Bortolotti Campione... mentale: il DTM è tricolore dopo 31 anni!
Il trentino è riuscito a conquistare il titolo ad Hockenheim con la Lamborghini di SSR, cosa che non succedeva ad un italiano dai tempi di Larini con l'Alfa. Una stagione corsa in maniera quasi perfetta dall'alfiere del Toro che ha saputo reggere ad una pressione immane rendendo alla grande mentalmente e in pista.
Mirko Bortolotti e Lamborghini Squadra Corse hanno scritto una pagina storica ad Hockenheim grazie alla vittoria del titolo da parte del pilota trentino nella giornata di domenica.
Al volante della Huracan GT3 EVO2 preparata da SSR Performance, il portacolori di Sant'Agata Bolognese è riuscito ad imporsi a 31 anni di distanza dall'ultimo connazionale. Era infatti il 1993 quando Nicola Larini e l'Alfa Romeo 155 V6 TI riuscirono a battere in casa loro le Mercedes di Roland Asch e Bernd Schneider, il che rende ancor più bella questa affermazione se pensiamo che questa era la 40a stagione della serie tedesca.
Non è stata un'impresa semplice, sia per come si è sviluppato il gran finale che per l'impronta avuta dall'intera annata composta da 16 gare (e altrettante Qualifiche), nelle quali il ragazzo nativo di Trento ha tenuto una costanza di risultati che si è rivelata determinante per imporsi sui rivali, con la sola vittoria ottenuta al Red Bull Ring all'attivo che unita ad altri sei podi e soprattutto a 20 punti totalizzati nelle prove cronometrate (la cifra più alta di tutto il campionato, con 3 Pole Position), hanno fatto la differenza.
Kelvin Van Der Linde e Maro Engel si presentavano ad Hockenheim come rivali diretti, distanziati rispettivamente di 15 e 20 punti, ma con 56 totali in palio che potevano riaprire i giochi velocemente, sia da parte del ragazzo al volante dell'Audi di ABT Motorsport, che per l'alfiere di Mercedes-AMG Winward Racing.
Partenza
Foto di: Lamborghini Squadra Corse
Il sudafricano ha subito messo in chiaro che non aveva minimamente intenzione di mollare, tant'è che tra Pole e vittoria in Gara 1 ha superato Bortolotti, incappato in una Qualifica da 7° posto e in una corsa in rimonta, prima fino al 4° dopo il via e poi conclusa al 5° (complice anche un errorino al pit-stop che ha fatto perdere tempo prezioso nell'avvitare una gomma, situazione che in SSR purtroppo si è verificata un po' troppe volte quest'anno).
Dal canto suo, Engel ha cercato di fare il massimo per tenere aperte le proprie speranze, scavalcando di forza la Lamborghini giallo fluo/nera dopo la girandola di soste, con Van Der Linde a ringraziare e passare al comando con 2 punti di margine.
A Bortolotti non è rimasto altro che tentare il tutto per tutto domenica, tirando fuori una prestazione da leone in Qualifica che gli ha permesso di strappare la Pole Position.
Mirko Bortolotti, SSR Performance, Lamborghini Huracan GT3 EVO2
Foto di: Lamborghini Squadra Corse
"Ero veramente in formissima, curva dopo curva ho capito che poteva essere un giro perfetto. Non avrei potuto dare una miglior risposta in questa corsa al titolo. Abbiamo dimostrato di avere carattere e di essere una squadra, cosa di cui sono molto orgoglioso", ha detto dopo aver ri-strappato il primato in classifica per 1 punto agguantando la partenza al palo.
"Vogliamo assolutamente vincere il titolo, siamo nella posizione migliore dopo un sabato piuttosto duro e ce la metteremo tutta. C'è il mio compagno di squadra Nicki Thiim secondo, sicuramente anche lui vorrà provare a vincere o salire sul podio e l'approccio sarà diverso per noi. Per la squadra è comunque ottimo avere due auto in prima fila per quest'ultima gara, speriamo di dare spettacolo. Personalmente mi sento alla grande".
Allo spegnimento dei semafori, il poleman è scattato alla grandissima fuggendo via, mentre Van Der Linde ed Engel arrancavano a centro gruppo.
