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Analisi

Andreas Seidl: l'uomo dietro la rinascita McLaren

Il team inglese, dopo un periodo decisamente complicato, è riuscito a chiudere il campionato in terza posizione nel Costruttori. Scopriamo chi è l'artefice di questa rinascita della McLaren.

Andreas Seidl, Team Principal, McLaren

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Quando la McLaren ha vinto la sua ultima gara il mondo era un posto diverso. Gli One Direction erano in testa alle classifiche americane, Google Plus esisteva ancora e Felix Baumgartner aveva sfidato i limiti umati con un lancio in caduta libera dalla stratosfera. Nei cinema era in programmazione un film di James Bond ed i BlackBerry erano ancora nei negozi.

Era il 25 novembre 2012.

Terza in classifica costruttori, con un bottino di sette vittorie che ha aumentato i trofei presenti nella sede di Woking e con la sensazione che con una migliore affidabilità Lewis Hamilton o Jenson Button si sarebbero potuto giocare il campionato, la McLaren era in procinto di fallire.

Una rottura del cambio a Singapore, causata dalla sabbia rimasta nel processo di fusione, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto Hamilton a tagliare i ponti con la squadra che lo aveva cresciuto sin dai tempi del kart.

Lewis Hamilton,  McLaren MP4-27. La scarsa affidabilità della monoposto non ha consentito a Lewis di giocarsi il titolo

Lewis Hamilton, McLaren MP4-27. La scarsa affidabilità della monoposto non ha consentito a Lewis di giocarsi il titolo

Photo by: Sutton Images

Nell’ufficio di progettazione, poi, si lavorara sulla MP4-28, una monoposto che si sarebbe rivelata competitiva in una sola occasione, durante i test pre-campionato, soltanto perché gli elementi della sospensione anteriore erano stati montati al contrario.

Sono seguite numerose stagioni prive di acuti e durante il GP di Francia del 2018 un giornale scandalistico britannico ha pubblicato un articolo dove si riportava il premio produzione consegnato ai dipendenti del team per premiare i loro sforzi: dolciumi a basso costo.

Due anni dopo la McLaren è risalita sino al terzo posto in classifica per la prima volta dal 2012, ma adesso le aspettative per il futuro sono decisamente diverse.

Il processo è stato doloroso, e tra le vittime c’è stato anche Ron Dennis, ma adesso il team è una squadra che punta con decisione alle vittorie in futuro.

Per la McLaren è stato fondamentale mostrare i suoi progressi nel 2020, la prima stagione che ha visto in pista una monoposto interamente realizzata da James Key e nata sotto la supervisione di Andreas Seidl, entrato nella scuderia inglese nel maggio 2019 dopo l’esperienza in Porsche.

La McLaren si è trovata ad affrontare un cambiamento radicale nella sua organizzazione dopo la defenestrazione di Dennis dal consiglio di amministrazione nel novembre 2016.

Nel 2019, però, è iniziata una fase di risalita. La MCL34, progettata con il contributo dell’ex ingegnere capo Pat Fry, ha fatto vedere la luce in fondo al tunnel per il team di Woking e quando James Key ha concluso il suo periodo di gardening è intervenuto sul progetto MCL35 eliminando i difetti della vettura dell’anno precedente.

Lando Norris, McLaren MCL35. L'inglese è riuscito a salire sul terzo gradino del podio nella gara inaugurale della stagione

Lando Norris, McLaren MCL35. L'inglese è riuscito a salire sul terzo gradino del podio nella gara inaugurale della stagione

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

Andreas Seidl ha elogiato il lavoro svolto dall’ex tecnico Toro Rosso: “Nei test di Barcellona abbiamo potuto vedere chiaramente i miglioramenti che si aspettavamo. Siamo riusciti a risolvere alcuni dei punti deboli della monoposto dell’anno scorso e sicuramente abbiamo fatto un passo avanti, anche se non sappiamo cosa abbiano fatto i nostri rivali”.

“Abbiamo anche compiuto un grande passo avanti per quel che riguarda l’affidabilità e questo è stato un punto debole nelle passate stagioni. Abbiamo percorso molti chilometri ed ottenuto buoni tempi sul giro”.

“I dati che ci aspettavamo sono stati confermati. Siamo partiti con una sensazione positiva”.

In quel periodo la diffusione del COVID-19 non era ancora trattata con l’importanza che meritava, ma la McLaren è stato l’unico team ad insistere affinché tutti i visitatori del Brand Centre si igienizzassero le mani.

L’inizio della pandemia ha però rivelato molto sullo stato della McLaren sotto la superficie.

Quando alcuni membri del team sono risultati positivi al coronavirus in vista della gara inaugurale della stagione 2020, Seidl e il CEO Zak Brown hanno agito in modo deciso per ritirare la squadra dall'evento, mentre gli altri team hanno esitato.

Seidl è poi rimasto in Australia fino a quando tutto il personale in quarantena non è stato in grado di andarsene.

