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Barcellona: Test Formula 1 maggio 2018

Analisi Ferrari: il nuovo bracket non migliora la meccanica, solo l'aero

La nuova sospensione posteriore non è stata causa del degrado delle gomme che si è visto al GP di Spagna. I test di Barcellona hanno dimostrato che la soluzione offre dei vantaggi aerodinamici e lo stesso rendimento meccanico della vecchia.

Analisi Ferrari: il nuovo bracket non migliora la meccanica, solo l'aero

La Ferrari a Barcellona ha portato un pacchetto di novità che non hanno permesso alla Rossa di rivaleggiare con la Mercedes che ha siglato una doppietta con Lewis Hamilton e Valtteri Bottas come il fondo con il binario, il diffusore rivisto (sotto) e gli specchietti montati sull'Halo (vietati dal prossimo GP).

Ferrari SF-71H, diffusore con vernice aerodinamica
Ferrari SF-71H: ecco il diffusore provato al GP di Spagna con la vernice flo viz

Photo by: Mark Sutton

Aldo Costa, responsabile del Progetto e Sviluppo Mercedes, ci aveva spiegato quando era in casco e tuta a Imola per guidare la sua W04 nell’Historic Minardi Day, che questo mondiale era da vivere gara dopo gara e che sarebbero diventati determinanti gli sviluppi sulle monoposto tenuto conto l’equilibrio delle prestazioni.

Prendendo per buono il ragionamento dell’ingegnere parmense, viene da pensare che qualcosa non abbia funzionato fra le tante novità tecniche che hanno caratterizzato il GP di Spagna del Cavallino. Eppure tutte le soluzioni che erano state deliberate dal direttore tecnico, Mattia Binotto, sono finite sulle SF71H con le quali Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen si sono qualificati e poi hanno corso a Montmelò.

La Rossa ha rivelato in gara un pessimo adattamento alle gomme ribassate di 0,4 mm che la Pirelli aveva portato per combattere il blister che era apparso nei test invernali dopo la riasfaltatura dell’asfalto.

Ferrari SF71H, sospensione posteriore
Ferrari SF71H: la sospensione posteriore fotografata in griglia del GP di Spagna

Photo by: Giorgio Piola

E sotto osservazione era finita la nuova sospensione posteriore che è stata pensata con chiare finalità aerodinamiche, dal momento che il disegno dei cinematismi non è stato cambiato.

Nel disegno di Giorgio Piola, infatti, è possibile osservare, indicato dalla freccia rossa, il nuovo bracket che ha un’estensione verso l’alto con un disegno a L, mentre la vecchia versione, visibile nel tondo, aveva un’estensione in diagonale.

Appare evidente che il nuovo disegno libera i passaggi di aria, riducendo la resistenza all’avanzamento in una zona molto sensibile della monoposto. Attorno al bracket della sospensione sono stati rivisti sia il flap che si estende dalla brake duct (ora ha una paratia laterale divisa in tre elementi con due soffiaggi) sia la parte bassa della paratia laterale dell’alettone posteriore che nel bordo d’entrata ha adottato due soffiaggi verticali più alti e larghi per migliorare il riempimento di flusso sotto al profilo principale.

Antonio Giovinazzi, Ferrari SF71H
Antonio Giovinazzi nei test di Barcellona sulla Ferrari SF71H dotata delle gomme hypersoft

Photo by: Jerry Andre / Sutton Images

La sospensione rivista, infatti, è stata mantenuta anche nei due giorni di test dopo il GP di Spagna e, in particolare, Antonio Giovinazzi ha effettuato dei long run con le hypersoft, andando a cercare il punto di caduta prestazionale della gomma più morbida nella gamma Pirelli, considerato che questo sarà il pneumatico che farà il suo debutto proprio a Monte Carlo.

E' il segno che la sospensione rivista non darà dei riscontri a livello meccanico (funziona come l'altra, abbiamo detto), ma assicura qualche vantaggio aerodinamico che è sempre bene accetto.

Le risultanze dei test sarebbero state positive, a riprova che i tecnici del Cavallino avevano sbagliato qualcosa nel set-up della Rossa e il calo prestazionale non era da ascrivere alle gomme ribassate, come ha tenuto a dire Sebastian Vettel dopo la prova comparativa a Montmelò.

Sebastian Vettel, Ferrari
Sebastian Vettel, Ferrari

Photo by: Sutton Motorsport Images

A Maranello hanno voltato pagina, e guardano con fiducia al GP di Monaco, una pista dove l’anno scorso la Ferrari aveva conquistato una splendida doppietta e la Mercedes aveva sofferto nel toboga del Principato il passo lungo della W08. Cosa succederà ad un anno di distanza?

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