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Dakar 2019: Moto
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Dakar 2019: Moto

Viladoms: "La KTM vuole la 18esima Dakar, ma sarà una sfida ostica"

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Viladoms: "La KTM vuole la 18esima Dakar, ma sarà una sfida ostica"
Di:
Tradotto da: Francesco Corghi
28 dic 2018, 11:03

Il team manager della Casa austriaca è consapevole di avere una squadra molto forte per puntare a vincere, ma la novità delle Tappe in Perù sulla sabbia creano diverse incognite per tutti, anche ai migliori.

La Dakar 2019 è ormai alle porte e Jordi Viladoms sa che la sua squadra sarà chiamata all'ennesima prova del fuoco nel deserto sudamericano.

Il nuovo team manager della KTM è stato raggiunto da Motorsport.com prima di volare in Perù, dove ad attenderlo ci sarà una sfida inedita piena di insidie, alla quale la sua squadra si presenta da favorita.

Come valuti la stagione appena conclusa?
"Siamo molto contenti di come è andata questa stagione, è stato tutto perfetto. Prima con Walkner alla Dakar e poi con Toby nel Mondiale e terzo anche alla Dakar. Ha fatto una bella annata, recuperando pian piano dall'infortunio al femore e nelle ultime gare era davvero fortissimo. Siamo felici di aver vinto un altro titolo e continuamo ad evolverci, guardando ogni dettaglio in vista della Dakar".

Che cosa avete cambiato sulla moto?
"C'è stato un cambiamento tecnico, ma nulla di così grande. Si è trattato di aggiustare le sospensioni, il motore e provare a migliorare l'assetto e via dicendo. Ma fino a quando non sei in gara, non puoi sapere dove bisogna crescere, ed è ciò che abbiamo fatto quest'anno. I piloti sono molto contenti della moto".

La struttura del team come è cambiata?
"Luciano andrà alla Red Bull a prendere il posto di Antoine Meo. Mario Patrao lo scorso anno non c'era perché infortunato proprio prima di cominciare la Dakar, ma era già previsto ci fosse. Per lui sarà la terza volta con noi, è un buon meccanico con esperienza, è per questo che fa parte del team ufficiale".

In squadra ci sono gli ultimi tre vincitori...
"E' vero ed è bello, le prospettive sono ottime perché sappiamo di avere tre vincenti che sanno come ripetersi. Spero ci riescano, in questo modo il team avrà più opzioni. I piloti hanno tre profili diversi, dipenderà come correranno e come si metteranno le cose, ma è sempre bello avere tre opzioni per puntare al successo".

Avete collezionato un numero di successi enorme...
"17 consecutivi, ma alla fine di ogni anno si tratta solo di numeri e statistiche che andiamo a modificare. E' sicuramente strano esserci riusciti per così tante volte di fila, sappiamo che un giorno la striscia si interromperà perché tutti i team si presentano più forti ogni anno prendendo spunto da noi, che cerchiamo sempre di dare il massimo. Sarebbe facile sedersi dopo così tanti successi, ma la nostra fortuna è che non abbiamo mai pensato di fare così. Vincere ci costa sempre più impegno e notti insonni, ma fa parte anche della mentalità KTM".

Quali sono le condizioni fisiche di Laia Sanz?
"E' un peccato che non abbia potuto prepararsi nei minimi dettagli come avrebbe potuto, è una che cura molto questo aspetto del fisico e un po' le scoccia. E' qualcosa di nuovo per noi, non sappiamo esattamente come sarà alla Dakar. Possiamo solo augurarle il meglio e darle il meglio, ma non è una cosa su cui possiamo influire".

Come vedi questa Dakar tutta in Perú?
"E' molto diversa da quelle cui eravamo abituati, sicuramente preferiamo quelle più lunghe dove il pilota più consistente può dimostrare le sue qualità nel corso dei giorni. Con quattro giorni in meno anche uno di livello inferiore potrebbe vincere. In 10 giorni il primo e l'ultimo saranno divisi da mezza giornata e con il terreno così sabbioso le uscite, le traiettorie e l'ordine inverso sarà tutto un po' strano. Ci sarà meno strategia e più sprint, quelli che preferiscono la sabbia ovviamente saranno avvantaggiati. Fortunatamente i nostri vanno bene in queste condizioni".

Quindi che strategia adotterete?
"Sarà complicata, ma molto importante perché con la sabbia cambierà molto il fatto di partire prima o dopo. Comunque è anche una combinazione di tutte le Tappe, penso che gli organizzatori abbiano pensato la gara per evitare un po' di strategie cambiando il tipo di gara, non sappiamo esattamente come andrà. Faremo come ogni anno, non guarderemo al pilota che va meglio, correremo tutti con lo stesso obiettivo. L'unico che deve attenersi al suo ruolo è Mario, gli altri sono liberi. Ad esempio, Laia non ha mai dovuto correre in questo modo, la lasceremo andare e poi vedremo dove si piazzerà. Se dovessimo agire con ordini di squadra sarà perché c'è qualcuno che sta perdendo le possibilità di vincere".

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Riguardo questo articolo

Serie Dakar
Team Red Bull KTM Factory Racing
Autore Sergio Lillo