F1 | Alpine: Binotto primo in lista, aprirà la via ad altri ferraristi
La squadra francese ha tagliato nel weekend di Spa-Francorchamps i vertici del team di Enstone, cacciando Otmar Szafnauer (team principal), Alan Permane (direttore sportivo) e Pat Fry (direttore tecnico). Bruno Famin, vice presidente di Alpine Motorsport deve riorganizzare lo staff. Si parla insistentemente dell'arrivo dell'ex ferrarista nel ruolo di capo e crescono le voci a Maranello che il reggiano possa portare con sé un manipolo di motoristi per rinforzare Viry Chatillon.
L’Alpine ha decapitato i suoi vertici: fuori Otmar Szafnauer (team principal), Alan Permane (direttore sportivo) e Pat Fry (direttore tecnico), dopo che era stato fatto fuori l’amministratore delegato del marchio, Laurent Rossi per fare posto a Philippe Krief.
A Enstone si è abbattuto un ciclone estivo. E questa volta i cambiamenti climatici non c’entrano proprio niente, perché è stato Luca De Meo, presidente e CEO del Gruppo Renault, a propiziare lo sconquasso all’interno di una squadra che in Formula 1 non sembra capace di crescere, ma anzi sta perdendo competitività: l’anno scorso aveva chiuso il mondiale al quarto posto del mondiale Costruttori e ora è addirittura sesta con poco più della metà dei punti della McLaren che la precede.
Pierre Gasly, Alpine A523
Photo by: Alpine
Insomma un vero disastro rispetto alle aspettative che prevedevano una graduale avvicinamento ai top team, tant’è che il podio colto da Pierre Gasly nella gara Sprint di Spa-Francorchamps, subito dopo l’annuncio del taglio delle teste, ha un valore altamente simbolico, di una svolta iniziata con la mannaia. I modi non sono piaciuti affatto e hanno un po’ intimorito quelli che dovrebbero essere chiamati alla “ricostruzione”.
C’è chi sottolinea il fatto che l’azione drastica maturata da De Meo sia anche il frutto di un supporto incondizionato dei manager di Otro Capital, RedBird Capital Partners e Maximum Effort Investments, i partner che hanno rilevato il 24 per cento delle azioni per un valore di 200 milioni di dollari. Gerry Cardinale, CEO di RedBird Capital Partners, che i tifosi rossoneri conoscono bene perché il suo fondo controlla la squadra di calcio del Milan, ha supportato l’idea di De Meo di voltare l’Alpine come un calzino, senza perdere tempo.
Bruno Famin, attuale team principal Alpine ad interim
Photo by: FIA Pool
Adesso deve iniziare la fase di ricostruzione e c’è grande curiosità per sapere chi sarà chiamato al timone della squadra. Bruno Famin, capitano di lungo corso in casa Peugeot Sport, prima di approdare a luglio al ruolo di vice Presidente di Alpine Motorsport, era stato dal 2019 il responsabile delle operazioni all’interno della FIA: il francese ha l’esperienza per ridisegnare le strutture di Viry Chatillon (power unit) e Enstone (telaio e aerodinamica).
Bruno ha assunto ad interim il ruolo di team principal che presto verrà dato a chi dovrà iniziare il nuovo corso, visto che il transalpino dovrà occuparsi sia del debutto di Alpine nel WEC nel 2024 e poi nella Dakar dal 2025. Il primo nome nella lista di De Meo per assumere il comando nel team di F1 è quello di Mattia Binotto, in predicato anche per diventare il Direttore Tecnico di F1, vale a dire il braccio destro di Stefano Domenicali, dopo l’uscita di Ross Brawn.
Esteban Ocon, Alpine A523
Photo by: Alpine
Gli americani di Liberty Media avrebbero fatto notare al manager imolese che la “colonia” italiana nella gestione di F1 sarebbe fin troppo articolata, per cui non dovrebbe stupire se Binotto dovesse trovare casa proprio in Alpine all’inizio del prossimo anno, quando si sarà concluso il periodo di gardening dopo aver lasciato la Ferrari e vale a dire all’inizio del 2024.
E le voci insistenti che Mattia possa diventare il team principal del team blu dovrebbero agitare Maranello: il Reparto Corse è chiuso fino a mezzanotte di sabato 19 agosto, mentre da domenica 20 inizierà la preparazione delle monoposto da spedire a Zandvoort, ma negli ambienti vicini al Cavallino si sussurra che dal reparto motori diretto da Enrico Gualtieri potrebbe muoversi un manipolo di ingegneri, specialisti delle varie aree della power unit.
Dopo l’intervento della FIA che ha bloccato il tentativo dell’Alpine di rivendicare un riallineamento della propria potenza agli altri propulsori, ammettendo di essere una trentina di cavalli sotto all’unità migliore, cresce l’interesse della Casa francese nel portare a Viry Chatillon degli specialisti in grado di lavorare sul fine tuning per trovare quello che serve anche con un propulsore congelato.
Non dovrebbero fare parte della partita né il capo del reparto, Enrico Gualtieri, molto coinvolto nella definizione della rossa del prossimo anno, né Wolf Zimmermann che è il capo progetto dell’unità 2026. Ma attorno ai due perni del Cavallino potrebbero esserci importanti movimenti. Si parla di offerte economiche molto vantaggiose, con aumenti di stipendio significativi, che potrebbero spingere alcuni esponenti della Scuderia ad andare a Parigi…
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