste vengono alimentate quando le persone lavorano a proprio agio”.

“Ovviamente bisogna avere degli standard alti ed un pizzico di pressione. Ma qui in Ferrari la pressione non manca mai e non c’è bisogno di aggiungerne, sia dall’interno sia dall’esterno. Sono incoraggiato dai progressi fatti ma c’è anche della delusione, perché in alcune occasioni sono stati commessi degli errori che sicuramente ci hanno condizionati e potevano essere evitati. Ma si impara molto più dagli errori che da una cosa che fila liscia. Credo che abbiamo appreso molto e cerchiamo la perfezione in qualsiasi cosa facciamo”. 

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Vettel e Leclerc? Non sono amici, ma si rispettano

“Si è scritto e si è parlato molto sulle ipotetiche tensioni tra i due piloti. Il primo punto è che in realtà, a porte chiuse, c’è un rispetto reciproco. Non direi che sono amici, ma si trovano bene, scherzano e sembrano essere a proprio agio l’uno con l’altro. Charles è il primo ad ammettere di aver imparato molto da Seb, quindi c’è rispetto. Mattia ha affermato più volte che entrambi sono molto competitivi, ed è giusto che sia così”.

“Per Seb è stato un anno difficile, non è soddisfatto, come tutti noi, delle sue performance, credo che abbia avuto più problemi con la monoposto rispetto a Charles. Ha commesso un certo numero di errori ed è stato sfortunato. Comunque è ancora al centro del team”.

L’exploit di Leclerc è l’evento dell’anno per la Ferrari

“Le performance incredibili di Charles sono state l’evento più notevole della stagione e non è solo questione di talento del pilota, ad iniziare da come si è perfettamente integrato nel team in tempi molto rapidi. È fedele alla Ferrari, ha stabilito grandi relazioni con gli ingegneri e con tutta la squadra e questo per me è un gran segnale per il futuro”.

“Ovviamente adesso si parla ancora di quanto accaduto in Brasile, e non sono meravigliato. A volte la natura umana richiede una crisi per rimettersi sul binario giusto, ed i piloti hanno capito chiaramente che la Ferrari viene prima ed i piloti dopo. Spero che con questa crisi si siano risolti alcuni dei problemi. È chiaro che questi due ragazzi sono difficili da gestire, ma ho piena fiducia in Mattia, so che sarà in grado di farlo”.

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Integrità...e pregiudizi

“Siamo Ferrari, siamo una società quotata e l’integrità e la disciplina sono i nostri valori principali. Non faremmo mai nulla che andrà contro questi principi, perché ci danneggerebbe oltre al fatto che andrebbe contro un valore che ci accomuna. Credo che sia importante il fatto che tutti siano molto concentrati. Ma vedo che ogni volta che la Ferrari riesce a fare qualcosa un po’ meglio degli avversari, c’è sempre qualcosa di sbagliato e non è mai riconosciuto il talento o la creatività. Questo è un po’ frustrante”. 

Il budget cap valorizzerà i nostri talenti

“Credo che abbiamo avuto un ruolo importante nella definizione delle varie regole, alcune delle quali non sono ancora finalizzate, perché c’è ancora molto lavoro da fare. Penso che il budget cap abbia una grande importanza, e in futuro sarà ampliato favorendo la sostenibilità economica della Formula 1 e valorizzando le aziende più creative per ogni euro speso. Dal mio punto di vista, noi in quanto Ferrari, potremmo trarre un vantaggio competitivo, valorizzando il talento e la creatività che ci contraddistinguono”. 

“Ferrari è anche una scuola di talenti e credo che sia un aspetto spesso ignorato. Abbiamo delle persone fantastiche che non sono sotto i riflettori, ma sono davvero meravigliose. La chiave è la cultura che permette loro di esprimersi al massimo delle loro capacità, credo che questa sia uno dei contributi maggiori che Mattia sta portando al team”.

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