Scopriamo RTeam, un'eccellenza italiana nella categoria Classic della Dakar 2026
La categoria Classic della Dakar diventa ogni anno più grande. Delle 22 vetture impegnate nel 2026, il team che ne schiera di più è l'italiano RTeam. Conosciamo meglio questa realtà italiana che prepara vetture da corsa che hanno fatto la storia del rally raid più celebre al mondo.
Le vetture della categoria Classic Dakar, preparate dall' RTeam
Foto di: Maria Guidotti
Dakar 2026 | Auto
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C’è una gara nella gara sulla Dakar. Mescolati al bivacco tra i nuovi prototipi anche i mezzi che hanno scritto la storia del Rally quando ancora si correva in Africa. E’ la Dakar Classic, gara di regolarità riservata ai veicoli che hanno corso fino al 2000. Il fascino è quello dei tempi d’oro, il percorso è separato dalla Dakar moderna diventata sempre più una Sprint, ma la passione è la stessa.
Tra gli equipaggi al via brilla l’RTeam, la squadra privata più numerosa sulla corsa, orgogliosamente Italiana, fondata nel 1989 con sede a Massarosa (Viareggio) e specializzata nella preparazione di veicoli da fuoristrada.
Renato e Ricky Rickler gestiscono con professionalità e attenzione un’avventura che quest’anno conta ben 66 persone e 22 veicoli.
Le vetture della categoria Classic Dakar, preparate dall' RTeam
Foto di: Maria Guidotti
Ne abbiamo parlato con Renato, quest’anno in gara con Ricky al bivacco in veste di team manager e responsabile di questa incredibile macchina organizzativa.
Sul bivacco della Dakar Rteam è una grande famiglia italiana.
“Siamo il team privato più numeroso della Dakar. Dall'Italia siamo partiti con 22 mezzi e 66 persone, di cui 11 macchine e quattro camion in gara e tutti gli altri in assistenza. Tra i nostri equipaggi spiccano Marco Ernesto Leva e Alexia Giugni, Josef Unterholner e Franco Gaioni su Pajero Mitsubishi con ambizioni di classica ed in lotta per il podio”.
Con undici macchine, è una grande sfida a livello di organizzazione.
“A livello di assistenza sono tutti importanti per noi, piloti di punta come gentlemen drivers. La priorità è vivere l'esperienza della corsa e soprattutto per arrivare in fondo”.
Tra tanti Pajero, spiccano anche due Porsche...
“Abbiamo fatto un accordo col team RS911 della Porsche che ha costruito queste repliche 959 che sono delle macchine importantissime, molto competitive. Sono vetture destinate a crescere perché hanno un bel potenziale: hanno quasi 400 cavalli e pesano 1400 kg, quindi hanno un vantaggio tecnico fortissimo su tutti gli altri”.
Le vetture della categoria Classic Dakar, preparate dall' RTeam
Foto di: Maria Guidotti
Con ben 16 partecipazioni, hai la Dakar nel sangue.
“Ne ho corse 10 in gara e cinque in assistenza, questa è la 16esima partecipazione. Da 3 anni con l’RTeam impegnato nella Classic sono ritornato in gara con un ruolo un po' particolare. Mi diverto e cerco di competere, però il mio ruolo principale è fare assistenza veloce ai miei equipaggi e se li trovo insabbiati, se hanno bisogno, mi fermo per supportarli al massimo”.
Come è cambiata la Classic dalla prima edizione del 2020?
“È una gara di regolarità, ma sta diventando altrettanto competitiva perché anche nella prova di regolarità devi guidare forte per riuscire a stare nei tempi imposti”.
La Dakar è un impegno che vi occupa tutto l’anno?
“E’ sicuramente l’appuntamento dell’anno che ci impegna almeno per sei mesi: quattro mesi prima di partire, a gennaio siamo in gara e febbraio serve per fare il reset di tutto il “casino” che abbiamo fatto nei mesi precedenti”.
Come alternate i ruoli con Ricky nell’organizzazione del team?
“Nel 2025 Ricky guidava il camion di assistenza veloce in gara a supporto di Carlos Sainz, adesso che siamo completamente dedicati alla Classic, gestisce tutto il team mentre io sono in gara ma con il ruolo di supporto ai nostri equipaggi”.
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