Stavolta in SSR tutto è filato liscio al pit-stop e la Huracán #92 è uscita dai box davanti a tutti gli avversari diretti, con il solo Luca Engstler capace di approfittare della situazione e sfruttare al meglio le gomme più calde per portarsi al comando con la Lamborghini del suo team, mentre Bortolotti ha semplicemente gestito ogni cosa alla perfezione.
Alla bandiera a scacchi è stato tripudio per il 34enne, probabilmente con un anno di ritardo visto che già nel 2023 si sarebbe meritato il titolo e, cosa non da poco, per tutto il 2024 se l'è praticamente dovuta giocare da solo, senza un costante aiuto di un compagno di squadra che, giusto per quest'ultimo atto, ha visto Thiim accodarsi al suo capitano e tenere a bada il gruppo mentre il leader salutava la compagnia.
Con l'affermazione in gara di Engstler - Junior di Lamborghini Squadra Corse - la Casa del Toro ha collezionato la sesta vittoria DTM del 2024, vedendo sfumare per soli 10 punti il titolo Costruttori a vantaggio della Mercedes.
Mirko Bortolotti, SSR Performance, Lamborghini Huracan GT3 EVO2
Foto di: Lamborghini Squadra Corse
"E' difficile trovare le parole giuste, è stata una avventura incredibile fin dal primo giorno e mi sono goduto ogni singolo momento. E' stata una battaglia tiratissima e ricordo come finì il 2023, l'ultima gara fu uno dei momenti più duri da digerire, ma riuscii anche a capire che Thomas Preining se lo era meritato e che per riuscire a vincere avrei dovuto essere perfetto tutta la stagione nel 2024. Ce l'ho fatta ed è una sensazione stupenda laurearsi Campione DTM".
"Un italiano non vinceva da 31 anni, significa molto per me e ne vado fiero, un bel pezzo di storia. Conoscevo questa statistica e sono molto orgoglioso di aver vinto nuovamente con un marchio italiano. Sono senza parole, abbiamo centrato qualcosa di grandioso".
"Devo ringraziare Lamborghini che dieci anni fa ha creduto in me e mi ha dato un'occasione, assieme abbiamo vissuto momenti di gioia e dolore, festeggiando tante vittorie e titoli. Questo del DTM è in assoluto quello più importante, sia per me che per il Marchio. Ricordo quando cominciammo correndo una gara con T3 ad Assen, poi facendo la prima stagione con il Team Grasser".
"Già lì andammo vicini al successo, in una stagione che fu importantissima per me; purtroppo non ci riuscimmo, poi è arrivata SSR Performance e negli ultimi due anni abbiamo lavorato alla grande, devo ringraziare la squadra perché ogni giorno ha lavorato duramente dietro le quinte per fare sì che fosse possibile raggiungere questo successo, con grande dedizione e impegno che ho visto essere unici e speciali, porterò per sempre con me tutto ciò".
Mirko Bortolotti, SSR Performance, Lamborghini Huracan GT3 EVO2
Foto di: Lamborghini Squadra Corse
"L'auto in Gara 1 era buona, ma non straordinaria e lo si è visto nella seconda parte perché ho sofferto in alcuni momenti. Siamo stati svegli fino alle 11 con gli ingegneri per capire cosa si potesse modificare e abbiamo azzardato una mossa davvero coraggiosa nel cambiare un aspetto del set-up, tornando di base a qualcosa che avevamo già avuto lo scorso anno".
"Eravamo partiti con qualcosa di diverso che aveva funzionato al Red Bull Ring, pensando che sarebbe stato buono anche qui. In realtà era stato così, ma non del tutto in gara, quindi abbiamo fatto un passo indietro, a mio parere osando davvero parecchio, ma necessario perché la vettura in Gara 1 era diventata un po' difficile da guidare. Le qualifiche sono andate benissimo e questo si è rivelato importantissimo".
"Nel primo stint ho cercato di guadagnare il più possibile su Nicki e credevo di essere al sicuro. Dopo la sosta mi sono trovato dietro Luca e non capivo da dove potesse sbucare! Via radio mi hanno avvisato che si era fermato prima per provare a vincere, ma nella nostra posizione ci interessava conquistare il titolo e stare davanti ai nostri rivali, per cui poteva esserci il margine di essere attaccati da chi voleva imporsi in gara".
