Binotto: lo vogliono Renault e Mercedes, ma il dt vuole restare alla Ferrari?

condivisioni
commenti
Binotto: lo vogliono Renault e Mercedes, ma il dt vuole restare alla Ferrari?
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes
23 ott 2018, 10:05

Non appena si sono sparse le voci di una dualismo fra Arrivabene e Binotto, al direttore tecnico del Cavallino sono arrivate due offerte da Renault e Mercedes. Mattia preferirebbe completare l'opera avviata, contribuendo a portare la Ferrari a vincere il mondiale 2019.

Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari e Mattia Binotto, Chief Technical Officer Ferrari
Bandiera Ferrari e bandiere italiane, nel parco chiuso
Il vincitore della gara Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, festeggia nel parco chiuso
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H e Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14, si scontrano nel primo giro
Il team Ferrari festeggia mentre Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, 1° classificato, arriva nel parco chiuso
Ferrari SF71H bargeboard, GP degli Stati Uniti
Ferrari SF71H, ala posteriore
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, in pit lane durante le prove
Ferrari SF71H: la sezione del fondo vicino alla ruota posteriore con le mini paratie anti-marbles

Mattia Binotto è un pezzo pregiatissimo del mercato degli ingegneri. Non appena si sono sparse le voci di un possibile dualismo fra Maurizio Arrivabene e il direttore tecnico del Cavallino, sono partite le offerte di almeno due team per assicurarsi l’ingegnere reggiano svizzero di nascita.

La Ferrari SF71H ha dimostrato di essere una monoposto capace di rivaleggiare con la Mercedes, squadra che sta dominando l’era della F1 ibrida dal suo debutto nel 2014: anzi, la Rossa ha lungamente dato la sensazione di essere superiore alla freccia d’argento, costringendo la squadra di Brackley a spendere una trentina di milioni concessi in extra budget per cercare una pronta reazione.

A Maranello hanno sbagliato lo sviluppo di Singapore, che poi si è riverberato anche su Sochi, mentre in Giappone sono stati gli errori del muretto in qualifica e di Vettel in gara a nascondere il potenziale della Rossa che è tornato prepotentemente alla ribalta ad Austin con il cristallino successo di Kimi Raikkonen.

Nel frattempo il team principal del Cavallino, che ha firmato il rinnovo del contratto da direttore della Scuderia Ferrari, si è premurato di spegnere le voci sui dissidi interni, mettendo in rilievo che “…le discussioni portano a delle soluzioni dei problemi, mentre io temo i silenzi”.

Come dire che il sodalizio con Mattia Binotto può continuare, anche se l’azione di Renault e anche Mercedes si sta facendo pressante. Il ferrarista sarebbe accolto come una sorta di… Messia soprattutto a Viry Chatillon, sede dove la Renault produce i motori di F1.

La Casa transalpina, che quest’anno ha vinto comunque tre GP con la Red Bull Racing, è continuamente attaccata dai “bibitari” per la mancanza di potenza della power unit, tanto che Helmut Marko dà per scontato il sorpasso della Honda sull’unità francese non appena sarà montata sul telaio di Adrian Newey.

L’arrivo di Binotto, quindi, che è nato motorista sarebbe provvidenziale: tutti i guai che assillano il motore Renault (cuscinetti del turbo e MGU-K) l’ingegnere della Ferrari li ha già risolti e il suo innesto potrebbe accelerare una crescita terribilmente lenta nonostante l’ottimismo sempre mostrato da Cyril Abiteboul.

Con l’ingaggio di Daniel Ricciardo la Renault è attesa a un salto di qualità: il presidente Carlos Ghosn si aspetta che arrivi la prima vittoria nel 2019.

È indubbio che il passaggio alla Renault sarebbe un salto indietro per Mattia, ma potrebbe essere ben pagato. Certamente lo scenario della Stella potrebbe essere molto più allettante perché Binotto potrebbe essere chiamato a Brixworth, dove c’è la sede di Mercedes AMG High Performance Powertrains Ltd.

I vertici Mercedes temono che l’attuale filone di ricerca sul motore che ha regalato un titolo mondiale dopo l’altro possa essere arrivato alla fine e sia necessario avviare una nuova fase: come a Brackley stanno gestendo la transizione della graduale uscita di Aldo Costa che ha chiesto di essere meno coinvolto dal prossimo anno, così nell’area dove si studiano le power unit potrebbe esserci il bisogno di una ventata di freschezza, anche se il ruolo di Andy Cowell non è mai stato messo in discussione.

A Mattia Binotto non piace l’idea di lasciare il Reparto Corse: sarebbe disposto a uscire da Maranello solo se la situazione dovesse degenerare, ma l’ambizione che lo anima lo spinge a restare nella convinzione che la Ferrari è ormai una squadra matura per raggiungere l’obiettivo iridato.

Si dice che Piero Ferrari sia uscito allo scoperto e abbia auspicato con il presidente John Elkann che la Gestione Sportiva possa completare l’opera di aggancio alla Mercedes contando sulla piena continuità della gestione tecnica.

Il successo di Kimi Raikkonen ad Austin è stato un grande corroborante per la squadra che sembra concentratissima a ridare morale e mordente anche a Sebastian Vettel. Il tedesco ha bisogno come l’aria di una vittoria che spazzi via un momento negativo che lo ha portato a commettere una serie di errori, davvero inspiegabili per una pilota quattro volte campione del mondo.

E a Maranello si augurano che, con una Mercedes parsa in difficoltà negli Usa dopo essere stata costretta a chiudere i fori nei mozzi posteriori, la… resurrezione del tedesco possa avvenire già domenica in Messico, rasserenando un ambiente che porterebbe Mattia Binotto a dire no grazie alle due offerte…

Prossimo Articolo
La Ferrari come Iron Man: Valerio Schiti della Marvel firma la Cover Art di Austin

Articolo precedente

La Ferrari come Iron Man: Valerio Schiti della Marvel firma la Cover Art di Austin

Prossimo Articolo

Brawn: "Vettel? Quando fai così tanti errori non può più essere una coincidenza"

Brawn: "Vettel? Quando fai così tanti errori non può più essere una coincidenza"
Carica commenti