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Curiosità

All'asta a Parigi la Lola guidata da Michele Alboreto

Costruita per il campionato 1993, la vettura venduta da Artcurial è l'emblema della disastrosa stagione che spinse Giuseppe Lucchini a ritirare la Scuderia Italia dalla F1.

Lola T93/30, Scuderia Italia

Una monoposto inguidabile, simbolo di una stagione tanto fallimentare da spingere la Scuderia Italia a ritirarsi dalla Formula 1, con ben due gare d'anticipo sulla chiusura del Mondiale 1993.

È questo il passato della Lola T93/30 che Artcurial ha messo all'asta questo pomeriggio a Parigi, con una quotazione stimata tra gli 80.000 e i 120.000 euro.

Ma se vi state chiedendo perché un collezionista dovrebbe sborsare una cifra simile per una vettura che non ha vinto niente, la risposta è semplice: non sono i punti conquistati in carriera a definire il valore di una monoposto, ma la storia che ha da raccontare. E quella della Lola con telaio n° HU02 ha più di una ragione per essere narrata.

Prima e unica auto realizzata dalla Lola Racing Cars per la squadra di Giuseppe Lucchini, la T93/30 venne progettata dall'ingegner Eric Broadley per la stagione 1993; in cui i due esemplari prodotti vennero portati in pista da Michele Alboreto e dalla giovane promessa Luca Badoer, fresco vincitore del campionato di Formula 3000.

Per quanto equipaggiata con con un cambio a sei marce BMS-Hewland e con il V12 di Maranello che aveva spinto la Ferrari F92A l'anno precedente, sin dalle sue prime uscite la Lola dimostrò di faticare a tenere il passo della concorrenza, patendo problemi aerodinamici e l’assenza di aiuti elettronici alla guida.

Nel suo unico anno in Formula 1, la monoposto con telaio HU02 venne affidata alle sapienti mani di Michele Alboreto, con cui fece il suo esordio nel GP del Sudafrica del 1993, ritirandosi per problemi meccanici. Le gare successive non furono molto più esaltati e ai due 11esimi posti guadagnati nei GP del Brasile e d’Europa, seguirono cinque mancate qualificazioni e quattro ritiri, intervallati da un 16° posto in Germania e un 14° in Belgio.

Il GP del Portogallo fu l'ultima gara disputata dalla Scuderia Italia che, persa la fornitura dei motori Ferrari, ruppe il disastroso sodalizio con la Lola, per fondersi con la Minardi nel 1994.

Così, finita la sua avventura in Formula 1, con due gare d'anticipo, la Lola #21 con livrea bianca e arancione griffata Chesterfield, venne privata del motore, smontata e messa da parte.

Ed è proprio qui che sta una delle caratteristiche più speciali della Lola venduta da Artcurial: pur priva del V12 Ferrari, la monoposto si presenta nelle condizioni originali in cui concluse la sua ultima gara all'Estoril e, dotandola di un nuovo motore, sarebbe pronta per tornare in pista. Come se gli ultimi 26 anni non fossero mai passati.

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