Binotto ammette la resa Ferrari, la Rossa a Melbourne ha giocato solo per difendersi

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Binotto ammette la resa Ferrari, la Rossa a Melbourne ha giocato solo per difendersi
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17 mar 2019, 11:38

Dove è finita la SF90 che ha maramaldeggiato nei test di Barcellona? Vettel e Leclerc hanno pagato un distacco dalla Mercedes di quasi un minuto perché sull'Albert Park la Rossa non ha mai trovato un buon bilanciamento e ha cercato di limitare i danni il più possibile.

“Non è ciò che ci aspettavamo”. Inizia così il commento di Mattia Binotto sul weekend di Melbourne. Sono diversi i verdetti di Albert Park, sentenze che nel box del Cavallino sperano fortemente restino confinate in Australia diventando solo un brutto ricordo. La Ferrari non ha vinto a Melbourne, e fin qui potrebbe anche essere una battuta d’arresto accettabile. A volte ce la si gioca e non si centra l’obiettivo, ma nei 58 giri di gara completati oggi ad Albert Park, né Sebastian Vettel né Charles Leclerc hanno potuto giocare lo stesso gioco delle Mercedes. Poi c’è un’altra amara notizia, ovvero che la Ferrari è scesa dal podio per far spazio alla Red Bull di un Max Verstappen in gran forma, e questa era decisamente poco prevedibile.

In Formula 1 non si improvvisa nulla, nel bene e nel male, e se la SF90 nei test pre-campionato è stata vista come una vettura nata bene (soprattutto dagli avversari) è difficile credere che di colpo sia diventata (come a Melbourne) la terza forza in campo. Ed è questa la prima domanda che è stata posta dopo la gara a Binotto: cosa è successo?

“Sin da venerdì non abbiamo trovato il giusto bilanciamento – ha spiegato il team principal del Cavallino – abbiamo provato a lavorare sul setup senza riuscire a trovare il giusto equilibrio. Abbiamo fatto fatica ieri in qualifica, e visto che dopo si va diretti in parco chiuso, sapevamo che sarebbe stato così anche in gara. Ci è mancato grip, come ieri, e non abbiamo ancora capito i motivi, ora analizzeremo tutto e cercheremo di capire cosa è successo”.

 

La corsa delle due rosse non era poi iniziata male, con un buon spunto di Vettel ed uno slancio anche migliore di Leclerc, che alla staccata di curva 1 è sembrato nelle condizioni di poter passare il compagno.
“Sono partito bene – ha spiegato il monegasco - al punto che ero riuscito a superare Verstappen e mi sono trovato al fianco di Sebastian. Lui era alle prese con una Mercedes e non mi ha visto, per questo ho dovuto mettere due ruote sull’erba all’uscita della curva 1, e così Max è riuscito a ripassarmi”.

Se Leclerc avesse avuto di fianco una vettura dal colore non rosso (opaco) avrebbe probabilmente tenuto giù, ma rischiare un contatto fratricida all’esordio in rosso sarebbe stato imperdonabile, e Charles ha saggiamente desistito rimettendoci una posizione.

Il primo stint ha confermato un Vettel in grado di controllare l’arrembante Verstappen, ma la pressione dell’olandese (sempre sotto i due secondi da Seb) ha fatto temere al muretto box del Cavallino un possibile undercut, e appena si è aperta la finestra per un pit-stop senza traffico di rientro, la Ferrari è rientrata in pit-lane per passare alle gomme medie. Da quel momento (giro 14) la corsa di Vettel ha perso molto in incisività:
“Nel primo stint il ritmo è stato buono – ha spiegato Vettel – ma con le gomme medie le cose sono peggiorate. Non so ancora perché, ma c’era qualcosa che non andava. Non ho avuto la stessa fiducia e la stessa sensazione che avevo nel primo stint, e nelle fasi finali ho accusato anche molti problemi con le gomme”.

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La Ferrari ha probabilmente imputato alla mescola media il calo di performance di Vettel, e quando quattordici giri dopo il pit-stop di Seb è stato il turno di Leclerc, hanno deciso di provare a montare le hard. Si spiega solo così una strategia atipica (Seb ha percorso 44 giri con le medie, Leclerc 34 con la hard).

Charles ha confermato un buon ritmo, lontano dai primi ma sufficiente ad andare a riprendere Vettel, il quale però ha escluso che il problema sia stato il cambio gomme anticipato. La gestione degli pneumatici è stato un effetto, non una causa.
“Abbiamo visto che altri piloti che si sono fermati molto presto – ha voluto chiarire Vettel – e non hanno confermato un calo di performance come il mio, quindi non credo che si tratti di un problema di strategia”.

Leclerc ha raggiunto facilmente Vettel, girando tra il mezzo secondo ed il secondo più veloce, ma quando ha raggiunto la Ferrari numero 5 Charles si è accodato.
“Abbiamo deciso di mantenere le posizioni e portare le macchine al traguardo – ha confermato Binotto – non aveva senso stressare ulteriormente gli pneumatici ed abbiamo tenuto le posizioni”.

Una linea prudente che ha escluso anche la possibilità che Leclerc provasse l’assalto al giro più veloce montando gomme fresche, avendo una finestra di oltre trenta secondi su Magnussen.
“Ogni volta che si torna ai box c’è sempre un rischio – ha concluso Binotto – e per noi oggi era importante prendere punti. Questa è stata la nostra scelta”.

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Max Verstappen, Red Bull Racing RB15 sorpassa Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Max Verstappen, Red Bull Racing RB15 sorpassa Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Dirk Klynsmith / Motorsport Images

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, precede Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, Sebastian Vettel, Ferrari SF90, Charles Leclerc, Ferrari SF90, Max Verstappen, Red Bull Racing RB15, ed il resto del gruppo alla prima curva

Valtteri Bottas, Mercedes AMG W10, precede Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W10, Sebastian Vettel, Ferrari SF90, Charles Leclerc, Ferrari SF90, Max Verstappen, Red Bull Racing RB15, ed il resto del gruppo alla prima curva
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF90 va largo

Charles Leclerc, Ferrari SF90 va largo
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF90

Charles Leclerc, Ferrari SF90
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari, in griglia di partenza

Sebastian Vettel, Ferrari, in griglia di partenza
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90, torna al box mentre Charles Leclerc, Ferrari SF90, si avvicina

Sebastian Vettel, Ferrari SF90, torna al box mentre Charles Leclerc, Ferrari SF90, si avvicina
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Foto di: Jerry Andre / Motorsport Images

La monoposto di Sebastian Vettel, Ferrari SF90, dopo le qualifiche

La monoposto di Sebastian Vettel, Ferrari SF90, dopo le qualifiche
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Ferrari SF90, dettaglio della sospensione anteriore

Ferrari SF90, dettaglio della sospensione anteriore
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Foto di: Giorgio Piola

Ferrari SF90 dettaglio sospensione

Ferrari SF90 dettaglio sospensione
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Foto di: Giorgio Piola

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Dirk Klynsmith / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari

Charles Leclerc, Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Joe Portlock / Motorsport Images

Charles Leclerc, Ferrari SF90

Charles Leclerc, Ferrari SF90
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Ala anteriore della Ferrari SF90

Ala anteriore della Ferrari SF90
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Personale della Ferrari a lavoro nel box

Personale della Ferrari a lavoro nel box
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Meccanici spostano un'ala anteriore per la Ferrari SF90

Meccanici spostano un'ala anteriore per la Ferrari SF90
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Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Sebastian Vettel, Ferrari SF90

Sebastian Vettel, Ferrari SF90
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Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

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