Binotto: "Sviluppo non adeguato e motore depotenziato"

Il team proncipal della Scuderia dopo aver goduto del secondo posto raggiunto sia nel mondiale Costruttori che in quello piloti, analizza quali sono stati i problemi che hanno condizionato la rossa nel corso della stagione. L'ingegnere reggiano ammette che "...si poteva fare uno sviluppo migliore della monoposto" e non ha più nascosto che le power unit hanno perso potenza per salvaguardare l'affidabilità.

Binotto: "Sviluppo non adeguato e motore depotenziato"
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Max Verstappen ha chiuso il mondiale 2022 con 146 punti di vantaggio su Charles Leclerc. Nella classifica Costruttori la Red Bull dopo 22 Gran Premi ha concluso con 205 punti di margine sulla Ferrari.

Al giro di boa stagionale (dopo il weekend di Spielberg) la differenza tra il leader della classifica piloti Verstappen e il primo degli inseguitori (Leclerc) era di 38 lunghezze, mentre nella classifica Costruttori il ‘gap’ tra Red Bull e Ferrari era di 56 punti.

Nella seconda metà di stagione i valori in campo sono cambiati: la Red Bull ha conquistato 400 punti, contri i 251 della Scuderia, sulla stessa linea il gap tra Verstappen e Leclerc, 108 punti.

La Scuderia Ferrari posa per la foto ricordo ad Abu Dhabi

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Photo by: Ferrari

I numeri confermano un drastico cambio di gerarchie tra la prima e la seconda metà di stagione, determinato da diversi motivi che nella serata di ieri sono stati confermati da Mattia Binotto.
“In termini di sviluppo della monoposto credo che la Red Bull avesse un percorso molto chiaro – ha chiarito il team principal della Scuderia - ovvero ridurre il peso della vettura, sapevano su cosa puntare per ottenere prestazioni dalla macchina. Per noi è stato più complicato, perché i miglioramenti sono stati legati per lo più agli sviluppi aerodinamici".

"Riguardando la stagione, lo sviluppo che abbiamo fatto non è stato sufficiente, ci siamo fermati molto presto e non solo per scelta, ma anche per ragioni di spesa. Ci sono alcuni aspetti che dobbiamo rivedere”.

“La domanda è: abbiamo fatto la scelta giusta fermandoci così presto considerando le priorità della stagione 2022 e della prossima? Non lo so – ha proseguito Binotto - penso che solo il 2023 potrà dirci se sia stata corretta o meno. Forse avremmo potuto fare uno sviluppo migliore della monoposto, è qualcosa che dovremo rivedere. Ma principalmente (il cambio di gerarchie) è stato determinato dalla Red Bull che aveva davanti a sé un percorso chiaro, ovvero la riduzione del peso, credo che sia stato più semplice per loro estrarre le prestazioni dalla macchina”.

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Photo by: Giorgio Piola

Un altro dei fronti sul quale a Maranello si lavora in vista della prossima stagione è l’affidabilità della power unit. Un elemento cruciale, poiché dopo un avvio di 2022 in cui il motore è sembrato un’arma in più a disposizione di Leclerc e Sainz, sono sopraggiunti imprevisti che hanno determinato degli ‘zeri’ (Leclerc in Spagna, Sainz in Austria ed entrambi a Baku). Ma non è stata solo una questione di ritiri in gara.
“Abbiamo dovuto abbassare leggermente la potenza, dovevamo farlo”, ha ammesso Binotto, confermando che in vista di una soluzione definitiva che vedremo il prossimo anno, a Maranello per non correre rischi hanno dovuto rinunciare a qualche cavallo.

“L’affidabilità è la priorità assoluta – ha ribadito Binotto riassumendo i punti emersi nella stagione appena conclusa – per vincere devi essere affidabile, e quest’anno non è stato sempre così. Poi ovviamente per imporsi serve una monoposto veloce, e noi veloci lo siamo stati in qualifica ma non sempre in gara, a volte a causa del degrado degli pneumatici in altre per mancanza di puro passo".

"Questi sono i due aspetti fondamentali su cui lavorare, perché se hai una macchina veloce e affidabile, allora si può anche commettere qualche errore sulle strategie o sui pitstop, ma si possono sempre compensare attraverso la performance e l’affidabilità. Quindi sappiamo su cosa dobbiamo impegnarci”.

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