Ritiro amaro per Sainz e la Peugeot 2008 DKR16

Lo spagnolo ha dovuto cedere il comando a causa di problemi alla nuova vettura transalpina, che però sorprende

Il ritiro di Sainz e della 2008 DKR16, in testa al Rally del debutto, è un boccone difficile da digerire, ma l’eventualità, proprio per questo, non poteva essere scartata a priori.

Ora, gli eventi che coinvolgono protagonisti straordinari, spesso spaccano il mondo in due. Da una parte i sostenitori, pronti all’esaltazione quando l’evento è grandioso, dall’altra i detrattori, che non esitano a sparare a zero quando le cose vanno male.

Carlos Sainz si è ritirato dal Rally del Marocco, dopo aver vinto due tappe su tre, “rischiato” l’en plein, e in testa al Rally con un buon margine. Sostenitori in delirio, detrattori “muti”. La 2008 DKR16, fresca di battesimo, si è fermata al chilometro 78 della quarta prova speciale del Rally di Coppa del Mondo organizzato da NPO Events. Semplicemente muta, e l’Equipaggio, Carlos Sainz e Lucas Cruz, senza parole. Nessuno, del resto, ha ancora una spiegazione, l’Auto si è fermata troppo lontano da Agadir, dove ha termine la Gara.

Carlos Sainz era in testa al Rally, con un margine rassicurante sul Campione della Dakar Al Attiyah. Sicuro che Sainz non avrebbe risparmiato la nuova Macchina nelle due tappe finali, l’ordine del Team e del suo… indomabile carattere era quello di mettere alla frusta la meccanica alla ricerca di eventuali punti deboli.

I sostenitori di Sainz si soffermano, giustamente, sui risultati ottenuti in tre giorni di gara e sulla “svelata” competitività della nuova 2008 DKR16. I detrattori, invece, sparano a zero sull’affidabilità. La macchina si è fermata, non si sa ancora perché, all’inizio della tappa e del trasferimento più lunghi del Rally, e non c’è il tempo materiale per portarla ad Agadir, rimetterla in moto e farla ripartire per la tappa conclusiva del Rally. Ma prendersela con l’affidabilità è gratuito.

Come avvenuto nel caso della prima vittoria della 2008 DKR, due giorni prima, e del bis del giorno successivo, il profilo del Team Peugeot Total è sobrio, e l’atteggiamento pragmatico. Il Rally di Sainz e della 2008 DKR16 si ferma qui. La decisione è presa. Invece di proseguire in corsa, la 2008 DKR16 punta… ad Est. L’Auto verrà portata immediatamente a Erfoud, la “base” di Peugeot Sport in Marocco, e rimessa in marcia. E allora conosceremo l’entità del guasto.

Ancora. Durante la terza tappa, Sébastien Loeb ha tentato in tutti i modi di “sfasciare” la 2008 DKR primo tipo, ma ci è riuscito solo a 15 chilometri dall’arrivo mettendola sul tetto. Alla sua Squadra è stato facile recuperare l’Auto, lavorare tutta la notte e dare al fuoriclasse francese, al debutto con la Peugeot nei Rally Raid, la possibilità di riscattarsi l’indomani. Loeb non si è fatto pregare, e ha saldato il debito di gratitudine con i Meccanici ottenendo, alla fine della quarta tappa, il terzo posto assoluto. I sostenitori dicono: “Visto di che pasta è il nostro Campione?” Hanno ragione, l’irruenza di Loeb ha una spiegazione semplice. Loeb ha già iniziato a spingere forte, è già un “pericolo”. I suoi detrattori stanno zitti, nessuno osa essere meno che indulgente sugli inevitabili alti e bassi dell’Asso assoluto del WRC all’inizio di una nuova carriera.

Il programma del Team Peugeot Total, stabilito da tempo, riprende subito. Da lunedì arrivano in Africa gli Equipaggi Stephane Peterhansel-Jean-Paul Cottret e Cyril Despres-David Castera, i dominatori del Silk Road Rally, per una settimana di test intensivi con la 2008 DKR, e dal lunedì della settimana successiva arriveranno anche gli Equipaggi impegnati al Rally del Marocco, Sainz-Cruz e Loeb-Elena, per un altro turno di lavoro. Grosso modo alla fine del mese saranno definiti i parametri finali della Macchina, e subito dopo, a Parigi, sarà avviata la costruzione della versione definitiva della 2008 DKR16 con la quale i 4 Equipaggi del Dream Team Peugeot Total affronteranno la Dakar Argentina-Bolivia.

Il ritiro di Carlos Sainz lascia Nasser Al-Attiyah in testa al Rally del Marocco. Il “Principe del Qatar”, secondo oggi alle spalle di Yazeed al Rajhi, ha ormai oltre sedici minuti di vantaggio proprio sul saudita, e il russo Vladimir Vasilyev, quarto al termine della penultima tappa alle spalle di Loeb, e “facile” terzo a meno di venti minuti.

Il Rally è a questo punto un po’ addormentato. Non andrà in scena, infatti, la grande sfida finale tra Sainz e Al-Attiyah, ed il primo a dispiacersi di questo fatto, beh, il secondo, è proprio il Campione in carica della Dakar, che aveva riconosciuto la competitività della Peugeot e dimostrato di gradire il confronto diretto.

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A proposito di questo articolo
Campionati Dakar
Piloti Carlos Sainz , Sébastien Loeb
Articolo di tipo Ultime notizie