Svolta alla Dakar: l'edizione 2019 si correrà interamente in Perù

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Svolta alla Dakar: l'edizione 2019 si correrà interamente in Perù
Sergio Lillo
Di: Sergio Lillo
Tradotto da: Matteo Nugnes
18 mag 2018, 10:35

La Dakar si disputerà per la prima volta nella sua storia in un solo paese il prossimo anno, con il Perù che è stato confermato come l'unico paese ospitante per l'edizione 2019

Il percorso della 41esima edizione dell'evento sudamericano è stato svelato questa mattina dall'organizzatore ASO, in seguito alla notizia che il Cile aveva rinunciato ad ospitare la gara proprio all'ultimo minuto.

La gara sarà più breve, perché in tutto ci saranno 10 tappe ed un giorno di riposo, con partenza ed arrivo a Lima. Il via è fissato per il 6 gennaio, mentre l'arrivo per il 17.

Inizialmente, l'ASO aveva sperato che il percorso potesse partire in Cile e concludersi in Ecuador, ma non è stato possibile raggiungere un accordo con nessun altro paese oltre al Perù. C'erano stati dei colloqui anche con la Bolivia, che però poi ha deciso di tirarsi indietro.

"Stiamo realizzando delle tappe più tecniche e difficili, perché con questa geografia di sabbia e dune non possiamo sviluppare delle speciali di 400 km" ha detto il direttore Etienne Lavigne a Motorsport.com.

"Avremo almeno il 70% di prove con la sabbia e le dune ed è un qualcosa di unico nella storia della Dakar. Negli ultimi anni non ne abbiamo mai avuta una percentuale così alta".

Lavigne è fiducioso che, nonostante la mancanza di paesi interessati ad ospitare la Dakar, le spiagge, le due dune e le piste peruviane attireranno comunque i migliori team ed i migliori piloti della disciplina.

"Sappiamo che attireremo i migliori piloti di questa disciplina, perché il nostro è sempre l'evento di riferimento".

"In Perù sono successi gli incidenti di Loeb e di Nani Roma. Ci sono dei terreni difficili".

Lavigne ha anche confermato che non è stato ancora trovato il sostituto per l'ex direttore sportivo Marc Coma.

"Trovare una persona per quel ruolo non è facile" ha detto. "E' un ruolo complicato ed impegnativo, che richiede responsabilità, molta energia e presenza sul campo per diversi mesi".

"Ci vuole un po' di tempo per trovare la persona idale, non possiamo prenderla per la strada. Ma oggi la priorità è costruire una gara di qualità in Perù e di grande interesse sportivo".

Un altro cambiamento per la Dakar 2019 è che i concorrenti delle categorie auto e camion potranno rientrare in gara nella seconda settimana se si ritireranno nella prima, ma avranno una classifica a parte per non interferire nell'ordine di partenza. Questo però non si applicherà alle moto ed ai quad.

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Autore Sergio Lillo
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