Budget cap F1: ecco chi deve tagliare e chi invece no

Cinque squadre su dieci devono ridurre i costi per stare nel limite fissato di 145 milioni di dollari. Per rientrare nelle spese Mercedes, Ferrari, Red Bull Racing, McLaren e Renault dovranno anche procedere a un taglio degli organici. Andiamo a scoprire quali sono le aree di risparmio e quali sono invece le eccezioni ammesse dal regolamento finanziario della FIA che viene introdtto quest'anno per la prima volta.

Budget cap F1: ecco chi deve tagliare e chi invece no

Dal 4 gennaio, data in cui nelle sedi dei team di Formula 1 sono riprese le attività lavorative, le squadre sono ufficialmente entrate nell’era budget cap. Ogni spesa dovrà essere attentamente valutata per non rischiare di superare il limite di 145 milioni di dollari (118 milioni di euro) fissati dal regolamento FIA come tetto massimo di spesa per affrontare e completare un campionato Mondiale di Formula 1.

Si tratta di un passaggio storico per la Formula 1, che mai in precedenza aveva adottato un sistema di regolamentazione delle spese, ma è una rivoluzione che toccherà meno della metà delle squadre presenti sulla griglia di partenza.

Il budget cap avrà un impatto notevole solo su una parte delle squadre, rispettando il suo scopo di base, ovvero limitare il divario di spesa tra i team presenti nel Mondiale, nella speranza che questo comporti anche una diminuzione del gap prestazionale visto negli ultimi anni.

Per cinque squadre il budget cap è trasparente

Ma quali sono i team che sono stati costretti a rivedere completamente gli organigrammi e i programmi di lavoro? Le squadre interessate, anche se in modo meno impattante a seconda dei casi, sono cinque: Mercedes, Red Bull, Ferrari, McLaren e Renault.

Una delle prime voci esaminate da chi ha dovuto rianalizzare tutte le spese è stata quella relativa al personale. Le stime sugli organici valutate negli ultimi due anni indicano Ferrari e Mercedes come i team con più dipendenti in assoluto (950) seguite Red Bull (860), e a seguire McLaren (760) e Renault (625). Ovviamente non è il numero in sé ad essere la variabile interessata, ma il costo complessivo della voce ‘personale’.

I tre top-team stanno provvedendo ad una ridefinizione degli organici (si sussurra una riduzione di circa 150/200 persone) un taglio che non ha risparmiato anche figure d’esperienza che sono state dirottate in altri programmi a causa di retribuzioni medio-alte.

Giunge voce anche di tagli effettuati da McLaren (che per motivi interni legati ad una riduzione di budget aveva già ridotto il personale un anno fa) e Renault, ma si tratta di un gruppo minore di persone, da 50 a 80. Come previsto dal regolamento, dal calcolo di spesa sono estranei gli stipendi dei tre top-manager di ogni squadra (ovvero i tre stipendi più elevati) e i costi logistici.

Bisogna saper spendere

Tutto invece prosegue senza alcun cambiamento nel gruppo di squadre cha hanno operato fino al 2020 con budget che non hanno mai raggiunto il limite fissato dal budget cap.

Quando lo scorso anno fu approvato definitivamente il regolamento che fissava dei limiti di spesa, alcuni team sorrisero non solo a causa delle limitazioni a cui saranno sottoposte le squadre di vertice, ma anche per la consapevolezza delle difficoltà che si incontrano quando bisogna identificare le aree più proficue (in termini di performance) su cui investire.

“È un esercizio che conosciamo molto bene – sottolineò il team principal della Racing Point, Otmar Szafnauer – e credo che non sia proprio semplice capire dove vale la pena investire. Da parte nostra veniamo da tanti anni in cui per noi il limite non era imposto dal regolamento, ma dal budget che avevamo a disposizione, ma di fatto l’obiettivo era lo stesso: identificare le aree in cui l’investimento garantisce il maggior guadagno”.

Per Aston Martin, Alpha Tauri, Haas, Williams e Alfa Romeo il budget cap non ha comportato alcuna variazione, e proseguiranno con il solito sistema di lavoro. Non è da escludere che Aston Martin possa arrivare a disporre di un budget superiore rispetto al passato, ma si tratterà di valutare dove e come investire, e non di tagliare attività già presenti in azienda.

Attenzione alle (numerose) eccezioni

Non bisogna però confondere il limite di budget con quanto effettivamente spenderanno complessivamente le squadre nel Mondiale 2021. I top team metteranno comunque a bilancio una cifra che arriverà a circa 250 milioni, a causa dei costi non vincolati dal regolamento, e queste voci non sono certo poche.

Oltre ai salari dei tre top manager e ai costi logistici (citati in precedenza) ci sono gli stipendi dei piloti, i costi delle power unit, le spese di marketing, i costi di gestione delle sedi e la loro manutenzione (inclusi ampliamenti), i costi legali (incluse eventuali penali per rotture contrattuali con un limite di 6 milioni), i leasing, il pagamento delle superlicenze (incluse le multe) ed anche i bonus di fine anno, con il limite del 20% sulle retribuzioni annuali.

Come sempre accade in Formula 1 (di solito sul fronte tecnico) sarà interessante valutare l’andamento della stagione 2021 per capire se anche nel regolamento finanziario ci sarà qualcuno in grado di identificare un’area grigia.

Sulla carta sembra tutto chiaro e dettagliato, ma guai a sottovalutare le capacità di interpretazione di chi lavora in Formula 1, soprattutto quando ci sono molte eccezioni non soggette a vincoli. Ma i migliori ‘guardiani’, come sempre, più che il personale FIA saranno gli avversari.

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