Arrivabene: "Noi assumiamo piloti, non maggiordomi, ma non mi sento di criticare gli altri"

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Matteo Nugnes
Di: Matteo Nugnes
02 set 2018, 17:00

Il team principal della Ferrari ha commentato la sconfitta di Monza, parlando piuttosto a lungo delle strategie. Dopo aver ringraziato i tifosi per l'affetto, ha assicurato che a Maranello tutti continueranno a lottare fino alla fine.

Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H leads Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, and the rest of the field at the start
Maurizio Arrivabene, Team Principal, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 battle
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H, leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H
Maurizio Arrivabene, Ferrari Team Principal
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, battles with Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H spins after contact with Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 on lap one as Max Verstappen, Red Bull Racing RB14 passes
Sebastian Vettel, Ferrari on drivers parade
Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H leads Sebastian Vettel, Ferrari SF71H and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 at the start of the race
Sebastian Vettel, Ferrari SF71H and Esteban Ocon, Racing Point Force India VJM11

E' innegabile che oggi a Monza si respiri un'aria di grande delusione. Dopo la bellissima prima fila tutta Ferrari di ieri, il popolo del Cavallino si aspettava una vittoria della Rossa, invece a fare festa in Brianza sono stati Lewis Hamilton e la Mercedes. Una batosta che il team principal Maurizio Arrivabene ha commentato ai microfoni di Sky Sport F1 HD, partendo proprio dal grande affetto ricevuto dai tifosi in questo weekend.

"Voglio ringraziare tutti i tifosi: gli avevamo chiesto di supportarci e lo hanno fatto al 100%. Oggi è mancato qualcosina a noi, ma ci sono ancora sette gare quindi non si molla un centimetro e si guarda avanti. E' ovvio che sarebbe stato bellissimo regalare un sorriso a tutti, ma dobbiamo ringraziare tutti per averci spinto in questo weekend".

La gara della Ferrari è stata condizionata prima da un contatto tra Sebastian Vettel ed Hamilton che ha fatto finire il tedesco in coda al gruppo e poi dalla strategia della Mercedes, che ha "sacrificato" Valtteri Bottas per mettere in difficoltà Kimi Raikkonen e permettere ad Hamilton di rifarsi sotto.

Arrivabene non è voluto entrare troppo nel merito delle scelte fatte dai rivali, ma ha però sottolineato che per la Ferrari sarebbe stato troppo pericoloso dare un ordine di partenza al via per permettere a Vettel di mettersi davanti a Raikkonen.

"Noi dobbiamo guardare in casa nostra, ma credo che su questo argomento comunque la fai, la sbagli. Ho sentito quello che diceva Rosberg, ma non so gli avrebbe fatto piacere subire gli ordini di scuderia quando doveva lottare contro Hamilton. Noi assumiamo dei piloti, non dei maggiordomi. Oggi anche se avessimo voluto dare l'ordine di squadra, sarebbe stato impossibile, perché è sempre molto pericoloso farlo in partenza. Eventualmente lo si può dare nel corso della gara" ha detto.

"Detto questo, ci siamo trovati con un pilota che ha fatto una gara molto bella come Kimi. Ma quando ti trovi con un pilota solo a doverti difendere da due avversari non è una cosa facile. Sfiderei chiunque, perché a fine gara son tutti geni. Non vado ad analizzare cosa hanno fatto gli altri, so cosa avremmo fatto noi, ma non c'è stato il tempo di farlo. Farlo in partenza sarebbe stata una cosa folle e pericolosa" ha aggiunto.

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Quando però gli è stato chiesto se secondo lui le gomme di Raikkonen si sono danneggiate proprio a causa del "tappo di Bottas, ha detto: "Il danno c'è stato perché abbiamo iniziato ad avere del blistering e lo hai nel momento in cui segui troppo un'altra vettura e non puoi fare il tuo ritmo. Io so cosa dovremo fare nelle prossime gare, ma non mi sento di criticare gli altri".

Ed ha anche aggiunto che anche la Ferrari avrebbe fatto qualcosa di diverso a livello strategico senza il patatrac della Roggia: "Di cosa stiamo parlando? Nel momento in cui sei in gara con due macchine, chiudendo noi a sandwich Hamilton, avremmo potuto attuare una strategia diversa da quella che abbiamo fatto".

Una cosa è certa però, a Maranello non ne vogliono sapere di arrendersi anche se i punti di distacco adesso sono tanti. E su questo la visione è assolutamente allineato con quella di Vettel: "Mancano sette gare, bisogna andare giù a testa bassa e non darsi per vinti fino alla fine. Io non ho sentito quello che ha detto Sebastian, ma mi fa piacere che sia allineato con noi. L'importante adesso è analizzare i dati, capire cosa è successo e poi guardare avanti. 30 punti nel piloti e 20 nel costruttori sono tanti, ma abbiamo visto quest'anno che basta un'uscita di pista e volano via 25 punti. L'affidabilità quindi avrà un ruolo fondamentale, così come lavorare sereni e focalizzati sui nostri obiettivi".

Infine, quando gli è stato chiesto se quest'anno è reso tutto più complicato da un Hamilton che non sbaglia mai, ha concluso: "Hamilton è fortissimo, è quattro volte campione del mondo, ma lo è anche Sebastian. Invece di fare le pagelle, credo che dobbiamo concentrarci sul lavoro che dobbiamo fare. Gli errori li facciamo tutti perché siamo esseri umani e non siamo robot, ma è chiaro che c'è un po' di fastidio dopo un GP del genere. L'importante è che la squadra rimanga concentrata perché ci sono ancora sette gare. Noi siamo consapevoli di avere un'ottima macchina, una grande squadra e non molliamo".

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