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Gerhard Berger chiama l'Alfa Romeo nel DTM 2018!

L'austriaco, responsabile del campionato tedesco turismo, dalle colonne della Gazzetta dello Sport lancia l'idea di riportare la Casa nel Biscione a correre con la Giulia nel DTM. Un'idea affascinante, ma l'Alfa Corse non esiste e andrebbe rifondata.

Redazione Motorsport.com

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Pubblicato: 31 mag 2017, 09:33

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Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Gerhard Berger, ITR Chairman

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio

Lucas Auer, Mercedes-AMG Team HWA, Mercedes-AMG C63 DTM leads

Gabriele Tarquini, Nicola Larini, Giancarlo Fisichella, Alfa Romeo

Giancarlo Fisichella, Alfa Romeo 155 V6 Ti

Davit Kajaia, GE-Force, Alfa Romeo Giulietta TCR

L'Alfa Romeo Giulietta TCR di Davit Kajaia

L'Alfa Romeo Giulietta di Dušan Borković

Gerhard Berger ci prova, ma sa che l’idea ha ben poche possibilità di trovare uno sbocco nella realtà. L’austriaco è diventato il responsabile del DTM, il campionato turismo tedesco, e attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport ha invitato Sergio Marchionne a riportare l’Alfa Romeo nella serie che la Casa del Biscione vinse nel 1993 con Nicola Larini al volante della 155 V6.

Una proposta sicuramente molto stimolante perché l’Alfa Romeo potrebbe tornare a competere con Mercedes, Audi e BMW, vale a dire i grandi Costruttori tedeschi che Marchionne si vanta di aver sopravanzato con il lancio sul mercato della Giulia.

“Abbiamo 18 gare in calendario di cui 9 fuori dalla Germania – spiega Berger a Pino Allievi – e i tifosi ci chiedono a gran voce il ritorno dell’Alfa Romeo. Ora che la Ferrari è di nuovo vincente in F.1, sarebbe bello se il marchio del biscione affrontasse il DTM con la Giulia, magari l’anno prossimo, perché una berlina prestigiosa di quelle caratteristiche troverebbe il suo vero campo di confronto e di lancio. Fossi in Marchionne ci farei un pensierino. Io ho cominciato a correre con l’Alfasud e sono molto legato all’Alfa oltre che alla Ferrari”.

Berger non pone limiti alla fantasia…
“Il sogno sarebbe di far correre ogni tanto i piloti di F.1 in DTM. Ve l’immaginate la Mercedes con Hamilton e Bottas contro l’Alfa di Vettel e Raikkonen? Sono sicuro che uno come Sebastian si divertirebbe moltissimo…”.

Il sasso è stato lanciato nello stagno, ma evidentemente Gerhard Berger non sa che dietro all’Alfa Romeo, a livello sportivo, c’è il vuoto. L’Alfa Corse non esiste più da anni e, quindi, l’eventuale embrione agonistico dovrebbe nascere da una costola di Ferrari Corse Clienti.

Il marchio non è stato capace di gestire in casa nemmeno la nascita della Giulietta per il TCR: la macchina ottimamente curata da Romeo Ferraris e che è gestita in pista dal team GE-Force si difende nella serie Intercontinentale con Dušan Borković eDavit Kajaia che hanno vinto una gara per uno all’inizio della stagione, dimostrando che sulla carta la vettura italiana ha tutte le qualità per essere vincente.

Insomma, per rivedere l’Alfa Romeo nel DTM bisognerebbe rifondare il reparto corse con il simbolo del Quadrifoglio verde. È più facile vedere riapparire il marchio in F.1 rinominando i motori del Cavallino per un team cliente (come ha fatto la Red Bull Racing che ha chiamato Tag Heuer il motore Renault) che sperare di rivedere la Casa impegnata in prima persona in un programma di corse come il DTM. Ed è un vero peccato perché sarebbe proprio quello il terreno ideale per esaltare le doti della Giulia nel confronto diretto con i tedeschi.

Sergio Marchionne nell’ambito FCA ha altri problemi a cui pensare (oltre a godersi i successi della Ferrari in Formula 1) come la causa che gli Stati Uniti hanno deciso di intentare contro Fiat Chrysler per aver violato la legge sulle emissioni diesel. La denuncia è stata depositata al tribunale federale di Detroit dal dipartimento di Giustizia americano, per conto dell'Agenzia per la protezione ambientale (Epa). Si parla di una multa che potrebbe arrivare a 4 miliardi di euro.

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