La pandemia, però, ha anche messo in luce dei gravissimi problemi finanziari per la McLaren. Anche altri team hanno dovuto far fronte ad un periodo di crisi e sono stati costretti a licenziare il personale, ma la McLaren non è solo una squadra corse, è un gruppo poliedrico di aziende automobilistiche e tecnologiche ed ha dovuto adottare misure drastiche, tra cui 1200 licenziamenti in tutto il gruppo e la vendita del campus del McLaren Technology Centre.

“E' stato molto difficile affrontare questa crisi in un periodo in cui non si poteva parlare con il proprio personale faccia a faccia a causa dell'isolamento”, ha dichiarato Seidl.

“Tutto doveva avvenire tramite comunicazione remota via video, ed ovviamente non è quello che vuoi quando quello che devi comunicare un messaggio molto scomodo”.

“Abbiamo chiesto molti sacrifici al nostro personale, ed è stato brutale. Ma questo era l’unico modo per essere sicuri che saremmo usciti da questa crisi con maggiore solidità”.

Dal punto di vista finanziario era nell'interesse di tutti i team iniziare la stagione il prima possibile, ma anche allora la pandemia ha continuato ad agire come un fattore di disturbo. Le squadre meglio attrezzate, come la Mercedes, si sono mosse in anticipo ed hanno preparato gli aggiornamenti pronti per la costruzione non appena le fabbriche sono state riaperte. Altri hanno messo i propri dipendenti in aspettativa.

Questo ha portato la Mercedes ha godere di una posizione dominante, seguita dalla Red Bull, mentre dietro i due team di testa si è scatenata una lotta molto combattuta tra vari team tra cui proprio la McLaren, la Racing Point clone della Mercedes W10 e la Ferrari in crisi di potenza con la sua power unit.

“Abbiamo avuto una prima parte di stagione di grande livello” ha proseguito Seidl “ed il momento clou è stato il podio di Lando, una grande ricompensa per tutti coloro che hanno dovuto affrontare quei momenti difficili”.

“In termini di prestazioni, direi che nella prima metà di stagione non abbiamo mai avuto la terza vettura più veloce. In media è stata probabilmente la quarta o la quinta più veloce, ma abbiamo massimizzato i risultati e abbiamo beneficiato del fatto che Racing Point, Renault e Ferrari hanno lasciato per strada molti punti. Ci aspettavamo che Ferrari e Racing Point fossero fuori dalla nostra portata, ma avevamo una macchina competitiva e due piloti sempre costanti”.

In gara la McLaren è stata quasi sempre impeccabile ad eccezione per episodi sfortunati come la delaminazione della gomma anteriore destra sulla vettura di Sainz a Silverstone che ha privato lo spagnolo di un quarto posto o il problema allo scarico che ha impedito sempre allo spagnolo di prendere il via del GP del Belgio.

Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35. Una foratura all'anteriore sinistra lo ha privato del quarto posto

Carlos Sainz Jr., McLaren MCL35. Una foratura all'anteriore sinistra lo ha privato del quarto posto

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Dal 2021 lo sviluppo sarà limitato da un sistema di gettoni ed alcuni di questi la McLaren sarà obbligata a spenderli per adattare la sua vettura al nuovo propulsore Mercedes. Consapevole di ciò, il team inglese ha spinto in modo aggressivo lo sviluppo della monoposto 2020.

Tra le novità portate in pista c’è stato anche un nuovo muso provato da Sainz al Mugello e da Norris a Sochi. Proprio l’inglese ha portato al debutto il nuovo elemento in gara in Russia anche se entrambi i piloti avevano espresso delle riserve.

L’efficacia del nuovo muso, però, era legata anche ad altri aggiornamenti al fondo che sarebbero arrivati successivamente ed il team ha voluto sperimentare i dati direttamente in gara.

“Abbiamo dovuto anticipare questo aggiornamento a causa del sistema a gettoni che verrà introdotto il prossimo anno e purtroppo non ha funzionato subito” ha dichiarato Seidl.

“Da quando abbiamo cambiato il nostro metodo di lavoro nel corso dell’ultimo anno e mezzo è stata la prima volta che siamo stati costretti ad effettuare una prova del genere, ma questo fa parte della situazione attuale ed ho notato che la squadra ha reagito positivamente a questa novità”.

“Siamo riusciti a rimanere calmi, ad analizzare tutti i dati e ad arrivare alle giuste conclusioni. Poi siamo riusciti a introdurre l'upgrade nel modo che ci aspettavamo. Se si guarda alle ultime gare, abbiamo avuto una macchina competitiva che ci ha tenuto in lotta per il terzo posto in classifica”.

Da quando è arrivato in McLaren, Seidl è tornato più volte sul tema del “concentrarsi sulle cose basilari” e stabilire chiare gerarchie di gestione. La sua assunzione, voluta da Brown, faceva parte di quel processo di smantellamento del sistema di gestione “a matrice” che la McLaren aveva adottato fin dai primi anni 2000.

Ispirato dall’industria aerospaziale, questo elimina la tradizionali divisioni di responsabilità. Adrian Newey ha indicato proprio in questo sistema uno dei problemi dell’epoca del team ed è stato questo il motivo che l’ha spinto ad andarsene nel 2005.