"Sicuramente c'è sempre voglia di arrivare primi sotto la bandiera a scacchi, ma oggi contava pensare alla posizione migliore per il campionato, dunque non aveva senso tentare un sorpasso rischiando di distruggere l'auto con un errore. Alla fine ha vinto una Lamborghini e quando è così sono sempre contento".
"Oggi siamo qui a festeggiare il titolo dopo aver battuto due rivali incredibili e fortissimi come Kelvin e Maro, che rispetto moltissimo. Alla fine solo uno è Campione, secondo me eravamo tutti allo stesso livello, poi noi siamo riusciti a vincere. Ma se ripenso a sabato, la pressione era assurda; avevo 15 punti di vantaggio che sono sfumati con la vittoria di Van Der Linde, passato al comando. Domenica sapevo che avrei dovuto dare tutto".
Mirko Bortolotti, SSR Performance Lamborghini Huracán EVO GT3
Foto di: Alexander Trienitz
E qui Bortolotti ha svelato qual è stata la vera chiave di volta in una sfida che per tutta la stagione lo ha costretto a tenere la guardia altissima, sia quando era in testa che nei momenti in cui i rivali parevano avere una marcia in più per poterlo sconfiggere. Ad ogni pugno preso, Mirko si è rialzato come il miglior Rocky Balboa, senza mai arrendersi e rispondendo in maniera super con il suo proverbiale carattere coriaceo.
"La pressione che avevamo è sempre stata altissima e, nel finale, è incrementata. Si è trasformato tutto in un gioco mentale allo stesso tempo, oltre a quanto accadeva in pista. Tenere alte le prestazioni è servito ad avere uno status mentale elevato, senza commettere errori e compensare situazioni che potevano rivelarsi sfavorevoli. Tutte queste cose hanno giocato un ruolo importante".
"Per quanto possa essere sembrato semplice, vi garantisco che non lo è stato affatto. Credo che ogni singolo elemento di difficoltà in questa storia sia stato di massimo livello, ma siamo riusciti a portarcela a casa, il che rende tutto davvero speciale e unico. In carriera non mi era mai capitato di subire una pressione così alta, non solo dal punto di vista sportivo, ma anche mediatico. Alla fine siamo riusciti a dare un bello spettacolo, la cosa da fare era provare ad isolarsi e rimanere concentrati su ciò che dovevi fare nel lavoro per essere competitivo. Non è stato semplice come sembra, ma sono riuscito a gestirla bene".
"Con Kelvin e Maro abbiamo combattutto uno contro l'altro lealmente usando la propria esperienza e penso che ciascuno di noi potesse meritare il titolo. E' stata una lotta tra professionisti, non hanno bisogno di presentazioni perché anche loro sono dei campioni. Poi è chiaro che ognuno fa il suo gioco, io ho pensato al mio".
"Credo che siamo cresciuti tantissimo, se ripenso alla prima stagione abbiamo commesso due errori cruciali che mi erano costati tantissimi punti. Anche quando sei in gioco, certe cose non si dimenticano. Penso al Nurburgring 2022, quando tamponai Felipe Fraga, andandomi subito a scusare per quello che fu uno dei più grandi errori della mia carriera. Un secondo posto là sarebbe potuto essere fondamentale nella lotta contro Sheldon Van Der Linde. Nel 2023 siamo andati meglio, ma sono convinto che Manthey e Preining abbiano lavorato meglio meritandosi il titolo. Il primo a venire a farmi le congratulazioni è stato proprio Thomas, che da Campione non ha bisogno di presentazioni. Per me ha significato molto".
Rouven Mohr, Chief Technical Officer di Automobili Lamborghini, ha aggiunto: "Quello ottenuto oggi dalla Lamborghini e Mirko Bortolotti è davvero un successo incredibile, che arriva nella stagione che segna il 40° anniversario del DTM. Questo week-end abbiamo fatto la storia e sono davvero orgoglioso del lavoro svolto da tutto il team per fare sì che questo sogno diventasse realtà".
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