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Anche Russell la pensa come Domenicali: "Max? La F1 è più grande di qualunque pilota"

Il britannico della Mercedes sta con Domenicali. Qualora Verstappen decidesse di lasciare il Circus, la F1 riuscirebbe a sopportarlo perché è più grande di tutti, anche di campioni del calibro dell'olandese.

George Russell, Mercedes

George Russell, Mercedes

Foto di: Artur Widak / NurPhoto via Getty Images

"La Formula 1 è più grande di qualsiasi pilota". Un concetto che nel corso delle ultime settimane sta trovando sempre più sostenitori è tornato in auge ancora una volta.

Nell'intervista esclusiva che Stefano Domenicali - amministratore delegato e presidente della F1 - ha concesso a Motorsport.com aveva già espresso questo concetto nel commentare le lamentele dell'olandese.

“È positivo che [Max] stia spingendo per ottenere qualcosa, e abbiamo detto che, se c’è la volontà di portare avanti un tema, possiamo farlo nel modo giusto, nella sede giusta, perché questa è la natura del nostro sport". 

"Non sarò mai conflittuale, non è il mio stile e, alla fine, non porta valore a nessuno. Lo sport è più grande di ciascuno di noi, di chiunque. E questo è qualcosa che tutti devono ricordare. Tutti significa tutti, nessuno escluso”.

A una settimana di distanza dalle parole di Domenicali, sono arrivate quelle di George Russell. Il pilota della Mercedes, nel corso di un incontro con la stampa a cui ha partecipato anche Motorsport.com, è stato ancora più diretto del CEO della F1.

La sua posizione, rispetto a quella di Domenicali, è la stessa, ma è stata espressa con concetti molto meno edulcorati e istituzionali. 

Stefano Domenicali, CEO della F1

Stefano Domenicali, CEO della F1

Foto di: Motorsport Network

"Nessuno vorrebbe perdere Max, perché credo che a tutti noi piaccia gareggiare contro di lui ed è semplicemente parte integrante della Formula 1", ha tenuto a precisare il pilota della Mercedes, attualmente al secondo posto nel Mondiale Piloti. 

"Non mi è piaciuto guidare la vettura del 2022 quando aveva tanto bouncing che distruggeva la schiena a tutti. La macchina era grande, era pesante, nelle curve ad alta velocità non era molto piacevole da guidare, ma lui non aveva le stesse lamentele perché stava vincendo".

"Ora, le lamentele che ha attualmente sono diverse da quelle di Mercedes, Ferrari e McLaren perché siamo in testa alla griglia e questo è del tutto naturale; si capisce e si riconosce la frustrazione, ma lui ha raggiunto ciò che la maggior parte dei piloti sogna, ovvero vincere un campionato. Ne ha vinti quattro e, in fin dei conti, immagino che si arrivi a un punto nella vita in cui non c'è davvero molto altro da raggiungere in Formula 1". 

"Ha spuntato tutte le caselle, forse può puntare ai record, ma conoscendolo come lo conosco e conoscendo piloti che hanno vinto o raggiunto risultati simili, a un certo punto vuoi fare ciò che ti fa sorridere e, se si tratta di guidare sul Nordschleife, capisco perfettamente perché guidare sul Nordschleife gli faccia sorridere".

"Ho percorso centinaia di giri sul Nordschleife al simulatore e mi piacerebbe tantissimo avere l'occasione di andare a correre sul Nordschleife, ma il mio obiettivo ora è diventare campione del mondo di Formula 1. Se ne avessi già vinti quattro, probabilmente farei lo stesso. Quindi, sai, lui si trova in una fase molto diversa della sua carriera e sì, penso che capiresti se restasse e capiresti se se ne andasse".

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