La McLaren ha adesso una struttura totalmente convenzionale in cui la produzione, lo sviluppo tecnico e le operazioni di gara hanno una chiara leadership. L'ultimo pezzo è stato inserito lo scorso gennaio quando Andrea Stella è stato promosso a direttore di gara, unendosi al direttore di produzione Piers Thynne e al direttore tecnico Key in un triumvirato di senior management che fa capo a Seidl il quale, a sua volta, fa capo a Brown.

"La cosa più importante nel 2019 è stato il compito che mi è stato affidato da Zak e dagli azionisti, sedersi ad un tavolo ed individuare i deficit della squadra”, prosegue Seidl. “Una delle ragioni per cui ho voluto entrare in McLaren è stata la grande storia del team, il grande successo che ha avuto in passato. Ma allo stesso tempo tutti noi dovevamo renderci conto che il successo del passato non ci avrebbe dato alcuna garanzia di ripeterci in futuro”.

“Il compito è stato quello di individuare queste lacune e stabilire un percorso chiaro per tornare nelle posizioni di vertice”.

“Abbiamo stabilito un piano chiaro ed abbiamo lavorato seguendo i punti che avevamo stabilito. Anche in questo caso sono stato molto contento dei progressi fatti fino ad ora”.

L’eliminazione dei problemi causati dalla precedente struttura manageriale ha portato un vero e proprio cambiamento, ma altri elementi debbono ancora essere rivisti per consentire alla McLaren di restare costantemente al vertice.

Ad esempio sarà necessaria una riqualificazione della galleria del vento creata 21 anni fa. Questo è stato il primo elemento funzionante del McLaren Tecnology Centre, ma adesso il tunnel è difficile e costoso da aggiornare agli standard moderni.

La McLaren negli ultimi anni ha sfruttato la galleria del vento Toyota a Colonia, ma il progetto di potenziamento della propria struttura è ritenuto fondamentale da portare a termine nonostante le recenti turbolenze finanziarie.

“Dobbiamo essere realistici sul fatto che ci vorrà del tempo, ma dobbiamo anche essere pazienti perché tutti si realizzi. I progetti infrastrutturali richiedono molto tempo per essere completati, ma poi potremo godere dei benefici di queste strutture”.

“Per quel che riguarda il team credo sia stato importante aver dato il via ad una operazione di reset dopo anni difficili. Questo ci ha dato la fiducia per riuscire a risalire la china e per essere coraggiosi nel cercare nuove strade di sviluppo senza il timore di fallire”.

“E’ una mentalità che cerchiamo di incoraggiare. Non accettiamo alcuna cultura di biasimo all’interno della squadra. Dobbiamo essere consapevoli che se spingiamo in modo aggressivo sullo sviluppo ogni tanto possiamo anche commettere degli sbagli, ma nel lungo termine si possono vedere i benefici di questo approccio”.

La prossima stagione Daniel Ricciardo prenderà il posto di Carlos Sainz. L’australiano è stata la miglior scelta possibile per il team di Zak Brown considerando la sua abilità nei sorpassi, ed inoltre è un ottimo team player oltre ad aver già ottenuto vittorie in F1.

Questa esperienza sarà preziosa in un team che adesso è più razionale di quanto non lo fosse in passato. Nelle ultime due stagioni è cresciuta la fiducia reciproca tra la squadra e i piloti, tanto che in molte occasioni sono state adottate strategie che hanno richiesto un grande impegno da parte di Norris e Sainz.

Il podio austriaco dell’inglese è arrivato dopo una chiamata tardiva per un pit stop che ha obbligato Lando ad effettuare numerosi sorpassi in pista.

Oltre ad un altro trofeo in bacheca, adesso nello store McLaren è disponibile anche la t-shirt con la scritta “Scenario-7”, il codice utilizzato nelle comunicazioni via radio dal team per attivare la modalità più aggressiva del motore.

Seidl è rimasto impressionato dalle performance di Ricciardo con la Renault quest'anno. La reputazione di Daniel dovrebbe spingere ancora più in alto una McLaren che si avvia a quella che sarà una stagione intermedia prima dell'entrata in vigore del nuovo regolamento tecnico nel 2022.

Daniel Ricciardo, Renault F1. Il prossimo anno l'australiano sarà la punta di diamante della McLaren

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Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images

“Sappiamo che il divario rispetto ai primi in termini di prestazioni è ancora enorme, ma abbiamo colmato un po' il gap nei confronti della Mercedes in termini di deficit di tempo sul giro”, ha proseguito Seidl.

“In alcune aree, come le partenze, le strategie di gara, l'affidabilità, siamo al livello dei migliori e questi punti di forza rafforzano la fiducia nel team”.

“Adesso tocca a noi mettere insieme tutti gli ingredienti come il motore Mercedes, la nuova line-up di piloti o la nuova infrastruttura. Alla fine il nostro compito come team è quello di lavorare al meglio per tornare daccapo al vertice”.

 

 

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