Allison: "Sono orgoglioso di questa macchina!"

Simone Resta, chief designer della Ferrari, ha aggiunto: "Sono 5 le aree principali in cui abbiamo lavorato. Muso, sospensione anteriore, Fiancate, power unit e retrotreno".

James Allison non ha nascosto un pizzico di emozione nel presentare quella che è la sua prima vera Ferrari. Come ha specificato l’ingegnere britannico, il lavoro è ovviamente di gruppo, ma la SF16-H è la prima monoposto “rossa” che Allison ha potuto supervisionare partendo da un foglio bianco. “È qualcosa di estremamente emozionante – ha spiegato il DT di Maranello - abbiamo il grande privilegio di aver lavorato e di proseguire a lavorare su questo progetto. Per molto tempo la monoposto l’abbiamo immaginata, ma vederla completa e poterla toccare con mano ci rende molto orgogliosi di quanto siamo riusciti a fare qui a Maranello. Vorrei mostrarvi tutto quello che abbiamo messo in questa macchina, ma abbiamo tempo solo per illustrarvi le caratteristiche principali”.

La parola è così passata a Simone Resta, il chief designer della SF16-H. “Il progetto di questa vettura è partito circa un anno fa – ha spiegato – la direzione ci ha posto degli obiettivi molto ambiziosi, e per cercare di raggiungerli siamo intervenuti in tutte le zone della monoposto. Possiamo definire cinque aree principali in cui abbiamo lavorato: muso, sospensione anteriore, fiancate, power unit e retrotreno. Iniziando dal muso si nota che il concetto della SF16-H è molto diverso dal quello della vettura 2015. Sono stati creati due canali (in corrispondenza dei piloni di sostengo dell’ala anteriore) per una gestione diversa dei flussi indirizzati sotto il corpo vettura. Una soluzione che è stata dettata da motivi ovviamente aerodinamici”.

Rimanendo nella zona anteriore – ha proseguito Resta - vediamo subito un altro cambiamento importante rispetto alla vettura precedente, ovvero il passaggio ad una sospensione a puntone, chiamata anche push-rod, con caratteristiche migliori di peso, rigidezza e cinematica. Pensiamo sia un passo avanti. Arriviamo nella zona centrale della vettura, dove si vede una forma rivista delle fiancate, sia nel taglio della carrozzeria che nell’imbocco dei radiatori. In quest’area abbiamo investito molto tempo per cercare la migliore efficienza di raffreddamento”.

La parola è passata a Mattia Binotto, il responsabile della power unit Ferrari. “Rispetto alla passata stagione abbiamo lavorato fondamentalmente su due aree. La prima è quella relativa all’architettura e agli ingombri, cercando di ridurli al minimo per facilitare il lavoro degli aerodinamici e rendere il posteriore della vettura più efficiente. I risultati sono molto visibili, visto che si nota facilmente quanto la vettura sia più stretta nel retrotreno rispetto a quella 2015. Per arrivare a questo risultato abbiamo dovuto ristudiare gli accessori ed il loro alloggiamento. Ovviamente non abbiamo lavorato sullo sull’architettura, ma anche sulla ricerca della prestazione. Abbiamo puntato sul miglioramento della combustione, dell’aspirazione, della parte ibrida, e del turbo. Riassumendo direi che questa power unit rappresenta un deciso passo avanti sul fronte delle scelte tecniche e delle innovazioni”.

Resta ha voluto rendere omaggio al lavoro svolto dai colleghi della power unit, mirato a facilitare la vita degli aerodinamici: “Il lavoro di squadra sul retrotreno è stato eccezionale – gli interventi sulla power unit ha permesso di creare una linea molto filante del retrotreno e di poter rivedere sia il disegno della trasmissione che della sospensione posteriore”. È quanto Maurizio Arrivabene aveva preannunciato lo scorso anno, ovvero l’intenzione di abbattere le barriere all’interno del reparto Gestione Sportiva e cooperare per il raggiungimento di un unico obiettivo.

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Campionati Formula 1
Evento Scuderia Ferrari, la presentazione
Sub-evento Presentazione
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
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