F.1 analisi tecnica di Giorgio Piola
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Ferrari SF21: il... cambio di passo nasce dal differenziale più alto

Il disegno di Giorgio Piola ci mostra le caratteristiche della nuova trasmissione Ferrari che ha permesso alla SF21 di correggere alcuni difetti endemici della SF1000. La Rossa non è in grado di lottare per il mondiale, ma è tornata finlamente in lizza per vincere un Gran Premio. Scopriamo perché la scatola del cambio rivista è stata importante per ritrovare una base di competitività.

Ferrari SF21: il... cambio di passo nasce dal differenziale più alto

Nell’inverno se n’è parlato tanto del cambio Ferrari, l’area della SF21 nella quale la squadra di Maranello ha deciso di spendere i due gettoni di sviluppo, nel tentativo di rendere la Rossa più competitiva rispetto alla deludente SF1000.

E bisogna riconoscere ai tecnici del Cavallino che la modifica della trasmissione è stata certamente la chiave che ha contribuito a far crescere la macchina. Nel GP di Gran Bretagna ha conquistato un brillante secondo posto, dopo che Charles Leclerc aveva illuso i tifosi di portare la Ferrari a una vittoria, visto che il monegasco ha condotto al comando 50 dei 52 giri in programma, prima di essere superato nel finale da Lewis Hamilton in furiosa rimonta con la Mercedes W12.

Il disegno di Giorgio Piola ci permette di scoprire alcuni segreti della trasmissione Ferrari, pensata per ridurre gli ingombri laterali per recuperare nel fondo una parte della superficie del marciapiede che, per regolamento, è stata tagliata nel bordo d’uscita laterale.

Ma la vera novità è derivata dall’elevazione del differenziale dal pavimento di una trentina di millimetri. Possono sembrare poca cosa, con un leggero innalzamento del peso verso l’alto, a svantaggio di un peggiore baricentro, ma l’aver ridotto in coda la “chiglia” ha permesso di aumentare in modo sensibile la portata del flusso nel diffusore posteriore, incrementando il carico aerodinamico prodotto dal corpo vettura.

Può sembrare strano, ma è anche grazie alla diversa scatola della trasmissione che la Ferrari si è potuta permettere l’uso di un’ala posteriore più scarica che ha indiscutibilmente migliorato l’efficienza aerodinamica, riducendo la resistenza all’avanzamento e, quindi, incrementando le velocità massime, grande tallone d’Achille della SF1000 dello scorso anno.

La SF21 si sta facendo apprezza in modo particolare per la capacità di produrre un’elevata downforce a bassa velocità e per lo doti di trazione che la contraddistingue in uscita dalle curve in piena fase di accelerazione. A questo risultato contribuisce anche una diversa erogazione della potenza elettrica generata dal sistema ibrido, ma il merito va riconosciuto in particolare alla nuova scatola del cambio che ha permesso di rivedere anche la sospensione posteriore a comando idraulico.

Da quando è stato trovato un buon bilanciamento nel funzionamento della sospensione sono cresciute anche le prestazioni, perché le gomme che andavano in crisi dopo pochi giri di un stint di gara, ora lavorano nella giusta finestra di funzionamento, evitando nocivi surriscaldamenti frutto di eccessivi pattinamenti dovuti alla mancanza di sufficiente spinta verticale per generare la necessaria energia sugli pneumatici.

Certo, i difetti endemici che la SF1000 si portava dietro non sono stati totalmente cancellati sulla SF21, ma quanto meno la Rossa è di nuovo in lizza per tornare al successo in almeno in un GP: l’impresa non è riuscita a Monaco e Silverstone, ma potrebbe andare a segno già in Ungheria…

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