Arrivabene: "Siamo sul podio, ma non sul gradino più alto"

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Arrivabene:
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
17 apr 2016, 15:21

Il team principal della Ferrari, Maurizio Arrivabene, è convinto che la Ferrari sia competitiva ma ancora non ha avuto l'occasione di dimostrarlo: "Quando vedi un tuo pilota che colpisce il compagno non è mai una buona notizia".

Sergio Marchionne, Presidente Ferrari e CEO di Fiat Chrysler Automobiles e Maurizio Arrivabene, Ferr
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H with a broken front wing
Maurizio Arrivabene, Ferrari Team Principal
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 with broken front wings at th
Second place Sebastian Vettel, Ferrari in parc ferme
Podium: winner Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 Team, second place Sebastian Vettel, Ferrari, third place Daniil Kvyat, Red Bull Racing
Sergio Marchionne, Ferrari President and CEO of Fiat Chrysler Automobiles watches the race
L'ala anteriore danneggiata di Kimi Raikkonen, Ferrari
Conferenza stampa: il vincitore Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 Team e il secondo Sebastian Vettel, Fe
Podium: second place Sebastian Vettel, Ferrari

Tre gare, tre sceneggiature. E per tanti e differenti motivi, la Ferrari non è ancora riuscita a completare un Gran Premio senza che la sua performance sia stata influenzata (negativamente) da imprevisti.

Così per valutare dove potrebbe spingersi la SF16-H nei confronti della Mercedes, anche in Ferrari sono costretti a valutare quanto ha pesato questo o quell’episodio.

Proiezioni che non portano punti, perché quelli si conquistano nel mondo reale, ma al momento questo è. A Maranello hanno motivo per imprecare contro una sorte che continua a cambiare veste: dalla bandiera rossa di Melbourne, al “bug” software di Vettel in Bahrain, fino alla manovra…“bug” dello stesso Seb a Shanghai.

Nel paddock c’è chi sostiene che questi inconvenienti abbiano in realtà mascherato un vantaggio concreto che la Mercedes vanta ancora intatto nel confronti della Ferrari, ma Maurizio Arrivabene non è della stessa opinione.

Iniziamo dall’incidente alla prima curva dopo il via...
“È stato uno di quegli incidenti che purtroppo fanno parte delle corse. Certo, quando vedi un tuo pilota che colpisce il compagno di squadra non è mai una buona notizia. Cosa volete che aggiunga?”.

La manovra di Kvyat è stata troppo aggressiva?
“Puntare il dito contro qualcuno non è corretto. È vero che Kvyat è entrato in curva ad una velocità notevole, ma credo che Seb o Kimi in quella circostanza avrebbero fatto lo stesso. Se si vuole difendere la propria posizione (il riferimento a Vettel) cerchi di farti spazio, ma sfortunatamente in quello spazio c’era Kimi. Queste sono le gare”.

Nelle prime tre gare di quest’anno non avete mai disputato una corsa senza imprevisti. Inizia a pesare?
“Siamo saliti sul podio ma purtroppo ancora non sul gradino più alto. Sfortuna? Diciamo che è frustrante quando accadono imprevisti e sai di avere una buona macchina, ma non ci resta che continuare a lavorare e prima o poi, spero presto, arriverà anche il gradino più alto del podio. Ripeto che secondo me la nostra macchina è buona, ed anche oggi abbiamo dimostrato una buona competitività e anche la strategia è stata perfetta. Non ci resta che voltare pagina e guardare alle prossime gare”.

Senza i problemi al via sarebbe stato possibile dare fastidio alla Mercedes di testa?
“Non voglio parlare degli avversari. Dico che oggi, in circostanze normali, avremmo avuto una chance molto buona per vincere”.

 Cosa vi ha detto il pesidente Marchionne?
“Conosce le corse automobilistiche e, naturalmente, non era felice. Come d’altronde anche io non sono felice. Ha visto la gara e quello che è accaduto. Possiamo dire tante cose, ma di fatto non cambia nulla. Episodi come quello di oggi vanno accettati, ma ovviamente il Presidente non era contento. Tra l'altro, se lo fosse stato mi sarei chiesto se quello davanti a me era davvero il nostro Presidente…”.

Al primo pit-stop avete sostituito l’ala anteriore di Vettel. Dopo il secondo contatto no. Avete valutato il danno come minore?
“Il secondo problema di Seb era ad una bandella, e gli ingegneri che leggevano i dati telemetrici hanno valutato che il tempo richiesto dalla sostituzione non sarebbe stato poi recuperato nei restanti giri di gara. Così abbiamo lasciato le cose come erano”.

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