Video Dakar | Karginov e il "tuffo" nel fiume con il camion Kamaz!
Il vincitore delle ultime due tappa della Dakar riservate ai camion è diventato famoso anche al di fuori del mondo dei raid perché con il Kamaz 43509 si è reso protagonista dell'attraversamento di un corso d'acqua con un balzo spettacolare che è diventato virale sui social. Andrey ha spiegato: "Volevo tagliare la pista per allontanare i nostri avversari. La manovra vista dall'esterno fa più impressione di quella vissuta nell'abitacolo".
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Andrey Karginov nel giorno di riposo della Dakar cerca di tirare il fiato, ma il russo vuole seguire con attenzione il lavoro che i meccanici del team Kamaz Master stanno facendo sul suo 43509 #509: è il pilota che ha vinto più tappe fra i camion, tre, ma è quello messo peggio in classifica generale perché è scivolato sesto perché nella quarta tappa ha dovuto fare i conti con un cambio automatico che deselezionava le marce all’improvviso e sulle dune andava addirittura in folle, facendo tornare il mezzo all’inizio dell’ascesa.
Il 45enne di Mirny, vincitore della Dakar nel 2020 e nel 2014, ha un compito ben specifico nella squadra di Vladimir Chagin: risalire nella seconda settimana di gara al quarto posto della classifica generale per ricomporre quel poker che l’armata russa sogna al traguardo.
Siccome non ha compiti tattici, Andrey si è ritrovato negli ultimi giorni a essere il pilota dell’armata russa che cercava i migliori tagli della pista nel tentativo di “seminare” gli avversari che nei tratti di guida a vista possono contare sui quattro camion Kamaz come ottimi punti di riferimento.
Karginov si è reso protagonista di un passaggio che lo ha fatto di ventare un “personaggio” al di fuori del bivacco della Dakar, visto che un suo virtuosismo è stato postato su Twitter in un filmato che spiega più di molte parole quale sia l’approccio degli equipaggi Kamaz alla Dakar…
“Ieri è stata una giornata di navigazione – spiega Andrey - . Non era molto comodo essere i primi ad aprire la strada: i camion, nonostante le molte tracce visibili di moto e auto, cercano la loro rotta, perché tagliano la pista”.
“In realtà noi abbiamo offerto delle tracce ai nostri avversari che si sono trovati con un compito più facile. E allora abbiamo cercato di alzare il passo per allontanarci e l’unico modo per riuscirci era fare dei tagli secchi, nella consapevolezza che si trattasse tagliare di uno stile di guida molto rischioso: non potevamo sapere cosa ci aspettasse nelle buche piene di fango o nei canali, se ci fossero pietre pericolose o meno”.
E c’è stato anche lo spettacolare attraversamento di un torrente con un letto d’acqua pieno d’acqua…
“Sì ho visto che il video è diventato virale. È successo dopo che ci siamo tirati fuori dal fango: avevamo visto il corso d’acqua e sapevamo che avremmo dovuto passare dall’altra sponda e dovevamo cercare il punto più adatto. In realtà ho deciso di andare dritto, ben consapevole che era segnalato un guado profondo: ero convinto che l’ostacolo fosse superabile e ho deciso di rischiare. L'unica difficoltà era risalire sul greto, ma è andato tutto bene. Le immagini viste dall’esterno sono sembrate molto spettacolari, mentre da dentro non ho mai avuto la sensazione di fare qualcosa di straordinario…”.
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